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Fabio Caucino – Morimmo tutti d’abbondanza

9 agosto 2021 by pdb in Dischi, Recensioni

(Zanetti Records)
www.fabiocaucino.com

Per fare un buon disco non c’è sempre bisogno di arrangiamenti ridondanti o di usare mille strumenti, si può anche lavorare bene con una fisarmonica, un violoncello e poco altro. Ce lo dimostra Fabio Caucino nel suo ultimo lavoro, spoglio musicalmente, ma ricco di parole ed emozioni. “Eccomi” (“Ecco, come i tuoi occhi d’argento, come la luna di notte durante un viaggio perfetto, ecco.. come una nuvola in cielo che disegna il tuo nome su un arcobaleno”), è un ‘ottima apertura. Si prosegue con la delicata “Occhi negli occhi” ( “E adesso girati e fatti guardare, di tanta luna fatti rapire, che non c’è nessuna fretta di arrivare”. L’intermezzo elettronico de “L’attesa” ci porta a “Il naufragio” (“Quanta bellezza c’è sotto alla luna, il comandante fermo al timone riporta a galla la sua sfortuna e vede le stelle da un vetro e si innamora”) quasi un Bolero con il suo crescendo. Atmosfera notturna in “Torino” (“Ah se valesse realmente una pena ricamarti sul seno una rosa, ovunque sei, mi regalerei a te”) che lascia spazio alla percussiva “Non una parola”( “Voglio un contatto non convenzionale, una parola per quale morire, un’opinione rivoluzionaria, un’idea non omologabile, uno slang apocalittico, un giudizio telepatico”). Ritmi sostenuti per cantare l’attualità in “La stessa storia”(“Bisognerebbe piantare gli alberi ogni volta che nasce un poeta, ricominciare ad essere liberi per ritrovare una nuova meta”) che si fanno più trascinanti in “L’amore necessario”(“Non c’è passato che scorda, non c’è futuro che accorda, ho ancorato la casa a una stella, per questo non ho fretta”). C’è ancora spazio per un arrangiamento storto e fischiettato di “Via con me” del maestro Paolo Conte e il finale strumentale con “Pioggia di luglio”, dove il tintinnio della pioggia sembra duettare con la fisarmonica. La scrittura di Caucino è interessante ed originale e ben si appoggia al minimalismo degli arrangiamenti. La sua voce imponente ricama interessanti colori, il timbro pastoso ricorda Cristiano De Andrè ed Ivano Fossati, senza perdere assolutamente di personalità. Un lavoro che si colloca nella classica canzone d’autore, che troviamo ancora viva in dischi come questi.

Marco Sonaglia

 

Tracce

PART 1

Eccomi

Occhi negli occhi

L’attesa

Il naufragio

Torino

PART 2

Non una parola

La stessa storia

L’amore necessario

Via con me

Pioggia di luglio

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