Continental Blue Heaven - CRS
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Tre certezze. È di origine italiana, Giovanni Grimaldi ma è nato a Chicago. Il soprannome che si è dato, Studebaker John, è per un modello di automobile che ha posseduto e, per un palese attaccamento, è uno dei veterani della scena del Chicago blues. Scena che ha iniziato a frequentare fin da piccolo, andando ad ascoltare, e in qualche caso a suonare l’armonica, influenzato da suo padre, allo storico mercato della domenica mattina di Maxwell Street nel south side. L’attività di bluesman part time, di giorno lavorava, l’ha iniziata negli anni settanta formando la prima band. Alla armonica aggiunse la chitarra, suonata slide, dopo aver assistito ad un concerto di Hound Dog Taylor & The Houserockers. Difficilmente nei suoi dischi, una ventina circa, il primo è del 1979, ha ripreso degli standard, non per mancanza di rispetto verso i fondamentali, ai quali si è ispirato, come tutti del resto, ma perché ha sempre cercato di essere un autore, oltre che musicista, per esternare i propri stati d’animo, anche riguardante temi sociali, e per questo è stimato dai seguaci del blues per la sua autenticità. Stiamo scrivendo queste righe durante il mese di marzo, periodo nel quale è programmato l’inizio di un tour europeo, purtroppo non è segnata nessuna data in Italia, ma siamo comunque soddisfatti di ascoltarlo con un ottimo disco come questo, dove è accompagnato dalla sua band chiamata, Maxwell Street Kings, un combo di tre musicisti, Rick Kreher chitarra, Mike Azzi basso, Earl Howell batteria. Quello che emerge da subito è l’affiatamento, Studebaker John è un trascinatore, il blues ce l’ha nelle vene, lo vive con il suo idioma più integrale, con instancabile energia con anche tonalità vocali idonee a cantarlo. Sono undici le tracce, tutte autografe dal notevole impatto, sia dove il blues è più ipnotico dal ritmo boogie blues, Shake That Thing, That’s What (the blues is), This Lonesome Road, sia dove il passo è cadenzato, She-enuff Did, She’s Nice, sia quando il blues diventa teso, cupo, l’ottimo Wig Head Woman. Studebaker John è un ammirevole esempio di come si può tonificare la storia del Chicago blues!
Silvano Brambilla
Tracce
Shake That Thing
Sho-enuff Did
Do it Like You Should
Jumpin’ From Limb to Limb
That’s What (the blues is)
Well Allright
Wig Head Woman
Freightrain
She’s Nice
This Lonesome Road
Stone Blind
Tagged blues, Studebaker John, Studebaker John and his Maxwell Street Kings