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Le "compilations" della Philips
Una recente pubblicità della Philips, la compagnia tedesca detentrice del brevetto del raggio laser per la lettura dei compact e fino a poco più di un anno fa padrona del gruppo discografico Polygram, parla chiaro. Non accettate compilazioni dagli sconosciuti recita il tabellare apposto su autobus e cartelloni sei metri per tre un po in tutta Italia e per rincarare la dose commenta registrati la tua per terminare perentoriamente con uno statement che allontana ogni dubbio sulle intenzioni della compagnia tedesca di far proliferare il mercato dei compact disc registrabili.
Ci si attende adesso una risposta da parte della Associazione Fonografica Italiana (A.F. I.) e, quantomeno, una procedura durgenza presso lantitrust.
Ad di là, infatti, della implicazione razzista della prima parte del lancio pubblicitario gli sconosciuti sono, e chi altri!, le decine e centinaia e migliaia di extracomunitari schiavi di qualsiasi mini racket la pubblicità è un espresso invito alla pirateria.
Dei problemi inerenti le vendite di compact disc registrabili in Italia abbiamo già parlato in questa sede, ma la concorrenza al prodotto, soprattutto a quel piccolo prodotto interno che dovrebbe essere un nostro dono innato, magari artistico, a volte semplicemente canzonettistico, vola così con un soffio fuori dalla finestra e sempre più lontano da un recupero da parte di una industria che vive il suo più profondo periodo di crisi dai tempi dellausterity ad oggi.
Se la pubblicità della Philips vuole essere un deterrente per MP3, Napster e chissà quale altra diavoleria telematica del futuro, ci pare che limpresa sia andata invece a colpire i piccoli produttori, gli indipendenti oltre al mercato italiano in genere, che, da parte sua, non ha fatto niente per crescere negli ultimi anni. Sì!, ancora una volta accanisce contro i piccoli, coloro i quali hanno bisogno di vendere anche poche centinaia ed anche contro quelli che nemmeno possono sognarsi di iscriversi ad A.F.I.
ma questa volta lo si fa con il ghigno di chi è perfettamente a conoscenza che quel colpo sarà quello di grazia.
Sarebbe simpatico vedere una azione a tenaglia di A.F.I, S.I.A.E. e antitrust contro i signori tedeschi, proponendo magari il versamento di una cifra alla S.I.A.E. da ripartire poi fra tutti gli aventi diritto, cifra da considerare cautelativa per un futuro mancato guadagno.
Vogliamo scommettere che i tedeschi ci ripenserebbero a tirar fuori pubblicità del genere?
Ernesto De Pascale
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