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La fine dell’innocenza lo scioglimento dei Litfiba
La scena, se osservata dal di fuori, è più simile a quella di certi finali cinematografici tanto cari a Robert Altman, non fosse per quei trentamila che si stanno lentamente accalcando alle transenne davanti al palco del Monza Rock Festival, qui nel parco comunale della cittadina lombarda. Faccio avanti e indietro fra il retropalco e l’ufficio stampa più volte fra richieste impensabili di pass e bizze stupide degli artisti.

Articolo 31
Questa d’oggi, fra esibizioni, ospiti, amici, mogli, amanti, logistiche varie e spostamenti è davvero una giornata speciale; non tanto per la performance degli Aereosmith che chiuderà il festival, né per quella dell’Articolo 31, il motivo lavorativo che mi ha portato fino a Monza, ma perché cosa tenuta assolutamente segreta - il concerto che terranno i Litfiba di Ghigo Renzulli e Piero Pelù, sarà l’ultimo della loro lunga storia insieme. Una storia iniziata alla Rokkoteca Brighton di Settignano l’otto dicembre 1980, e fortemente sostenuta e promozionata da Bruno Casini, “l’inventore del rock fiorentino”, come ancora dopo tanti anni mi piace descriverlo, anche lui qui, per motivi non dissimili dai miei.
Se a ciò aggiungete che prima dei due gruppi citati suoneranno i CSI, con i fiorentini Gianni Maroccolo, il cui ruolo nei Litfiba fu importantissimo, e Francesco Magnelli (collaboratore di antica data del gruppo nonché tastierista della mia band Hypnodance), è normale che qualche pensierino sul significato di certi liceali “corsi e ricorsi storici“ mi assalga.

Gianni Maroccolo e Bruno Casini
Per rincarare la dose, la kermesse odierna monzese sarà aperta ufficialmente dai riformati Echo & The Bunnymen, una forte influenza per tutte le band rock locali, che proprio a Firenze, nel Giugno 1981 suonarono un concerto indimenticabile presso gli Uffizi.
Proprio come in “Nashville”, ne “i Protagonisti” ed in “America Oggi“ ci si preparava ad un finale di partita. E che finale ! L’area del backstage era stava fatta preventivamente sgombrare e sembrava adesso una plaza de toro. Noi eravamo gli spettatori indesiderati ma, nonostante ciò, ufficialmente invitati. Ognuno aveva occupato, a questo punto, il proprio posto.

dopo il diluvio, monza-rock
I Litfiba non suonarono mai il loro ultimo concerto e il rito non poté consumarsi. Quel giorno un violento temporale estivo, più precisamente ciò che gli americani chiamano “Thunderstorm “, si abbatté sul Monza Rock Festival seminando paura e distruggendo tutto quel che incontrava sulla propria strada.
Come nella canzone di Jackson Browne “Before the Deluge“ (dall’album “Late for the sky“, 1974) i personaggi descritti nella canzone parevano i protagonisti di questa storia:
“…alcuni di loro conobbero il piacere/ altri la sofferenza/ e per alcuni altri era solo il “ momento” ad avere importanza/ e sulle ali coraggiose e folli della giovinezza/uscirono in volo sotto la pioggia/e le loro piume, una volta leggere e sottili si incollarono a brandelli, ormai lacerate/ e nel finale scambiarono le loro stanche ali con la rassegnazione che la vita porta con se e la fragile e splendente luce dell’amore fu scambiata con il falso luccicare e la malinconia/ e in un momento furono spazzati via di fronte al diluvio…” (traduzione di Carlo Massarini)
La tempesta aveva portato via l’età dell’innocenza. Non ci furono vincitori nè vinti quel giorno né nei giorni successivi. Allontanandomi in macchina fra gli alberi spezzati, le tende da campeggio ridotte a stracci di chi aveva fatto migliaia di chilometri per arrivare fino a lì - sapendo o non sapendo, non importa- e costretto a slalom fino a fermarmi per gli smottamenti un giovane mi allungò un volantino che, appena letto, fermò l’onda anomala dei miei pensieri. Recitava che quella sera stessa, in un qualche pub del posto, si sarebbero esibiti i romani Eurosmith, la più celebre cover band italiana del gruppo americano.
Pensai che il diluvio, e forse anche il peggio, era passato. Ripartii a gran velocità pur di lasciarmi dietro quel passato, in modo diverso, ingombrante per tutti gli attori di un film nel quale avevamo a nostra insaputa recitato.
Ernesto de Pascale
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