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Nektar - Down To Earth
Nektar - Door to the future. The LightShow Tapes vol. 1
(Eclectic)
www.eclecticdiscs.com



Dei Nektar abbiamo già parlato spesso sulle pagine del Popolo del Blues , basti consultare le pagine del sito a partire dallo special dedicato al Kraut Rock di Giugno 2004. Sfogliando - o meglio cliccando - tra i vari numeri ci sono riferimenti alla storia della band, alla loro attività live, alla loro carriera discografica. Ci sembra giusto però continuare a seguire l’accorta opera di ristampa del loro patrimonio discografico curata dall’etichetta inglese Eclectic, relativamente giovane e indipendente ma che , specialmente con la sua attività nel campo del progressive, sta conquistando notevole rispetto a livello internazionale. Questa volta gli album pubblicati sono Down to Earth e Door to the future. Il primo è l’album di studio del gruppo del 1974, successivo al loro album di successo “Remeber the future”, disco che li fece conoscere in America. Il concept attorno a cui ruota Down To Earth è quello di un circo. Come il titolo vuole suggerire, è un disco che dopo anni di sperimentazioni tenta di riportare i Nektar con i piedi per terra, concentrandosi meno sulle digressioni strumentali progressive e più sulle canzoni. Anche come tipo di sonorità il gruppo esplora un fronte di novità, aprendosi all’ingresso di una sezione fiati, abbandonando le sonorità aggressive e quasi rumoristiche che furoreggiavano nei primi dischi, ospitando artisti di estrazione diversa come P.P.Arnold. C’è molto più blues e rhythm n’ blues che in passato, a cominciare dal brano di apertura Astral Man. Si passano poi in rassegna, tra i vari personaggi che animano il tendone, le figure di “Nelly the elephant”, di un malinconico clown, di “little boy” che è un bambino che viaggia con il circo e spera un giorno di prendere parte allo show. E’ un gran bell’ album, molto orecchiabile - o almeno più orecchiabile del resto della loro produzione - , in cui compaiono numerosi brani scritti bene e che restano impressi e in cui per di più si riesce fino alla fine a mantenere l’idea del concept. Door to the Future, The LightShow Tapes vol. 1 è invece il primo “official bootleg” dei Nektar, registrato dal vivo durante il tour in Germania del 1974, in cui compaiono cinque brani inediti e varie “alternative version” di brani conosciuti come Fidgety Queen ( da Down To Earth). Anche questo è un bel disco, interessante a cominciare dall’ origine delle registrazioni, che provengono dall’archivio personale di Mick Brockett che all’epoca realizzava i lightshow per i Nektar e che le aveva archiviate per i suoi film e video editing, e da quello del tecnico Vinnie Schmid. Non è un concerto intero ma una compilation, volta ad ampliare la collezione dei live dei Nektar cercando di non doppiare ciò che già è presente su gli album registrati in quegli anni alla London Roundhouse e all’Accademy of Music a New York (entrambi pubblicati dall’Eclectic). Con brani come Nelly the Elephnat, che i Nektar non avrebbero più suonato dal vivo fino alla reunion del 2002, è ottimo per i collezionisti.

Giulia Nuti

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