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Recensioni

Lastanzadigreta – Macchine inutili

11 marzo 2021 by pdb in Dischi, Recensioni

(La Contorsionista-Sciopero Records / Self)
www.lastanzadigreta.com

foto Renzo Chiesa

Anche quando la tecnologia digitale sembra aver rottamato la meccanica dei sentimenti, l’arte riesce comunque a trasmetterci una nuova speranza. Le ‘Macchine inutili’, titolo di questo album, hanno ancora molto da dire e cantare. Quasi aedi della nostra epoca, i ragazzi torinesi de Lastanzadigreta (Alan Brunetta, Leonardo Laviano, Flavio Rubatto, Umberto Poli, Jacopo Tomatis).ci regalano un album che culla le emozioni e sveglia la coscienza. Nato come un collettivo che sviluppa progetti culturali, la band presenta il suo secondo album dopo Creature selvagge, vincitore nel 2017 della Targa Tenco Migliore opera prima. Superato il lockdown nel 2020 con il format in streaming #FavoleAdistanza, il 2021 inizia con un disco capace di raccontare piccole storie ricche di ironia, toni fiabeschi, suoni d’infanzia, ritmi da filastrocca. Le tredici tracce dell’album creano magici intarsi di musica e parole, immagini di una nuova consapevolezza. La sensazione è di confrontarsi con un pensiero futuribile e allo stesso tempo antico. L’eleganza e la raffinatezza di note e testi ricordano Battiato, la delicatezza delle tonalità rammentano De Gregori.

Le canzoni spaziano dal pop sinfonico a tema ambientalista di “Pesce comune” alle filastrocche elettronico-acustiche (“Attenzione attenzione”, il singolo che ha anticipato il disco in estate), da sonorità debitrici di Sufjan Stevens (“Fiori”) a esperimenti con organici e sonorità da musica contemporanea (“Macchine inutili”) e inni ironici da jug band (“Spid”). Scandito da una metrica elettronica, il primo brano crea un ossimoro ipnotico tra l’effetto martellante dell’automazione digitale e quello rasserenante e didascalico della filastrocca. Macchine inutili è un omaggio a Bruno Munari, che rappresentò l’industrializzazione italiana con disegni e sculture dedicati a macchine ‘inutili’ perché improduttive, funzionali solo ad essere osservate. Con lo stesso sguardo di Munari Lastanzadigreta racconta agli adulti quella meravigliosa e incomprensibile favola chiamata vita.

Laura Tabegna

 

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