. Claudio Lolli - La scoperta dell’america
Majakovskij e la scoperta dell’america
Claudio Lolli - La scoperta dell’america
(Storie di note)
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One of Italian cult songwriters from 70s comes back after nine years with a new album, La scoperta dell’America, where beat generation’s spoken words meet jazz and others musical influences.

E’ vero, Claudio Lolli, in Italia, ha fatto spesso rima con noia, o con pessimismo eccessivo, è pur vero però che la sua musica, come del resto quella di tanti altri, non ha mai avuto quel consenso che avrebbe meritato. Colpa dell’industria discografica, colpa degli ascoltatori sempre meno attenti, nessuno può dirlo. Certo è che le canzoni di Claudio Lolli, nonostante non siano semplici e abbiano una struttura melodica abbastanza monocorde (soprattutto se in veste acustica), nascono un sostrato poetico e di ideali che in vero pochi possono vantare in Italia. Ecco perché la definizione, di cult per Lolli ci stà tutta. In quest’ottica, va letto anche il suo nuovo album La scoperta dell’America, che giunge a nove anni dall’ottimo Intermittenze del cuore. Durante questo periodo, Lolli non è stato con le mani in mano, ha continuato la sua attività di professore di lettere, ma ha anche trovato il tempo per una rilettura dal vivo del suo classico Ho visto Anche Gli Zingari Felici con il Parto delle Nuvole Pesanti, per un’antologia con inediti, per un libro con cd (il bellissimo Rumore Rosa) e per un live con il poeta Gianni D’Elia. Ora invece, eccoci di fronte, ad un disco che nasconde la semplice ricetta dei suoi reading, ovvero trame sonore semplici ma allo stesso tempo strettamente collegate al fluire della parola proprio sullo stile della Beat Generation. Il tutto è condito dall’apporto di un gruppo di ottimi musicisti che si adoperano a condire il tutto con archi, pianoforte, sax, e quant’altro toccando influenze che vanno dal più classico cantautorato italiano fino al jazz. Questo connubio di musica e poesia ci conduce attraverso nove capitoli di un libro in musica dove spiccano brani come Bisogno Orizzontale, disarmante nella sua semplice bellezza, o Il Secondo Sogno, in cui Lolli ci parla della sua difficoltà a vivere in una Bologna ormai irriconoscibile, o ancora la cinematografica Nuovo Carcere Paradiso. Chiude il disco il reading, Medley Con Rumori Rosa, in cui la chitarra di Paolo Capodacqua e il sax di Nicola Alesini, fanno da sfondo ad alcuni frammenti estratti dal disco allegato al libro Rumore Rosa, ma non è finita qui perché c’è ancora tempo per le due gost track, la scanzonata ma bellissima I Musicisti di Lolli (già sull’ultimo disco de Il Parto Delle Nuovole Pesanti) e la versione acustica di Bisogno Orizzontale. Un disco da leggere, ascoltare e con un po’ di immaginazione guardare attraverso la poesia.

Salvatore Esposito

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