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	<title>il popolodelblues &#187; music magazine, blues, musica italiana, progressive, folk, folkrock, alternative</title>
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		<title>&#8220;Quando Morricone mi ha fatto i complimenti&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2020 08:08:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rinaldo Prandoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[The state I'm in]]></category>
		<category><![CDATA[Ennio Morricone]]></category>

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		<description><![CDATA[Un ricordo personale di Rinaldo Prandoni]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2020/07/WP2015_EnnioMorricone_FFM.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-18682" title="wp2015_enniomorricone_ffm" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2020/07/WP2015_EnnioMorricone_FFM-1024x682.jpg" alt="" width="460" height="306" /></a></p>
<p><em>Ennio Morricone (10 novembre 1928 – 6 luglio 2020)</em></p>
<p>Vorrei, nel mio piccolo, ricordare un fatto che a suo tempo avevo raccontato solo a qualche amico e che dimostra quanto il Maestro fosse grande, non solo come musicista, ma anche come uomo. Nel 1990 la Virgin Dischi mi commissionò la trascrizione delle musiche del film &#8220;The Mission&#8221;, per poterne poi stampare il fascicolo. Non fu possibile avere nessun appunto o riferimento che potesse aiutarmi e mi fu dato un disco LP contenente la colonna sonora. Lo ammetto, non fu facile per me destreggiarmi per carpire e afferrare ogni nota, ogni contrappunto e ogni armonia e sono sicuro che qua e là degli sbagli li feci. Dopo una settimana dall&#8217;uscita del fascicolo, ero nel mio ufficio in PolyGram, mi passarono una telefonata: &#8220;C&#8217;è il Maestro Morricone per lei&#8221;. Rabbrividii e mi preparai a sorbirmi chissà quale ramanzina. Sentii invece una voce calma e gentilissima dirmi: &#8220;Prandoni, mi dicono che lei ha trascritto le mie musiche senza avere nessun supporto di riferimento. Vorrei farle i miei complimenti e ringraziarla per il buon lavoro che ha fatto.&#8221; Fu tanta l&#8217;emozione che riuscii a malapena a ringraziare a mia volta il Maestro. Pubblico questo non per darmi importanza, ma come testimonianza di quale spessore aveva il Morricone uomo, che passava sopra agli errori con cui avevo certamente costellato le sue musiche per esprimere invece l&#8217;apprezzamento per il lavoro che avevo fatto.</p>
<p>Rinaldo Prandoni</p>
<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2020/07/Mission.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-18681" title="mission" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2020/07/Mission-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>Cd or not Cd?</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Aug 2013 10:35:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rinaldo Prandoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[The state I'm in]]></category>
		<category><![CDATA[cd]]></category>
		<category><![CDATA[discografia]]></category>
		<category><![CDATA[download]]></category>
		<category><![CDATA[vinile]]></category>

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		<description><![CDATA[Da un supporto a un altro, la crisi dell'ascolto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche tempo fa, sempre su questo sito, espressi il mio stupore davanti alla dichiarazione di due amici discografici, secondo i quali il rock non andava più. A giudicare dai concerti italiani e internazionali di questa estate, non si direbbe: stadi, arene, parchi, teatri, i risultati sono stati e sono tuttora quasi ovunque eccezionali, con partecipazione entusiasta di pubblico di ogni età. Forse i due amici di cui sopra hanno barato e sarebbe stato meglio per loro ammettere che non è il rock a non funzionare più, ma il disco in se stesso.</p>
<p>Riflettendoci, ricordo che quando ero ragazzo (purtroppo parecchi anni fa) l&#8217;acquisto di un vinile per un appassionato era un avvenimento, una goduria pregustata e un autoregalo di grande gratificazione. Seguivano ascolti ripetuti, attenta lettura delle note di copertina e memorizzazione visiva delle foto e della grafica, fino che ci si affezionava all&#8217;oggetto, che diventava automaticamente parte di noi stessi e della nostra educazione musicale, qualcosa di personale a cui non si sarebbe rinunciato per niente al mondo.</p>
<p>La prima volta poi che ascoltai un cd rimasi stupefatto dalla pulizia e dalla perfezione della riproduzione e decisi così di comperarmi un lettore e un paio di dischi, scegliendoli fra quelli che già avevo in vinile e che mi piacevano particolarmente, curioso di ascoltarli con la nuova tecnologia. Il primo ascolto fu bellissimo ed apprezzai ancora la grande nitidezza dei suoni; il secondo mi piacque ancora e tuttavia ebbi l&#8217;impressione che mi mancasse qualcosa.</p>
<p>Fu al terzo ascolto che individuai quale fosse l&#8217;elemento per me indispensabile: il leggero fruscio della puntina, la piccola imperfezione che sembrava desse vita e calore ad una cosa inanimata, regalandole un fascino speciale. Il cd era talmente perfetto da raffreddare le stesse incisioni che sul vinile mi emozionavano. Si trattava di una mia deformazione mentale, condizionata dall&#8217;affetto che avevo per i vecchi dischi e per il loro formato importante, dischi che avevo caricato probabilmente di significati che trascendevano la  musica in essi contenuta.</p>
<p>Però non posso fare a meno di ritenere che la grande crisi delle case discografiche, certamente dovuta soprattutto all&#8217;enorme diffusione del download, sia da imputare anche al fatto che il cd, perfetto, piccolo, maneggevole e comodissimo da usare, non è riuscito a diventare un nuovo oggetto di culto per chi lo acquista. Ci vorrebbe un genio della psicologia comunicazionale che inventi il modo di supplire a questa mancanza, aggiungendo al dischetto e al suo contenitore il quid per renderlo, perché no, più umanamente compatibile, legato a chi lo acquista.</p>
<p>Lo scopo sarebbe quello di far tornare i giovani al piacere di desiderare un album originale e di affezionarcisi, convincendoli ad abbandonare l&#8217;idea della compilation fatta di dieci brani scaricati da dieci dischi diversi. Utopie? Lo riconosco: utopie da appassionato nostalgico, magari alla ricerca del tempo perduto. Ma intanto, senza la scintilla che potrebbe dare una mossa al mercato, di dischi se ne vendono sempre meno e l&#8217;agonia del cd sembra irreversibile.</p>
<p>Rinaldo Prandoni</p>
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		<title>Little Tony, quando l&#8217;apparenza inganna</title>
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		<pubDate>Fri, 31 May 2013 06:19:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rinaldo Prandoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[The state I'm in]]></category>
		<category><![CDATA[Bobby Solo]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Ciacci]]></category>
		<category><![CDATA[Little Tony]]></category>

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		<description><![CDATA[Come Little Tony diventò un rocker. Il ricordo di Rinaldo Prandoni]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2013/05/litte-1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2086" title="Oggi i funerali del cantante Little Tony" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2013/05/litte-1-211x300.jpg" alt="" width="211" height="300" /></a></p>
<p><strong>L&#8217;apparenza inganna (ovvero: come Little Tony diventò un rocker)</strong></p>
<p><span class="dropcap inverted">A</span>ll&#8217;inizio degli ani 60, in un giorno di primavera in cui mi trovavo a Firenze, sull&#8217;angolo di una piazza vidi un capannello di persone. Incuriosito, mi avvicinai e scoprii che l&#8217;attenzione era focalizzata su un personaggio già molto noto nell&#8217;ambiente musicale: si trattava di Little Tony, che poteva avere allora 21 o 22 anni.</p>
<p>Elegantissimo in polo blu e pantaloni bianchi, era appoggiato alla sua MG rossa, una spider di gran spolvero a quell&#8217;epoca, e parlava con un amico, dispensando smaglianti sorrisi a chi lo stava guardando. Un ragazzo della sua età, di bell&#8217;aspetto, di successo, che guadagnava abbondantemente sopra la media e aveva ammiratrici a frotte, oltre che curiosità avrebbe potuto destare anche un po&#8217; di invidia. Eppure, chi gli stava intorno sono certo che provasse istintiva simpatia per quel giovane dall&#8217;atteggiamento spontaneo e naturale, quasi fosse sottinteso che uno come lui dovesse avere quello che aveva.</p>
<p>Non ebbi più modo di incontrarlo, ma seguii con la stessa simpatia di quel giorno la sua carriera, e il giorno della sua scomparsa provai un sincero dispiacere. A volte mi sono chiesto se fosse giusto per lui avere un posto di rilievo nel rock italiano e oggi ho fatto mente locale per arrivare ad una conclusione, a titolo strettamente personale. Sono partito dal presupposto che, nell&#8217;immaginario collettivo, un rockman o un bluesman duri e puri, per essere tali, dovrebbero avere una filosofia di vita e un&#8217;immagine il più possibile aderenti allo stile di musica rappresentato: per esempio, vivere in maniera anticonformista, vestire molto casual e altre amenità di questo tipo. Rifacendosi a questi stereotipi e stando all&#8217;apparenza, Little Tony forse avrebbe potuto essere classificato come una pop star per un pubblico di giovani bene.</p>
<p>Anche se aveva una venerazione per Elvis, sembrava che la esprimesse soprattutto nel copiarne l&#8217;abbigliamento, facendo attenzione che fosse sempre perfetto e realizzato con gran cura: vocalmente infatti il suo amico e rivale Bobby Solo era più vicino di lui al maestro. E allora, mi sono chiesto, come mai il piccolo Tony divenne un&#8217;icona rock in Italia? Sono arrivato alla conclusione che lo spinse anzitutto l&#8217;amore che nutriva per quel genere musicale, e poi la genuina convinzione di appartenervi: era certo di avere il rock dentro di sé e nessuno poteva rubarglielo o farglielo dimenticare.</p>
<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2013/05/little-tony.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2087" title="little tony" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2013/05/little-tony-170x300.jpg" alt="" width="170" height="300" /></a></p>
<p>Per rendersene conto, bastava assistere ad uno dei suoi concerti: la band, guidata dal fratello Enrico, dimostrava di avere il ritmo in testa e nelle mani e lui, in mezzo alle canzoni portate al successo, infilava volentieri dei classici rock&#8217;n'roll americani da far saltare il pubblico sulle sedie. Ecco quindi come un ragazzo carino, beneducato, perfezionista e innamorato delle belle auto, dedicandosi con passione alla sua musica preferita ha fatto dimenticare l&#8217;apparenza e ha ottenuto ad honorem la carica di rocker, mantenendola intatta per decenni.</p>
<p>Arrivato a queste considerazioni, ben sapendo di scontentare gli integralisti, ho concluso che anche a me sta bene che Little Tony sia annoverato fra i rockmen nostrani e dico bravo a lui e a tutti quelli che, a volte anche loro smentendo l&#8217;aspetto esteriore, si portano dentro la passione per questa musica, contribuendo a diffonderla e a tenerne vivo lo spirito. E a questo punto mi sembra giusto chiudere con una esclamazione magari ovvia ma bellissima per noi appassionati: viva sempre il blues e viva sempre il rock!</p>
<p>Rinaldo Prandoni</p>
<div></div>
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		<title>Grillo si è svegliato. E la musica?</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Mar 2013 10:27:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rinaldo Prandoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[The state I'm in]]></category>
		<category><![CDATA[adriano celentano]]></category>
		<category><![CDATA[beppe grillo]]></category>

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		<description><![CDATA[L'ascesa di un artista in politica: tra i suoi fan Celentano]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2013/03/beppe_grillo_canta.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1929" title="beppe grillo canta" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2013/03/beppe_grillo_canta.jpg" alt="beppe grillo canta" width="344" height="194" /></a></p>
<p><span class="dropcap inverted">A</span>vvenimenti di vario peso, seri e meno seri, hanno ultimamente catalizzato l&#8217;attenzione dei media, inseguendosi e sollecitando discussioni e commenti. <span style="font-size: 12px;">Abbiamo infatti affrontato e poi tranquillamente archiviato i Maya e le loro profezie. </span><span style="font-size: 12px;">Con disappunto o con ammirazione, secondo i punti di vista, stiamo ora archiviando le dimissioni del Papa aspettando il conclave. </span><span style="font-size: 12px;">E attualmente è in corso di metabolizzazione il risultato delle elezioni di Camera e Senato che si riuniranno fra poco. </span><span style="font-size: 12px;">Non è questo il luogo dove fare previsioni o studiare strategie politiche per salvare l&#8217;Italia. </span><span style="font-size: 12px;">Bisogna però riconoscere che la novità è il grande favore raccolto dallo schieramento di Beppe Grillo, forse anche superiore alle sue più rosee aspettative. </span><span style="font-size: 12px;">Come nella canzoncina dell&#8217;ape Maia, il Grillo si è svegliato, ma la sua serenata non l&#8217;ha fatta solo al prato, bensì a tutto il paese. </span><span style="font-size: 12px;">Nella situazione che si è creata ci sono pro e contro ma, senza pregiudizi e senza scetticismo preconcetto, lasciamo ai posteri decidere se i grillini si sono meritati tutta questa fiducia.</span></p>
<p>Una riflessione da fare invece in questa sede è se, pur tenendo conto degli innumerevoli guai che affliggono il paese, si darà finalmente anche un po&#8217; di attenzione alla musica: classica e leggera, professionale e amatoriale. <span style="font-size: 12px;">La musica è cultura e, oltre a sviluppare la fantasia e il senso estetico, può offrire anche buone possibilità di lavoro. </span><span style="font-size: 12px;">Da decenni aspettiamo che qualche parlamentare, più illuminato di chi sostiene che la cultura non si mangia, risvegli l&#8217;interesse e la considerazione sull&#8217;arte che noi amiamo. </span><span style="font-size: 12px;">Quello che da appassionati può farci sperare è che, piaccia o no come persona, Grillo era e rimane un artista, prova ne sia il taglio che ha dato alle sue performances nelle piazze: esagerato, egocentrico, esibizionista e sbruffone, come deve essere ogni attore popolare che vuole attirare l&#8217;attenzione di chi lo vede e lo ascolta.</span></p>
<p>E da artista ci auguriamo che raccomandi ai suoi rappresentanti in Parlamento di inserire fra le priorità anche una buona legge a sostegno e a tutela della musica: la stiamo aspettando da più di mezzo secolo. <span style="font-size: 12px;">Abbiamo saputo tra l&#8217;altro che anche Adriano Celentano ha dato il suo supporto a Grillo, dedicandogli una canzone di speranza per un futuro migliore. </span><span style="font-size: 12px;">Auspichiamo che ci abbia visto giusto e che non succeda come qualche anno fa, quando scrisse una lettera al “Corriere della Sera”, invitando gli italiani ad avere fiducia in Silvio Berlusconi che si ripresentava alla ribalta politica e che, secondo lui, meritava di essere seguito e sostenuto. </span><span style="font-size: 12px;">Abbiamo visto poi come è finita.</span></p>
<p>Speriamo perciò che stavolta Adriano abbia puntato sul cavallo vincente, per il bene dell&#8217;Italia e, chissà, anche della musica.</p>
<p><em style="font-size: 12px;">Rinaldo Prandoni</em></p>
<p><em>Nella foto: Beppe Grillo alla chitarra in un fermo immagine da You Tube</em></p>
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		<title>Forza ragazzi!</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Aug 2012 18:24:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rinaldo Prandoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[The state I'm in]]></category>

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		<description><![CDATA[Qual è il futuro della musica in Italia?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="dropcap inverted">H</span>o avuto recentemente un&#8217;esperienza che, nel suo piccolo, mi ha aiutato a capire come mai la musica in Italia, a parte qualche eccezione, invece di progredire tende a procedere all&#8217;indietro.</p>
<p>Mi sono imbattuto in una band di genere pop rock molto interessante.</p>
<p>Pur sapendo che certe iniziative normalmente finiscono in un nulla di fatto, ho proposto i ragazzi a due buone case discografiche.</p>
<p>Con piacere, in ambedue i casi ho ricevuto un riscontro positivo, sia sulle esecuzioni che sulla qualità dei brani scritti dai componenti del gruppo.</p>
<p>Nulla da eccepire perciò, ma&#8230;</p>
<p>Il “ma”, mi hanno spiegato, è giustificato dal fatto che discograficamente il rock non tira più già a partire dagli anni &#8217;80 e il mercato punirebbe senza pietà chi si mettesse in mente di stampare e distribuire dischi di quel genere.</p>
<p>Pazzesco! Il rock non tira più!</p>
<p>Mi chiedo dove vive questa gente e, soprattutto, come pretende di sapere cosa vuole il mercato se nemmeno prova a proporre il prodotto, scartandolo tranquillamente e senza il minimo dubbio.</p>
<p>Esiste l&#8217;ufficio marketing che queste cose le conosce, mi dicono, e l&#8217;ufficio marketing non sbaglia.</p>
<p>Ma forse l&#8217;ufficio marketing non sa che basta girare nei locali di provincia per rendersi conto di quanti buoni gruppi ci siano pieni di passione ed entusiasmo, con cose interessanti da dire e da proporre, e devono accontentarsi di esibirsi in serate a fronte di compensi risibili, con un incerto e magari breve futuro, visto che nessuno probabilmente deciderà di puntare anche solo un euro su di loro.</p>
<p>C&#8217;è dappertutto un ribollire di situazioni dove, fatta la doverosa abbondante scrematura iniziale e procedendo poi con tutta la severità di giudizio necessaria, alla fine ci si ritroverebbe sicuramente con in mano qualche asso da giocare per rialzare il morale sia degli esecutori, sia del pubblico che dei discografici.</p>
<p>E invece questi ultimi si sono buttati principalmente sui nuovi artisti provenienti dai vari talent show televisivi, artisti che in linea di massima propongono canzoni ed esecuzioni anche di buon livello, ma di quasi zero novità e stimolo musicale.</p>
<p>Per il resto, la tv continuerà a mandare in onda spettacoli da Bitonto o da Pietrelcina su richiesta di qualche personaggio utile per avere poi qualche convenienza di ritorno, alternandoli con i vari “Migliori anni”, “Ti lascio una canzone” e così via, dove interpreti degli anni addietro si ripropongono, incuranti di calvizie e canizie, o dove bambini e adolescenti già vecchi ci fanno riascoltare i brani che piacevano a genitori e nonni quando avevano la loro età.</p>
<p>È questo il futuro della nostra musica?</p>
<p>Cerco di ricacciare indietro la depressione montante e mi rivolgo a tutti i ragazzi, giovani e meno giovani, delle band di cui parlavo prima, incoraggiandoli e incitandoli a non mollare.</p>
<p>Insistete: voi siete una delle nostre speranze affinché in Italia la musica si mantenga almeno su livelli decenti e non vengano dimenticate due delle sue matrici più importanti che, evolvendosi nel tempo e adeguandosi alle nuove ritmiche e sonorità, hanno dato linfa ed entusiasmo alla musica che amiamo di più: il blues e il rock.</p>
<p>Forza ragazzi!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Rinaldo Prandoni</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un sogno</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 16:04:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rinaldo Prandoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[The state I'm in]]></category>

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		<description><![CDATA[di Rinaldo Prandoni]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="dropcap inverted">C</span>he la musica abbia anche proprietà terapeutiche è dimostrato da migliaia di esperimenti, ricerche e osservazioni di medici e psicologi di tutto il mondo.</p>
<p>Si sa ormai che la musica è percepita dal nascituro attraverso l&#8217;ascolto che ne fa la madre, e sembra che un diverso tipo di musica sia in grado di dare un diverso imprinting al neonato, influenzandone il carattere.</p>
<p>Altra cosa potrebbe essere infatti ascoltare Mozart o i Metallica ma, indipendentemente dal genere, il risultato è sempre positivo, in quanto apre un canale in più di ricezione e prepara la strada ad una futura fruizione.</p>
<p>Alcuni ricercatori si spingono ad affermare che, a seguito di un precoce contatto con la musica, il bambino sviluppa un quoziente di intelligenza più marcato e con molta probabilità nella sua vita sarà molto interessato all&#8217;argomento.</p>
<p>Teorie autorevoli sostengono inoltre che la musica, attraverso i tentativi di esprimersi sempre meglio e di perfezionarne le regole, abbia avuto e continui ad avere un ruolo di primo piano nell&#8217;evoluzione della specie.</p>
<p>Per aggiungere un carico da dieci sulla bilancia della musica, arrivano ora i risultati di un esperimento condotto dallo psicologo canadese Glenn Schellenberg, il quale ha tenuto sotto controllo per un anno due gruppi di scolari di sei anni, dando loro due distinti orientamenti: uno sulla musica e l&#8217;altro su differenti discipline.</p>
<p>Alla fine del periodo, Schellenberg ha constatato che i soggetti avvicinati alla musica dimostravano un Q.I. Superiore agli altri.</p>
<p>Un caso? Può essere. Tuttavia, nessuno può negare che la musica, nelle sue forme migliori, abbia un effetto positivo sull&#8217;intelligenza e sulla psiche, stimolando le emozioni e, in ambito medico, contribuendo ad alleviare la depressione.</p>
<p>Da decenni mi occupo di musica e ne sono appassionato, e da decenni mi chiedo come mai non si sia mai proposta e approvata una legge seria che la protegga e contribuisca alla sua diffusione, dalle elementari al conservatorio, creandone anche gli sbocchi professionali per chi la studia.</p>
<p>Magari tentativi ne sono stati fatti, tutti però arenatisi in conclusioni inefficaci e senza futuro.</p>
<p>Sarebbe bello che nel nuovo governo, finora a quanto pare ben intenzionato a portarci su una strada migliore dei precedenti, ci sia un ministro con una sana passione musicale, pronto a prendere in mano la situazione.</p>
<p>Visti i risultati delle ricerche citate sopra, considerando anche solo i vantaggi che se ne ricaverebbero in termini di educazione e di abitudine al ragionamento, il paese ne avrebbe un ritorno eccezionalmente positivo.</p>
<p>Senza contare poi la possibilità di far crescere esecutori, insegnanti e artisti di qualità che contribuirebbero a migliorare l&#8217;immagine dell&#8217;Italia nel mondo.</p>
<p>Un sogno? Forse, ma è proprio credendo fermamente nei sogni che a volte nascono le più belle realtà.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Rinaldo Prandoni</em></p>
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