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Interviste

Piers Faccini e il paradiso terrestre di “I Dreamed An Island”

21 febbraio 2017 by Giulia Nuti in Interviste

Il cantautore anglo-italo-francese Piers Faccini torna in Italia a partire dal 22 febbraio, con un tour di cinque date, per presentare il suo nuovo lavoro, I Dreamed An Island. E’ un disco affascinante e ambizioso, sia concettualmente che musicalmente. Faccini si è immaginato un’isola felice, ispirata alla Sicilia del XII secolo, in cui religioni, etnie e culture diverse possano convivere pacificamente. Ma il bello di questa sfida è essere riuscito ad esprimerla anche attraverso la musica: un caleidoscopio di colori e di influenze mediterranee, popolari, barocche e arabeggianti, riassunte sotto il denominatore comune del cantautorato di qualità. Alla vigilia dell’inizio del tour, ci ha raccontato qualcosa in più su questo lavoro.

Com’è nata l’idea concettuale dietro l’album I Dreamed An Island ?

Ogni volta che pubblico un album, cerco di costruire una cornice concettuale attorno alle canzoni che sto per scrivere. Stavo cercando un’idea che desse un senso alle diverse influenze musicali e culturali che ho, qualcosa che riunisse tutti questi diversi colori in un’unica tavolozza. I due libri di John Julius Norwich The Normans in the South, inoltre, sono stati un documento importante per me per dare un’evidenza scientifica alla coesistenza di diverse culture che si poteva riscontrare nella Sicilia del XII secolo. Ho aperto anche un blog per fornire maggiori spiegazioni sul mio progetto: Www.idreamedanisland.com

Per realizzare questo album sembra che tu abbia fatto anche lavoro di ricerca. Per esempio, citi un testo del XII secolo scritto da Ibn Hamdis. Come sei riuscito a trovare questo materiale?
Ho fatto ricerche per l’album come se fossi stato uno scrittore, ho letto tutto quello che potevo e quando ho scoperto le poesie di Ibn Hamdis mi è sembrato davvero perfetto interpretare uno dei suoi componimenti arabo-siciliani. La sua poesia “La mia Sicilia” mi è piovuta tra le mani come un miracolo dal paradiso, anche la metrica e la lunghezza si incastravano perfettamente con la canzone.

Nell’album ci sono delle collaborazioni con professionisti italiani come quella con il chitarrista Luca Tarantino e con Francesco De Nigris che ha mixato l’album. Mi racconti qualcosa ?
Ho incontrato Luca Tarantino molti anni fa e attraverso di lui ho scoperto le gemme della musica barocca e antica. La fusione tra strumenti antichi e moderni è stata molto importante. La chitarra barocca e la tiorba, che Luca suona in modo straordinario, sono ingredienti fondamentali ma al tempo stesso lievi in questo disco (si vedano i brani Anima  e Judith). Francesco è bravissimo a mixare, ha mixato già molti progetti per la mia etichetta Beating Drum, c’è molta fiducia e sintonia tra noi.

Mi parli invece della collaborazione con Chris Wood? E’ un musicista che ammiro moltissimo e a prima vista sembrerebbe avere un background leggermente diverso rispetto agli altri artisti coinvolti
Chris è un amico, siamo stati un tour insieme negli Stati Uniti e l’ho incontrato tanti anni fa a New York quando entrambi suonavamo al Joe’s Pub. Senza dubbio, è uno dei migliori bassisti al mondo e sono onorato che abbia suonato sul mio disco. Il suo groove è contagioso!

Cosa ti aspetti da questo tour italiano?
Adoro suonare in Italia, per me in un certo senso è come tornare a casa. Ho una fan base fantastica e affezionata ed è bello portare in Italia dal vivo ogni mio nuovo album.

 Giulia Nuti

 “I DREAMED AN ISLAND” – TOUR ITALIANO

mercoledì 22 febbraio 2017
FIRENZE – VIPER THEATRE
(Via Pistoiese, 310)

giovedì 23 febbraio 2017
ROMA – TEATRO QUIRINETTA
(Via Marco Minghetti, 5)

venerdì 24 febbraio 2017
RAVENNA – BRONSON
(Via Cella, 50)

sabato 25 febbraio 2017
SAN VITO DI LEGUZZANO (VI) – CENTRO STABILE DI CULTURA
(Via Leogra, 4)

domenica 26 febbraio 2017
MILANO – BIKO
(Via Ettore Ponti, 40)

 (Foto di Olivier Metzeger)

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