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Rock Contest XI edizione
La Finale, 5/12/2009

La ventunesima edizione del Rock Contest, concorso nazionale per band emergenti organizzato dall'emittente Controradio e dall'Assessorato all'Istruzione e alle politiche giovanili del Comune di Firenze, si è conclusa sabato 5 dicembre 2009 con una finale che è il segno della crescita a cui la manifestazione è andata incontro negli ultimi anni. Sei gruppi sul palco, a tracciare un'ampia geografia delle città di provenienza: Billy Muffler (Livorno), Ansomia (La Spezia), Johnnie Selfish and The Worried Man Band (Milano), Passogigante (Firenze), Riccardo Ceres (Roma), Sadside Project (Roma).
Pochi anni fa un primo importante step: da regionale, il concorso si è esteso diventando nazionale.
Quest'anno un altro segnale: una carrellata di gruppi, dalle eliminatorie alle finali, in cui tutti hanno portato sul palco una patina di professionalità lasciandosi il dilettantismo alle spalle (strumenti di qualità, live set strutturati, presenza scenica, buone esecuzioni. Nessuno, insomma, che non si sia preparato per fare in modo di sfruttare davvero tutte le proprie carte).
Hanno vinto i romani Sadside project, un bel duo chitarra e batteria sospeso musicalmente tra il garage e il blues. Ingannano facendo pensare ai White Stripes, ma sono in realtà più vicini ai ben più corposi Black Keys di Dan Auerbach. Sulla linea dei conterranei BSBE, conquistano meritatamente la vittoria. Probabilmente la proposta più contemporanea di questa finale.
Secondo sul podio il romano Ceres, altro possibile candidato al primo posto. Cantautore di talento dai testi noir (in Italiano) e dai toni pulp, tra Tom Waits, Capossela e Buscaglione.
Il funk in italiano dei Passogigante si aggiudica il terzo posto. Peccato per i testi, tra cui si alternano alcuni ben costruiti ad altri ancora ingenui. Però va riconosciuta loro una bella presenza scenica e tanta energia, e un'idea quella del funk in italiano molto meno battuta di altri generi.
Si fanno notare anche i liguri Ansomia, eccellente gruppo dai toni rock classici con il cuore a Los Angeles. Derivativi? Forse, ma in pochi nell'intero contest sono stati capaci di scrivere, se pur in inglese, brani come i loro e di interpretarli in modo così convincente. Bravi.
Billy Muffler impeccabili sul palco, ma il loro rock blues sulla stretta scia degli ZZ Top non li ha favoriti in questo contesto.
Quello dei milanesi Johnnie Selfish and The Worried Man Band è un folk dai toni country che nell'ambito di una finale è stato scavalcato da altri nel percorso verso il podio. Eppure, non toglie che la band sia interessante. Si sono giocati una buona esibizione e sono gli eredi di una tradizione di genere che a Milano, come in altre città d' Italia, ha vari predecessori fin dagli anni Sessanta.
Una finale piacevole da seguire fino in fondo e veramente “classica”. Nessun nuovo genere, ma belle interpretazioni sulla scia di alcuni grandi esempi del passato. E attenzione: nessun nuovo genere non vuol dire nessun nuovo gruppo. Altrimenti si finisce per cercare l'originalità solo e sempre nella stranezza a tutti costi. Lamentandosi poi che oggi non c'è più la buona musica di allora.
Giulia Nuti
foto di Marco Quinti
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