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Recensioni

Francesco De Gregori, Teatro Garbatella, Roma, 13 marzo 2019

14 marzo 2019 by Michele Manzotti in Concerti, Recensioni

www.francescodegregori.net

Più passano gli anni e più ringiovanisce. Già la svolta con la band elettrica dei primi anni 2000 aveva visto Francesco De Gregori affrontare il palco con un atteggiamento disinvolto, trovando nei club una dimensione ideale. Con Off the Record, la serie di concerti al Teatro Ambra Garbatella prima del tour con l’orchestra fissato per l’estate, il musicista ha mostrato di essere perfettamente a proprio agio in un ambiente raccolto, da 250 spettatori. Un mese di date consecutive (qui la recensione della data zero) con i biglietti esauriti in poco tempo rappresentano la voglia di De Gregori di raccontarsi attraverso un rapporto confidenziale con il pubblico facendo da maestro di cerimonie di se stesso e dei suoi compagni di palco. Una formazione senza la batteria, dove c’è lo storico chitarrista Paolo Giovenchi, dalla solida capacità tecnica che produce un suono country rock (fondamentale in questa ottica Alessandro Valle a dobro, mandolino, pedal steel così come la fisarnonica di Carlo Gaudiello) sotto la direzione musicale del bassista Guido Guglielminetti.

La scaletta di questa serie di concerti muta ogni sera anche in base agli ospiti sul palco: in questo caso (e parliamo della metà di questo percorso alla Garbatella) un inaspettato Bobo Craxi alla chitarra per due brani in chiave sudamericana. (Tutti salvi e Buenos Aires), Renzo Zenobi, colonna musicale dell’album Rimmel, e la stessa moglie di De Gregori, Alessandra Gobbi, autrice di sorprendenti armonie vocali in Piccola mela. Lo scopo di ogni serata è quella di proporre un Greatest Hits sempre diverso. Quindi tra l’iniziale Titanic e la conclusiva Rimmel ci piace segnalare Come il giorno (adattamento della dylaniana I shall be released), Un guanto, il momento magico di Sempre e per sempre, La valigia dell’attore. Successo annunciato brano dopo brano con immancabili fuori programma. L’ultimo, Buonanotte fiorellino, con pubblico in piedi e passi di valzer sollecitati da De Gregori. Ora lo aspettiamo con l’orchestra, ma dopo questa magia per pochi non sarà la stessa cosa.

Michele Manzotti

La scaletta

Titanic

L’abbigliamento di un fuochista

Tuttti salvi

Buenos Aires

I shall be released (Come il giorno)

Un guanto

Sempre e per sempre

Cercando un altro Egitto

La valigia dell’attore

La leva calcistica della classe ’68

Banana republic

Quattro cani

Di tamerici e di sabbia

Piccola mela

Vai in Africa. Celestino!

Generale

Rimmel

bis

Falso movimento

Buonanotte Fiorellino

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