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Bob Dylan
In molti casi comprendere Dylan vuol dire capire noi stessi. Per esempio: io posso ascoltare Sad Eyed of the Low lands e capire precisamente cosa vuol significare la canzone ed apprezzarla; eppure io non ho idea perchè a warehouse eyes my Arabian drums o che precisa rilevanza quella frase possa avere. Eppure anche quelle parole mi comunicano qualcosa. Od ancora:posso apprezzare la quartina once i used to care but now things have changed senza sapere a cosa lui focalizzi la sua attenzione, ma essere certo che fra il Dylan di una volta dei Times are a changin e quello di Things have changed ci sono di mezzo anni di completo mutismo al di fuori delle canzoni, eppure comprenderne il tentativo di comunicare uno stato danimo e dessere comune a molti.
Perchè lesperimento di scrivere e di unire la scrittura alla musica è il frutto di una attenzione fuori dal comune che ricordo e riconduco solo alla poesia di Robert Frost. Poichè quello che accade in una canzone, o meglio nel testo di una canzone di Bob Dylan, non è mai accidentale, anche se apparentemente in modo incidentale esso avviene come evento musicale e perfino sillabico.
Oggi che ogni canzone storica del suo infinito repertorio appare reinventata casualmente Dylan riafferma incidentalmente il suo essere se stesso con parole che riascoltate allombra di ciò suonano più cariche di significato e strascisca una volta ero solito prendermene cura ma adesso le cose sono cambiate.E dietro quello svogliato fraseggiare si riscopre un uomo che pur nella sua sfiducia nellera contemporanea ha continuato a tenere fede agli insegnamenti di Cisco Houston, Sonny Terry & Browne McGee e Woody Gutrhie portando le sue canzoni alla gente sempre più frequentemente di persona in questonever ending tour iniziato nel 1989 e non ancora terminato.
Per sviluppare meglio queste considerazioni ho pensato di riportare alla luce uno dei periodi meno pubblici della carriera di Bob Dylan, quellanno sabbatico che tra il 1966 e il 1968 vide Bob continuare la sua avventura allombra degli alberi secolari delle Woodstock Mountains.
Un viaggio si era concluso e un altro stava per cominciare.Dylan era diventato il simbolo della sua generazione.Già! ma poi? come continuare a essere se stesso?
In quei mesi Dylan ritrovò se stesso e crebbe come per molto tempo non sarebbe poi accaduto, rimettendo in gioco se stesso, la sua musica, le proprie radici e reimpossessandosi di altre non così scontate che tali potessero essere considerate..
Dopo quel lungo anno, sarebbe tornato ad essere un simbolo per unaltra generazione, ma senza esservene più parte. Prendendone le distanze per salvare se stesso, per continuare a vivere da essere umano.
Nel nostro unico incontro, la conferenza stampa di Verona, in occasione della sua prima esibizione ufficiale nel nostro paese, alla mia unica domanda Cosa fa nel suo tempo libero lui senza espressione rispose Vado a pescare.
Fu allora che ebbi la sicurezza che quellanno sabbatico lo aveva salvato dal mostro pubblico che lui stesso aveva creato fra il 1962 e il 1966.
Questa è la storia di ciò che accadde in quellanno:
Il 29 Luglio 1966 Bob Dylan è vittima di un incidente motociclistico, dalle parti di Woodstock, nello stato di New York. Un incidente non particolarmente disastroso ma che cambierà profondamente il suo modo di essere.
Sono i giorni della pubblicazione di Blonde On Blonde, delle bozze del volume Tarantula, della preparazione del documentario televisivo Eat The Document e del cinematografico, già editato, Dont Look Back del cineasta D.A. PennBaker, poi regista di Monterey Pop.
Dylan ha solo 25 anni e per la prima volta dopo diversi anni, a causa del riposo forzato, riflette sullopportunità di cambiare lassetto di tutto ciò che gli gira intorno. Una giovane moglie (Sara) e il piccolo figlio gli appaiono dinanzi come se fosse il suo primo incontro con loro. Dylan, in una sorta di forzata segregazione, riaffronta criticamente la sua carriera.
È questo linizio di un periodo particolarmente felice e creativo per Robert Zimmermann. Mentre tutto fuori sta cambiando lui rivolge a se stesso le maggiori attenzioni dicendo qui qualcosa deve cambiare lasciandosi andare a un differente approccio compositivo, a una nuova vita.
Per il Dylan del dopo incidente non ci sono più contratti (per di più quello con la Columbia era in via di scadenza!), o manager (il rapporto con Albert Grossmann, nonostante i due vivessero entrambi a Woodstock non era dei migliori), obbligazioni, tournee, anche il mondo esterno è un extra.
Bob si dichiara svuotato, parla con poche persone, non rilascia dichiarazioni, permette qualsiasi tipo di illazione sullincidente, fa scorrere su di se accuse dei movimenti sociali di tutto il mondo per la suo presunto ritiro dalla lotta eppure, mentre spende poche, misere, parole sul suo conto, inizia il più lungo periodo di gestazione musicale, assolutamente informale, della sua lunga storia di artista. Un periodo di grandi canzoni scritte assieme allamico Robbie Robertson e ai suoi Hawks (Garth Hudson, Rick Danko, Richard Manuel e il momentaneamente assente Levon Helm, già accompagnatori di Ronnie Hawkins) e che da lì a presto prenderanno il nome più semplice e conciso di The Band, su suggerimento dello stesso Dylan.
Dalla primavera 1967 allestate dello steso anno Bob compone e suona più di trenta nuove canzoni. Lo fa - lo avrebbe confessato in seguito - senza un fine preciso, non si cura di volerle, un domani, interpretare. Mentre legge i libri che Allen Ginsberg gli ha portato dalla città e passa le giornata con la famiglia, si nutre di nuove composizioni che non hanno niente a che vedere con i brani antecedenti allestate 1966.
In Dylan per la prima volta dopo tanto tempo non cè la pressione quotidiana e anche il prossimo album, John Wesley Harding, dellOttobre 1967, è lontano allorizzonte. Le canzoni dello scantinato, The Basament Tapes, sono in quel momento solo prove di fiducia personale a cui partecipano un ristretto cerchio di amici riunito intorno al camino tutti tesi a cercare un comune punto dincontro. E se queste canzoni sarebbero poi divenute successi e/o avrebbero ricoperto un domani significati particolari (come ci illumina il più importante studioso dellartista, Greil Marcus, in La Repubblica Invisibile, ed. Giunti) non è cosa di quei giorni.
Già dopo lestate Dylan è però cambiato ancora. Peter, Paul & Mary hanno portato al successo Too Much of Nothing, a Londra Manfred Mann The Mighty Quinn, Brian Auger, Julie Driscoll & The Trinity This Wheels on Fire, tutte canzoni composte nella primavera precedente ed allungate dal manager Albert Grossmann al suo editore nella paranoia completa di veder il suo artista, apparentemente, fuori da qualsiasi strategia discografica.
Le canzoni dello scantinato non sono già più sue: Dylan capisce per la prima volta che da quel momento in poi tutto quello che farà, forse tutto quello che ha già fatto, sin da quando verrà comunicato a terzi non gli apparterrà più. Una lezione, questa, che motiva il suo Never Ending Tour iniziato nel 1989 e non ancora terminato. Una lezione che lo porterà ad essere sempre più presente ed attento, a gestirsi con grande parsimonia.
Ma il cambiamento più profondo Bob lo esterna alle porte del 1968 con un album a suo modo rivoluzionario: John Wesley Harding, un disco che Bob definì nel 1976
il primo album di rock biblico della storia.
Dylan, che non sarà nuovo a sortite del genere nemmeno in anni insospettabili (come la riconversione al cristianesimo dei tardi anni settanta suggellata dallalbum Saved) rema quindi controcorrente affermandosi ancor di più - suo malgrado - come un Messia nei tempi di cambiamento.
John Wesley Harding nasce, sì!, dalle ceneri delle canzoni dello scantinato, ma cresce potente, solenne, pieno di momenti misticamente country, assolutamente insospettabili, grande disco sul Bene e sul male. Bob non lo promuoverà -naturalmente - ma deciderà, piuttosto, di partecipare, il 20 gennaio 1968, alla Carnagie Hall di New York a un tributo per lappena scomparso Woody Guthrie, un suo maestro, un maestro delle minoranze. Le tre canzoni che interpreta quella sera valgono come forte sostegno a qualsiasi movimento, a partire dalla fiera Dear Mr. Roosevelt.
Non contento decide, solo qualche mese dopo, di rilasciare, unica intervista dellintero anno, una lunga dichiarazione al giornale per i senza tetto, Sing Out, sperando di aumentare gli introiti di quello. Intanto, John Wesley Harding, pur senza alcun altro aiutò, restò in classifica per tutto il 1968 diventando lalbum più venduto della storia discografica di Robert.
Eppure, al di là di questi eventi, per Dylan quello fu un anno mesto, con pochissime nuove composizioni - una, Lay Lady Lay doveva far parte della colonna sonora del film Uomo da Marciapiede ma venne consegnata troppo tardi - pochi emozioni. Woodstock cominciava a essere un posto amorfo, con poca ricarica, e The Band aveva intrapreso una strada autonoma, firmando per il management di Grossmann. Troppa gente sconosciuta cominciava a girare per la cittadina montana.
Fu così che pur di scappare dal paesello, a soli quindici mesi dalle session di John Wesley Harding, Bob volò a Nashville per continuare il discorso musicale interrotto con il precedente disco e realizzare un album veramente country, duetti con Johnny Cash compresi!: Nashville Skyline.
Dylan pareva non volerne sapere più di niente, rifiutare il mondo esterno, Sgt. Pepper, Beggars Banquet, il Rock & Roll, il suo amico Ginsberg e tutto il resto. Egli Pareva rifugiarsi in un mondo a lui sconosciuto (quello del Nashville sound, per lappunto) pur di non confondersi con le cose di tutti i giorni. Rispettava - ipotizziamo noi - solo la sua ferma intenzione di non farsi manipolare più di tanto. Lunica promozione che intraprese fu il partecipare dal Grand Ole Opry di Nashville al Johnny Cash Show. Una partecipazione che fuorviò ancor di più i suoi fans più accaniti.
È in questa ottica che va interpretata anche lesibizione presso la seconda edizione del britannico festival dellIsola di Wight, nel mese di agosto dello stesso anno, 1969.
Bob, preoccupato dallidea di dover fronteggiare le processioni dei suoi fans in occasione dellincipiente festival di Woodstock accettò di partecipare a quello dellisoletta al largo della costa meridionale britannica considerando levento come una buona occasione di intraprendere una vacanza con la famiglia.
Il Dylan che si esibì assieme alla The Band per sessanta minuti allisola di Wight - con un cachet di sessantamila dollari, mille al minuto! - era un uomo svuotato, infilato dentro ad un abito bianco che lo rendeva più simile ad un rabbino che a un poeta contemporaneo di così vasta eco. Fu una esibizione triste ed ebbe, forse, leffetto che Dylan stava cercando: la più completa esclusione dalle cose del mondo, del quotidiano, una esclusione che costò a Bob molti anni a venire di diffidenza.
E chiusa con lesibizione di Wight lavventura e la permanenza a Woodstock, già meta di una nuova generazione, Dylan se ne tornò negli Stati Uniti con la ferma intenzione di iniziare un nuovo capitolo della propria vita. Prossima fermata la cara vecchia New York City.
Ernesto De Pascale
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