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Recensioni

Piers Faccini e Ballaké Sissoko – Roma, Casa del Jazz, 13/06/2025

5 luglio 2025 by pdb in Concerti

I concerti del cantautore Piers Faccini sono sempre attesi con grandi aspettative dal pubblico italiano e questa occasione ha confermato quanto di buono e mai scontato sa offrire questo musicista con origini anglo-italiane, interprete delle sue canzoni in vari idiomi e che coltiva un solido e convincente amore per la musica africana.

L’ultimo suo disco vede l’incontro delle sue composizioni con la kora del musicista maliano Ballaké Sissoko e, come dice Faccini stesso dal palco della Casa del Jazz: “Ci conosciamo da vent’anni e ci abbiamo messo del tempo per fare un disco insieme”. Lo dice leggermente divertito, con un’aria un po’ severa da prete presbiteriano che gli permette dei sorrisi timidi e parole sussurrate.

Our Calling è il disco prodotto dai due, le cui canzoni, con poche eccezioni, saranno protagoniste per tutta la serata. Verrebbe da definirla una contaminazione, usando un’espressione che va sempre bene per situazioni del genere, un “ponte”, per utilizzare la parola usata da Piers in un italiano sempre più raffinato e consapevole, ma che invece sembra una voce sola: la kora di Sissoko avvolge le canzoni di Faccini quasi a determinare un unicum e le canzoni si susseguono ammalianti per tutta l’ora e mezza dell’esibizione, cominciata con una ninna nanna salentina che incontra la musica mandinga e proseguita con brani intrisi di venature blues e di accenti che rimandano agli amori di Faccini per cantautori come Nick Drake o John Martyn.

In mezzo c’è spazio per un solo brano dal repertorio da solista di Piers Faccini, If I, tratto da Tearing Sky del 2006, che qui, senza la batteria e il basso, acquista un sapore del tutto nuovo e con una profondità più calzante e, come già detto, più propria e unica.

Il concerto si chiude con un’altra ninna nanna che Faccini introduce con un aneddoto: “Comprai un disco in un mercatino di Parigi dell’Ensemble Instrumental National du Mali e mi innamorai di questo brano. Quando lo dissi a Ballaké lui mi rispose ‘Sai chi suona in questo disco? Mio padre, Djelimady Sissoko’. E quindi io mi trovo su questo palco a suonare con il figlio del maestro di kora del Paese”.

Il brano è Kadidja e fa parte della collaborazione precedente fra i due, contenuta nel disco di Sissoko intitolato Djourou.

Gli applausi finali, appassionati e carichi di riconoscenza della platea, che meritava di essere più numerosa, sanciscono il successo di una performance di altissima qualità.

Ugo Coccia