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	<title>il popolodelblues &#187; Rivista elettronica fondata da Ernesto de Pascale articoli, recensioni, link, informazioni su artisti eventi</title>
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		<title>Anthony Geraci – Where Were You</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 19:45:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvano Brambilla</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Where Were You, un positivo ritorno su disco di Anthony Geraci.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2026/10/copertina-Anthony-Geraci.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-27916" title="copertina-anthony-geraci" src="https://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2026/10/copertina-Anthony-Geraci-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<pre>Delmark Records</pre>
<pre>www.delmark.com</pre>
<pre>www.anthonygeraciblue.com</pre>
<pre>www.facebook.com/AnthonyGeraciBlue/</pre>
<p>A differenza di molti suoi colleghi, Anthony Geraci non aveva nessuno in famiglia che avesse una inclinazione per la musica. “I miei genitori non sono portati per niente, non sanno né cantare né suonare uno strumento, non avevano nemmeno un giradischi”. Ciò non toglie che la sua richiesta, quand’era ancora piccolo, di avere un pianoforte, fu esaudita, i suoi genitori lo hanno sempre sostenuto facendogli prendere anche lezioni di piano. Poi ai tempi dell’Università ha conosciuto e frequentato un ragazzo, chitarrista jazz, con una quantità di dischi di blues, Muddy Waters, Buddy Guy, Jimmy Rogers, di quest’ultimo rimase molto colpito dal disco, Chicago Bound: quel disco mi ha cambiato la vita. Da lì in poi la sua presenza nell’ambiente musicale diventa  sempre più costante, le prime esperienze in band fino ad arrivare ad essere un componente della, Sugar Ray and The Bluetones, poi con Ronnie Earl &amp; The Broadcasters, l’esperienza accanto a molti bluesmen neroamericani e non solo per i loro dischi e concerti, ed infine la carriera solista con all’attivo più dischi. L’ultimo è questo, Where Were You, esordio su Delmark festeggiato con un ampio combo di musicisti di prim’ordine, encomiabili nel loro risolutivo rispettoso apporto, senza oscurare il piano che è il perno del disco. Anthony lo suona arricchendo la sua già applaudita alchimia stilistica, che sa di boogie, Brooklyn Boogie, di accattivante orecchiabilità, Caterpillar Dance, e, Flowers For Marianne, con il violino di Anne Harris, di sfumature jazz, Breaking Bread. Tutte tracce strumentali con anche qua e là la presenza dei chitarristi, Dave Specter e Jon McDonald. Per le parti cantate si è affidato alla brava Sheryl Youngblood (suona anche la batteria), per i due blues, l’ottimo slow che intitola il disco, e nel tempo medio, Say La-Ti-Da, e nel piacevole passo soul, Even A Fool’s Right Once In Awhile, con lui che si divide fra piano e organo, per poi avvalersi anche del canto di Barrence Whitfield nel trascinante blues, Stop Sneaking Around. Un positivo ritorno su disco di Anthony Geraci.</p>
<p>Silvano Brambilla</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tracce</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Where Were You</p>
<p>Brooklyn Boogie</p>
<p>All’s I Got Is You</p>
<p>Caterpillar Dance</p>
<p>Rockin’ Till Dawn</p>
<p>Say La-Ti-Da</p>
<p>Flowers For Marianne</p>
<p>Even A Fool’s Right Once In Awhile</p>
<p>Stop Sneaking Around</p>
<p>Breaking Bread</p>
<p>Oobiedoobie Man</p>
<p>Suite:Blues</p>
<p>&nbsp;</p>
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