il popolodelblues

Recensioni

Eddie 9V – Capricorn

23 gennaio 2023 by pdb in Dischi, Recensioni

Ruf Records
www.rufrecords.de
www.eddie9volt.com

Capita che attorno ad un buon esordio discografico si creano delle aspettative, ma in alcuni casi, purtroppo, è successo che in seguito queste vengano vanificate da una serie di situazioni. C’è però il rovescio della medaglia, e il lato migliore presenta una continuità stilistico/interpretativa premiata da allargamenti di consensi. Il suo primo capitolo discografico, Left My Soul In Memphis, quando uscì nel 2019, fu celebrato come una delle migliori sorprese, due anni dopo esce, Little Black Flies, e fa applaudire ancora più fruitori di musica tanto da essere scelto come uno dei dischi dell’anno. Inizio 2023…la storia continua, terzo disco e terzo colpo messo a segno. Dobbiamo fare una doverosa precisazione, non siamo fermamente perentori e invaghiti di ogni suo respiro, e va da sé che non è usuale ripetere acclamazioni per più dischi di fila, ma questo giovane bianco di Atlanta è un predestinato, ha appiccicato addosso quella magica polvere del sud degli Stati Uniti fatta di sostanze principalmente di blues, soul, funk, tanta sincera passione e schiettezza. Per entrare ancora di più nel ventre è andato a registrare, e ha intitolato il disco, in uno dei santuari della musica, gli studi Capricorn (anche nome dell’etichetta discografica), da sempre ubicati a Macon, Georgia. Allman Brothers Band, Marshall Tucker Band, Percy Sledge, Johnny Jenkins (che registrò il disco d’esordio diventato nel tempo di culto, “Ton-Ton Macoute!” con alcuni dell’Allman Brothers Band e pubblicato nel 1974 dall’etichetta), possono bastare come esempio di un arte creata fra quelle quattro mura che ha fatto adepti ovunque? Eddie 9V si è portato dietro una buona parte dei musicisti che erano nel precedente disco, a riprova di una unità di intenti, l’inseparabile fratello Lane Kelly basso, Chad Mason tastiere, Cody Matlock chitarra ritmica, Aaron Hambrick batteria, e non più una armonica ma una sezione fiati, subito al lavoro con notevoli risultati nell’iniziale “Beg Borrow And Steel” e a concretizzare il groove in “Bout To Make Me Leave Home”, in origine incisa da Syl Johnson quando era ancora di casa alla Hi Records. Il clima è già dunque ottimo, caldo, appassionato, come in uno dei migliori passaggi, la soul ballad autografa, “Are We Through?” interpretata da Eddie in modo eccellente sia al canto che con misurati passi di chitarra, e con un pensiero rivolto al grande Eddie Hinton che incise il suo capolavoro “Very Extremely Dangerous” ai Muscle Shoals e pubblicato nel 1978 proprio dalla Capricorn. Avanti con la ritmicità appiccicosa di “How Long”, ci sono sempre i fiati e due voci femminili di accompagnamento, prima del country soul, “It’s Going Down” e di un’altra cover in clima southern rock, “Down Along The Cove, di Dylan, con riferimento alla versione che fece Johnny Jenkins nel suo suddetto disco. C’è anche un breve passaggio gospel, “Mary Don’t You Weep”, voci femminili e organo prima di tutto. La chiusura è all’insegna del pregevole soulful con “I’m Lonely”. Eddie 9V è una delle più belle realtà apparse in questo secolo.

Silvano Brambilla

 

Tracce

 

Beg Borrow And Steal

Yella Alligator

Bout To Make Me Leave Home

Are We Through?

How Long

It’s Going Down

Tryin’ To Get By

Down Along The Cove

Mary Don’t You Weep

Missouri

I’m Lonely

 

 

Tagged ,

Related Posts