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Recensioni

AmericanaFestUk, secondo giorno, Hackney, Londra, 29 gennaio 2020

30 gennaio 2020 by Michele Manzotti in Concerti, Recensioni

www.theamauk.org

Come lo scorso anno il Moth Club è stato sede di una proposta monotematica all’interno del festival. Nel 2020 ha ospitato esclusivamente artisti provenienti dal Canada, terra sempre interessante musicalmente anche in generi disparati. La serata del mercoledì è stata inaugurata da Del Barber, giovane cantautore i cui testi sono basati su un’ironia che non esclude temi forti e struttura musicale solida. Il suo flatpicking è interessante così quanto la voce.

Dopo di lui un’artista molto attesa come Catherine MacLellan, che arriva dalla provinpcia nordatlantica dell’Isola del Principe Edoardo. MacLellan, appena salita sul palco è riuscita a trasmettere la sua autorevolezza sia come interprete sia come compositrice. Ci sono atmosfere folk (come in The Tempest), melodie suadenti per una voce senza sbavature e portata naturalmente a evidenziare la melodia. Una lezione di grande classe.

Chloe Foy, proveniente dal tutoraggio dell’English Folk Expo, ha mostrato un folk legato a sonorità molto raffinate. Sul palco del Paper Dress Vintage ha portato canzoni (come Henry) che faranno parte del suo primo Ep. Una proposta interessante con ottime prospettive per il suo futuro.

L’Oslo club ha invece ospitato gli artisti dell’etichetta Yep Roc (distribuita in Italia da Audioglobe). Abbiamo ascoltato un’altra giovane interprete, Michaela Anne (a sinistra nella foto), di base a Nashville ma precedentemente cittadina del mondo dato che il padre faceva parte della marina degli Stati Uniti. Con i suoi musicisti ha dimostrato di seguire con diligenza lezioni importanti come quella dei primi Eagles, Bella anche la versione di un brano di una musicista di Nashville come Mary Bragg.

Il trio Goat Roper Rodeo Band sembra uscito dai Minstrels Show dell’Ottocento. Una proposta quasi teatrale negli atteggiamenti, con voci che qualche volta sembrano quelle dei cartoon (detta in senso positivo). All’Hackney Church Brew hanno divertito il pubblico, anche perché strumentalmente hanno mostrato di essere molto validi.

Finale di serata con uno degli artisti più noti presenti al festival, Jonathan Wilson, che ha anche il compito di direttore musicale della serata dei premi. Wilson ha condotto la sua esibizione tra atmosfere urbane e quelle più country. A marzo uscirà infatti il suo nuovo album inciso a Nashville. E’ interessante ascoltare proprio questo nuovo vestito musicale di Wilson, che si discosta da album come Fanfare. In questa proposta è accompagnato da una fiddler, eppure la sua visione di country è assolutamente personale, legata alla poesia che Wilson cerca in ogni canzone. Anche In Heaven Making Love, basata sul rock’n'roll va in questa direzione. Aspettiamo l’album con molta curiosità.

Michele Manzotti

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