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Daylight Music & FreeStage, London Jazz Festival, Union Chapel & Barbican, 23 novembre 2019

25 novembre 2019 by Michele Manzotti in Concerti, Recensioni

www.efglondonjazzfestival.org.uk

I concerti della Daylight Music che tradizionalmente vengono ospitati alla Union Chapel il sabato mattina sono stati dedicati ad artisti del London Jazz Festival durante i giorni della manifestazione. Musicisti giovani, ma non esordienti e alcuni di essi già con molta esperienza e dischi a proprio nome. Tre i set del 23 novembre, il primo dei quali di Rosie Frater-Taylor e dei suoi musicisti. Rosie è cantante, suona chitarra e ukulele, e la sua scrittura è un buon mix tra cantautorato e prassi jazzistica. La sua voce non punta sulla potenza quanto sul gioco tra melodia e improvvisazione, la cui linea musicale viene spesso doppiata con la chitarrra. Due voci di supporto, basso e percussioni completano la sonorità di Frater-Taylor, che l’anno scorso ha inciso l’album Out of Dream e che si propone come realtà di grande interesse con la possibilità di migliorare ulteriormente. rosiefratertaylor.com

Molto diverso il lavoro del tenorista Robert Stillman che insieme al chitarrista danese Anders Holst ha dato vita a un set composto da un unico brano. Stillman ha raccontato di essere stato colpito dalla visione nitida di un arcobaleno all’uscita della metropolitana di Highbury & Islington: nessuno, visto che erano tutti chinati sullo smartphone, aveva condiviso con lui quel momento particolare. Così lo ha messo in musica scegliendo un linguaggio legato a sonorità tenui in un flusso creativo continuo evidenziato dai due strumenti. robertstillman.com

A chiudere la mattinata è stato il compositore, arrangiatore e polistrumentista Jherek Bischoff, di base a Los Angeles. La sua tenuta rockabilly può trarre in inganno, perché Bischoff punta su sonorità orchestrali e su musiche ambient come da lui stesso detto a inizio concerto. Affiancato da un quartetto d’archi diretto da lui, imbracciando un basso e suonando poche note al pianoforte, Bischoff ha dato vita a un set di ottimo livello creativo, una caratteristica che lo ha portato a essere richiesto come autore di colonne sonore. jherekbischoff.com

Il Barbican, nella stessa sera che avrebbe poi visto il concerto dell’Art Ensemble of Chicago, ha ospitato il FreeStage, ovvero appuntamenti gratuiti nell’ambito dell’intero festival. L’esibizione era dedicata al collettivo Lume con due set nello spirito del free jazz. Abbiamo ascoltato il secondo, quello dei Deemer + 1, ovvero Dee Byrne al sax alto e agli effetti, Merijn Royaards all’elettronica con il batterista Johnny Hunter come ospite. Un esempio molto efficace per scoprire le nuove frontiere del free. lumemusic.co.uk

Michele Manzotti

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