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Adoriza – Viaggio in Italia

4 agosto 2019 by pdb in Dischi, Recensioni

(Squilibri)
www.adoriza.com
www.squilibri.it

Adoriza (unione delle due parole greche ado e riza, che significa cantare le nostre origini) è un collettivo che si è formato dopo un ciclo di incontri sulla musica popolare, tenuto da Tosca, Paolo Coletta e Felice Liperi, in un laboratorio di alta formazione della regione Lazio “Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini” nel biennio 2016/17. Un lavoro prodotto ed arrangiato da Piero Fabrizi (uno dei migliori chitarristi e arrangiatori italiani, che vanta collaborazioni con artisti di grande qualità), che ha anche curato gli arrangiamenti vocali, insieme a Tosca. Sedici artisti uniti a celebrare una storia della nostra musica popolare, un viaggio sconfinato dal Friuli alla Sicilia, dalle Marche alla Puglia, passando per la Campania, la Maremma, il Molise, la Sardegna. Il risultato è un disco live, per un totale di 24 brani, registrato al Teatro Eduardo De Filippo-Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini, con la regia di Massimo Venturiello, tra il novembre 2018 e il febbraio 2019. Negli anni Sessanta, in Italia, si sono formati i cantacronache o il nuovo canzoniere italiano, sono nati spettacoli come “Bella ciao”, “Ci ragiono e canto” e “Sentite buona gente” da ricercatori e intellettuali importanti come Roberto Leydi, Gianni Bosio, Diego Carpitella e Dario Fo. Viaggio In Italia non cerca di imitare o di omaggiare quegli anni magici, ma attualizza (attraverso anche un sound più fresco) questo repertorio, cercando di non dimenticare la tradizione. Il risultato è pregevole, con qualche episodio minore qua e là, grazie alle belle voci , che dialogano , con il corposo ensemble musicale (formato da strumenti più popolari, ad altri meno consueti). Un repertorio formato da canti di lavoro, ninna nanne, canti licenziosi, serenate, canti popolari, tarantelle, canti di povertà o di guerra. In questo viaggio possiamo trovare la voce cristallina di Michela Flore , che dona la giusta dolcezza ad una canzone d’amore come “Non potho reposare” (brano simbolo della tradizione sarda) , il trascinante Walter Silvestrelli con “Diavule diavule” (tarantella pugliese) la grinta e il timbro popolare della voce di Paola Bivona, che omaggia “Ah, vita bella” di Lucilla Galeazzi, la struggente romanità, nella voce di Eleonora Tosto che riprende “Serenata sincera” (brano storico della tradizione romana) , l’ironia e l’agilità vocale di Fabia Salvucci per “Lu cacciatore Caetano” (un falso popolare del 1965), la scaltrezza partenopea di Marta Lucchessini nel “Canto dei filangieri” (brano napolentano del 700). Non mancano momenti più corali, dove gli intrecci vocali sono curati veramente con la massima attenzione ( “Bella ci dormi/Qifti”, “Ninne nanne”, “Dimme na vota si”, “Secondo coro delle lavandaie” e il gran finale con le voci maschili in “Cubba cubba”). Mi preme anche sottolineare la bellissima chitarra classica di Massimo De Lorenzi , la voce recitante della brava Ludovica Bove e la passionale interpretazione di Tosca con “Sotto le stelle”. Inoltre c’e molta cura nel libretto, con una ricca ed esaustiva storia della musica tradizional/folk italiana e una guida ai brani, entrambe a cura di Felice Liperi, una nota introduttiva di Piero Fabrizi, tutti i testi (con tanto di traduzioni) e una bella galleria fotografica. Insomma un disco da ascoltare e riascoltare con attenzione, un lavoro di gruppo ben riuscito, che ha giustamente meritato la targa Tenco, per la categoria “Miglior album a progetto”.

Marco Sonaglia

 

Tracce

Ripabottoni brun brun

Bella ci dormi/Qifti

No potho reposare

Diavule diavule

E ballati ballati

Lu cacciatore Caetano

Canto dei filangieri

Bella sei nada femmina

Ninne nanne

Nenia Grika

Re bufè

Stelutis alpinis

Ah, vita bella!

Serenata sincera

E prima d’andar via

Dimme na vota si

La bergera

Lamento dei mendicanti

La leggera

Trita el giaz

La Blanchisseuse

Secondo coro delle lavandaie

Sotto le stelle

Cubba cubba

 

 

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