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Laura Chavez – My Voice

19 febbraio 2026 by Silvano Brambilla in Dischi, Recensioni

Ruf Records
www.rufrecords.de
https://www.facebook.com/THELauraChavez/

Laura Chavez è la chitarrista più richiesta in ambito blues e dintorni, per una naturale propensione a far risaltare ulteriormente le doti di un/una artista. Come? Con una profonda passione per la musica, nata fin da piccola grazie ai suoi familiari, passione ampliata dalla decisione di suonare la chitarra, con la quale ha acquisito una riconosciuta competenza tecnico/stilistica, sa quando appoggiare, mettere, togliere e non è mai invadente. Il suo ambiente è multistrato, blues, soul, r&b, funky, rock, e le sue maggiori influenze sono, Johnny ”Guitar” Watson (di cui ha detto, giustamente: è un chitarrista che non vedo o sento parlare abbastanza spesso) e Rick Holmstrom, da anni chitarrista band leader di Mavis Staples. Il primo passo verso la professione di musicista, lo ha fatto con la cantante Lara Price, accanto a lei per otto anni, ma la definitiva affermazione avviene con il sodalizio con Candye Kane, iniziato nel 2008, la quale, colto l’ecclettismo della ragazza con la fender rosso arancio, le ha dato sempre più spazio, oltre che per passaggi solisti, anche come direttrice musicale della band e produttrice, spingendola dal vivo sotto i riflettori, cosicché la gente la conoscesse. Il loro legame si è interrotto nel 2016 per la scomparsa di Candye Kane. Ormai ampiamente celebrata Laura Chavez ha visto allungarsi le richieste di collaborazioni, fra le altre: The Mannish Boy, Nikki Hill, Mike Ledbetter, Deborah Coleman, Monster Mike Welch, Vanessa Collier, e Mitch Ryder, dove ha fatto parte della band che lo ha accompagnato nel tour europeo dell’anno scorso ora messo su cd, dvd, lp, sempre edito dalla Ruf. Ed è con la rinomata etichetta tedesca che Laura Chavez, dopo aver suonato in dodici dischi di suoi artisti, ha fatto il suo esordio da solista, ma non nel ruolo anche di cantante, come viene da ipotizzare dal titolo del disco. La sua “voce” è la chitarra, la fedele Fender scrostata, non per moda, ma per le migliaia di volte che l’ha fatta “cantare” per gli altri. Ora lo ha fatto per sé stessa in dieci racconti dove escono in pieno tutte le sue qualità strumentali, compositive e di fertile riproposizione, con dinamiche che formano un suono autorevole, compatto, mai disperso in assoli autoreferenziali, ma sempre espressivo. Ha voluto aprire il disco con, Born On The Bayou dei CCR, apprezzabile nuova lettura, per ricordare suo padre che era un grande fan del quartetto californiano. Le altre due cover sono, So Long Baby, Goodbye dei Blasters, per un omaggio a loro, allo scomparso chitarrista Hollywood Fats, e alla scena rock’n’roll della California di cui i sopracitati sono delle icone, e Chinese Checkers di Booker T & the Mg’s.  Con la sua amata chitarra ci delizia anche di racconti autografi, Wanderer, l’inizio è lento per poi passare a compatte dinamiche rock blues, El Cascadel, omaggio alle sue origini messicane, Napa Street, ottimo passo elettrico, e La LLorona un superbo blues medio lento. A volte la voce non serve, la bravissima Laura Chavez ci ha dato una dimostrazione!

Silvano Brambilla

 

Tracce

Born On The Bayou

Mind Your Step

Shot-Zee

Wanderer

El Cascabel

So Long Baby, Goodbye

Chinese Chekers

Mamba Negra

Napa Street

La LLorona

 

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