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Alessandro Galati - g plays G, Galati plays Gershwin
(2-U/Materiali Sonori)
www.alessandrogalati.com
www.oltrelarte.eu

Perché Gershwin? Perché confrontarsi con un autore fin troppo “saccheggiato” dai jazzisti e raramente compreso nella sua complessità dagli esponenti del mondo classico? Con questo lavoro Alessandro Galati cerca di fornire una risposta esauriente al quesito, con piena coscienza della moderna sintassi jazzistica, ma anche attraverso la sensibilità che gli deriva dal retroterra europeo.
Il rapporto, sostanzialmente irrisolto, di Gershwin con il jazz è stato oggetto di analisi storico-musicologiche e di dissertazioni filosofiche. Al tempo stesso, il suo lavoro di filtro della musica popolare americana – oltre a causargli la diffidenza degli ambienti accademici in vita – ha poi condizionato una corretta valutazione delle sue radici europee.
E’ questo l’obiettivo a cui sostanzialmente tende l’operazione di Galati: mettere in luce questa duplice natura. Se si prendono in esame le interpretazioni di Someone To Watch Over Me, Summertime e The Man I Love (standards consolidati del repertorio jazzistico), si individua una palpabile inclinazione a ponderare lo sviluppo del discorso, pur nel rispetto della prassi improvvisativa, scomponendo le linee tematiche in frammenti collocati in un tessuto ben più ampio. Qui si colgono echi post-romantici, permeati di Chopin e Brahms, da un lato; un humus impressionista, con riferimenti a Debussy e Satie, dall’altro. Del resto, che Galati rifugga da soluzioni scontate lo conferma l’assenza di qualsiasi scarto stilistico con le composizioni originali.

Enzo Boddi

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