Produzione Indipendente
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La casa editrice Il Saggiatore si è occupata di pubblicare in Italia due bellissime e fondamentali opere di Alan Lomax. Nel 2005 la ristampa tradotta in italiano dal titolo, La Terra Del Blues, di The Land Where The Blues Began uscita originariamente nel 1993, “Senza Alan Lomax forse non ci sarebbe stata l’esplosione del blues, e neppure i Beatles, i Rolling Stones e i Velvet Underground (Brian Eno)”. La seconda opera è stata pubblicata direttamente dal Saggiatore nel 2008, L’anno Più felice Della Mia Vita – Un viaggio in Italia 1954-1955. “Meraviglioso e delicato, questo libro mi ha emozionato infinitamente (Martin Scorsese)”. Alan Lomax e suo padre John sono stati due seminali antropologi ed etnomusicologi della cultura musicale popolare afroamericana e bianca, tanti i nomi di artisti di blues, gospel, folk che hanno scoperto e/o registrato dagli anni trenta in avanti. Dopo la seconda guerra mondiale Alan inizia a girare il mondo, con il suo registratore, macchina fotografica, taccuino per gli appunti, e nella primavera del 1954 giunse in Italia per incontrarsi con Diego Carpitella (che lo definiamo come l’Alan Lomax italiano) per iniziare una collaborazione, al fine di conoscere e registrare la multiforme musica popolare italiana. Lomax fece emergere un patrimonio ricchissimo di incessante rilevanza per appassionati, addetti ai lavori, musicisti. Categoria quest’ultima di cui fa parte PG Petricca, suonatore di chitarre, acustica, resofonica, dobro, autore e cantore della musica popolare afroamericana, il blues, dapprima in coppia con Marco Tinari come Papaleg Acoustic Duo, poi come solista dove si è concentrato anche sul cantare in italiano e nella continuità riguardo la cultura musicale della sua terra, l’Abruzzo, evidenziando ancora una volta le sue capacità di amalgamare l’espressività musicale e le tematiche degli idiomi blues e folk. Non è casuale che il primo dei nove pezzi è, Ninnella, una canzone tradizionale abruzzese che registrò nel 1954 proprio Alan Lomax! Ecco il motivo per cui abbiamo, seppur sinteticamente, dedicato dello spazio all’etnomusicologo americano. La qui riproposizione è una intensa ballata cantata a due voci, PG e Lara Giancarli, più il polistrumentista Gianluca Giannasso alle percussioni e synt, cointestatario del disco e autore e interprete di, Pnzir nir, cantato nel dialetto di Torremaggiore (Foggia) con un delicato accompagnamento di chitarra acustica di PG e tocchi di synt, insieme anche per, Terra. Altro pezzo non cantato in dialetto abruzzese/fucense ma in italiano è, Partire Non Dovrei, un blues nella sua interezza fra testo e suono di chitarra con l’uso dello slide e il contrabbasso di Federico Ullo. Notevole è poi il fatto che qui il passo blues diventa partecipe di un rito sacro in, Giovedì Sante, canto e chitarra PG Petricca, washboard Gianluca Giannasso e armonica Gianluca Cavalera. Nove storie di gente umile, di una vita di fatica, con momenti di sofferenza, ma con tanta dignità, e dove a volte anche il sole sembra stanco di splendere. Con questo disco PG Petricca e i suoi accompagnatori sono andati nei meandri della sensibilità che contagia anche l’ascoltatore.
Silvano Brambilla
Tracce
Ninnella
Maria
Pasqualine
Terra
Partire Non Dovrei
Passi
Giovedì Sante
Ninna Nanna
Pnzir nir
Tagged blues, Gianluca Giannasso, Pg Petricca