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Piero Brega: Come li viandanti
(Circolo Gianni Bosio/Il manifesto)
www.circologiannibosio.it

Primo album solista per l’ex cantante del Canzoniere del Lazio, uno dei primi gruppi a unire tradizione polare ad una attitudine più moderna, quella di una generazione che nei settanta prese contatto con un mondo apparentemente lontano. Per questo esordio atteso da anni, intorno a Piero Brega (Roma, 1947) si è riunito il meglio del meglio della musica romana (Michele Ascolese, Danilo Rea, Rita Marcotulli, Enzo Pietropaoli, Piero Fortezza, Ambrogio Sparagna, Roberto Gatto, ma anche tecnici Paolo Modugno e Paolo Spiridioni) quelle persone cioè che da anni se non decenni vanno dicendo in giro che Piero Brega è il miglior cantante popolare d’Italia.
Difficile dire se sia vero o meno ma ci sentiamo invece di affermare che “Come li Viandanti “ è il miglior disco di musica popolare originale prodotto in Italia. Esso è un disco contemporaneo, con brani ispiratissimi dove non ci strumenti di commento ma solo ciò che veramente è funzionale alla musica.
Dalla fisarmonica di Antonello Salis alla tromba di Paolo Fresu passando per la tamorra di Nando Citarella, la batteria di Elio Rivagli, i violini di Marcello Sirignano fino agli strumenti di tutti i musicisti che partecipano all’album, poche altre volte si è sentito un disco dove tutti sono a disposizione così bene dell’interprete a dimostrazione di come Piero Brega sappia ancora essere autorevole e comandare le atmosfere intorno a lui.
Dall’iniziale “Qanno sò morto” a “Tuscolana“ fino all’autobiografica “automobile“ l’album scorre su binari sorprendenti. Dal repertorio di Carnascialia, il gruppo che formò dopo il canzoniere, Piero rispolvera “Canzone numero uno“ ma nondimeno l’album racchiude perle come le più recenti “San Basilio“.
Esultiamo quindi per il ritorno e l’affermazione speriamo definitiva di Piero Brega, un tipo tosto che si merita questo e molto altro e occhio alla sua tournée primaverile.

Ernesto de Pascale



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