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I plagi a San Remo

A qualche giorno dalla chiusura della cinquantesima edizione del festival di San remo “Controcanto” tira le somme su uno dei “classici” appuntamenti legati al gossip della manifestazione stessa: i plagi.
Non c’è anno che non se ne segnalino e guai l’opposto!, che festival sarebbe? Alcuni anni fa si tentò di rovinare artisti e di lasciarli spalmati sul lastrico della propria casa discografica (chi si ricorda il caso di Patty Pravo? la canzone di Dan Fogelberg era stata copiata con la carta carbone e la Virgin rimase molto imbarazzata per l’accaduto…). Altre volte è stato l’artista che in modo sibillino (e fare mefistofelico) ha imboccato il plagio ai giornalisti, come nel caso di Ron e del suo testo “preso in prestito” addirittura a Sheakspeare (nessun problema con gli aventi diritto, dissero in SIAE…).
Beh!, quest’anno non sfigurerà certo la cinquantesima edizione e la ricorderemo a lungo per:
1.) la citazione dello Schiaccianoci di Tchaickowsky nel tema strumentale del brano vincitore del festival interpretato dagli Avion Travel i quali, recidivi, già in passato avevano seminato zizzania con citazioni oltre il limite concesso certi che “l’importante è fare notizia”.
2.) Un palese “intro” tagliato, copiato e ricucito addosso a non ricordiamo più quale porcheria tratto dalla celeberrima “Love of The Common people” di Paul Young.
3.) Il ritornello velocizzato del brano di Spagna già sentito in celebri temi statunitensi pop di oggidì.
4.) La non troppo famosa “Coco Latino” riproposta smaccatamente nel brano di Geraldina Trovato, brano - oltretutto - dalla strofa smaccatamente “alla Toto Cutugno”
Ci fermiamo qui per darvi il tempo di riflettere e omettiamo il tentativo triste di Stefano D’Orazio di acciuffare al volo in qualche brano qui e là sequenza d’accordi care al suo gruppo, i famosi “Pooh”.
Ad oggi cause in corso non ve ne sono ma malumori tanti, segno che la musica non sa più di cosa alimentarsi se non di piccolezze.
Ricordiamo che ad ogni modo – per gli amanti de La Rete Dei Suoni , esistono siti dedicati al plagio e addirittura all cattiva interpretazione dei testi (www.fakelyrics.com). Per non capitare come quel mio amico che, completamente all’oscuro delle benché più misere conoscenze d’inglese scambiò l’incipit della celebre “Le Freak” degli “Chic” - …aaaah Freak Out! -,eroico brano delle sale da ballo dei tardi settanta, in un punicissimo inno alla conquista del continente nero: “…aaaaaaafrica!!!”.

Ernesto De Pascale

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