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	<title>il popolodelblues &#187; Rivista elettronica fondata da Ernesto de Pascale articoli, recensioni, link, informazioni su artisti eventi</title>
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		<title>Bonaveri &#8211; Mondi immaginati</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jun 2023 19:44:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Sonaglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dischi]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Bonaveri]]></category>
		<category><![CDATA[cantautorato]]></category>
		<category><![CDATA[Germano Bonaveri]]></category>

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		<description><![CDATA[Ben diciotto canzoni in Mondi immaginati, il nuovo album di Bonaveri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2023/06/Bonaveri_Mondi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-24902" title="bonaveri_mondi" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2023/06/Bonaveri_Mondi-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
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<pre>Produzione Indipendente</pre>
<pre>www.facebook.com/bonaveriofficialpage</pre>
<pre>www.bonaveri.it</pre>
<p>Bonaveri è stato di parola, dopo &#8220;Il Bardo e il Re dei gatti&#8221; e &#8220;Faol&#8221;, si chiude la trilogia con &#8220;Mondi immaginati&#8221;. Il cantautore bolognese da alcuni anni produce nuovi lavori senza tregua, sempre con ottimi risultati. Questo nuovo capitolo contiene ben diciotto canzoni, che in un primo momento potrebbero scoraggiare l&#8217;ascoltatore e invece con la giusta attenzione e la dovuta calma, si assapora tutta l&#8217;anima di Bonaveri in un viaggio suggestivo. Infatti troviamo le tematiche a lui molto care, come quelle ambientali, legate anche a vecchie storie popolari. Dall&#8217;iniziale &#8220;Demetra&#8221; (&#8220;È inconcepibile non aver capito ancora, che è soltanto nella natura che si può immaginare un mondo anche per noi&#8221;) con le sue sonorità etniche, i colori Irish di “Robin Goodfellow” e “Primavera&#8221; (&#8220;Come un segreto che adesso è svelato, l&#8217;erica in fiore occhieggia nel prato, ciò che temevi di avere perduto, grida alla vita: L&#8217;inverno è finito&#8221;) le atmosfere sognanti e sinfoniche  in  “La leggenda del sempreverde” ,  gli echi di filastrocche in  “Madamadore&#8217;&#8221; (&#8220;Con viole e rose potrebbe vestire, balli di corte, ricchezza e potere, un sacrificio si deve pur fare, scelga con calma, che tempo ce n&#8217;è&#8221;). Poi c&#8217;è il Bonaveri più sociale che denuncia le ingiustizie del passato come nella potente “Gentile Budrioli” (&#8220;Alla folla parve quasi normale, applaudire nonostante l&#8217;orrore, solo Dio si rifiutò di guardare, con il sospetto d&#8217;aver fatto un errore&#8221;) che racconta la storia dell&#8217;astrologa bolognese  accusata di stregoneria e arsa viva il 14 luglio 1498, quelle più recenti di &#8220;Canzone per Julian” (&#8220;Chi può non vuole, si ostina a non vedere, invocheremo la censura, per zittire quelle voci che domandano che cosa sia menzogna e cosa la realtà &#8220;) dedicata al giornalista australiano Julian Assange,  incarcerato nel regno unito.  Oppure la teatrale gaberiana “Non è normale” (&#8220;È finito il tempo del benessere di stato, l&#8217;anestetico perfetto per un pubblico stordito, dominato dalla voglia di sembrare qualche cosa che d&#8217;umano ha soltanto il defecare&#8221;)   i toni aspramente polemici in “Mio caro presidente” e “Mòlon Labe”(&#8220;Ditemi adesso che impressione vi fa essere nei panni del discriminato che avreste imprigionato poco tempo fa?&#8221;) , il crescendo ansioso di “Non sarai tu”. E quello più squisitamente cantautorale con le nostalgiche malinconie di “Un tempo” (&#8220;Quel tempo è trascorso in un battito d&#8217;ali e ho capito che siamo mortali, ma non sono cambiato, mangio ancora le primule, credo ancora alle favole&#8221;)  e “C’è troppo vento” (&#8220;L&#8217;istante esatto in cui la storia accade, è l&#8217;attimo perfetto da cui tutto procede&#8221;) , le tessiture acustiche in momenti classici come “Diventare grande&#8221; (&#8220;Finché all&#8217;improvviso proverai paura per quella ruga sottile nel viso che fino a ieri non c&#8217;era, non ti preoccupare, ogni traccia del vivere ti aiuta a ricordare chi sei tu&#8221;), “Memento mori&#8221; (&#8220;Un&#8217;onda di calore radiante e silenziosa pervade l&#8217;atmosfera , il battito del cuore, un petalo di rosa, un&#8217;ultima preghiera&#8221;) e &#8220;Come un lungo sogno&#8221; (&#8220;Per questo adesso ho scelto di essere vivo, in fondo so già come andrà a finire, il viaggio non consiste nell&#8217;arrivo, ma è implicito nell&#8217;atto del viaggiare&#8221;). In chiusura due canzoni di speranza, l&#8217;epica “Prometheus” (&#8220;Il nome mio risuonerà nell&#8217;eco immenso dell&#8217;eternità, oltre la soglia, oltre la misura, non più mortale, finalmente solo, aldilà del bene e del male&#8221;) e &#8220;Mondi immaginati&#8221; (&#8220;Sotto un cielo senza nuvole, l&#8217;innocenza dell&#8217;amore, l&#8217;ottimo cocciuto delle favole per lenire ogni dolore&#8221;), cullata dal tappeto di archi e pianoforte. Che altro aggiungere?  Un disco mastodontico composto, scritto, cantato e suonato da Bonaveri. Lunga vita a questo instancabile cantore dal cuore puro e dalla voce avvolgente, che si conferma un cane sciolto, capace di muoversi libero nel mondo della canzone d&#8217;autore, troppo spesso popolato da pecore belanti.</p>
<p>Marco Sonaglia</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tracklist</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Demetra</p>
<p>Robin Goodfellow</p>
<p>Diventare grande</p>
<p>Un tempo</p>
<p>Primavera</p>
<p>Canzone per Julian</p>
<p>Gentile Budrioli</p>
<p>C’è troppo vento</p>
<p>Come un lungo sogno</p>
<p>Memento mori</p>
<p>La leggenda del sempreverde</p>
<p>Non è normale</p>
<p>Mio caro presidente</p>
<p>Mòlon Labe</p>
<p>Non sarai tu</p>
<p>Madamadorè</p>
<p>Prometheus</p>
<p>Mondi immaginati</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Bonaveri &#8211; Il Bardo e il Re dei gatti</title>
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		<pubDate>Sun, 16 May 2021 08:22:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Sonaglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dischi]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Bonaveri]]></category>
		<category><![CDATA[cantautorato]]></category>

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		<description><![CDATA[Il ritorno discografico del cantautore]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2021/05/bonaver1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-21060" title="bonaver1" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2021/05/bonaver1-294x300.jpg" alt="" width="294" height="300" /></a></p>
<pre>(Visage Music)</pre>
<pre>www.bonaveri.it</pre>
<p>Per un cantautore è lecito chiedersi cosa portare con sé nel cammino dei prossimi anni e Germano Bonaveri lo fa con un concept album dal titolo singolare. Tredici brani con i testi di Bonaveri, le musiche e gli arrangiamenti scritti in coppia con Nicola Morali (pianoforte, clavicembalo, Hammond, Rhodes e tastiere) e una confezione digipack ben curata, con un ricchissimo booklet. L&#8217;intro di archi e pianoforte ci introducono &#8220;Infanzia&#8221; (&#8220;Ho respirato il profumo dei Gelsi, l&#8217;odore del pane sfornato al mattino, il dolore dell&#8217;attimo in cui ci siam persi, il calore del sole che sorge sul grano&#8221;) che decolla grazie ad una ritmica serrata. &#8220;Iniziazione&#8221; (&#8220;Ora che tutto tace e oriente si colora, ascolta la sua prece liberarsi nell&#8217;aurora&#8221;) ha un sapore medioevale sostenuto dal clavicembalo. Si passa ad atmosfere Jazz/Swing con &#8220;Moloch&#8221; (&#8220;Sono il demone che spinge alla disobbedienza, perchè io, a modo mio, sono l&#8217;artefice segreto di ogni resistenza&#8221;). Un arpeggio di chitarra elettrica ricama &#8220;Fior d&#8217;amaranto&#8221; (&#8220;Risoluta come la madre che ogni cucciolo vorrebbe avere, indissolubile come l&#8217;amore, il solo bene per cui morire&#8221;). &#8220;L&#8217;amante&#8221; è una ballad d&#8217;amore con il pianoforte e il sax di Mario Arcari. Echi di tango con clarinetto, chitarra, piano e archi per &#8220;Le cose che contano&#8221; (&#8220;Le poche cose che contano sono le piccole cose che raramente si notano, come in un diario due rose&#8221;). &#8220;L&#8217;esorcista&#8221; ( &#8220;Mentre Saturno aspetta che ogni destino giunga alla meta, leggo un presagio di sconfitta nel vano esistere di ogni vita&#8221;) inizia quasi come una marcia, per poi sfociare in un blues sporcato da chitarra elettrica e sax. Altro bozzetto molto delicato è &#8220;Il Sole&#8221; ( &#8220;Fa cantare il pettirosso, mentre un gatto si riposa e le lucertole nel fosso si rincorrono senza posa, ora gioca sulla spiaggia dove posano i gabbiani o disegna con la pioggia dei ridenti arcobaleni) una sorta di minuetto con pianoforte ed archi. Di taglio rock con un robusto solo finale di Pietro Posani alla chitarra è &#8220;Anthropocene&#8221; (&#8220;Profaneremo il sacro, relegando nell&#8217;oblio, l&#8217;ultimo simulacro: L&#8217;ipotesi stessa di dio&#8221;) con le sue tinte scure è una delle tracce migliori del disco. Si torna alla dolcezza con &#8220;Stella&#8221; (&#8220;C&#8217;è un immenso silenzio stellato che si espande da Oriente a Occidente ed in questo fluire infinito le speranze di tutta la gente&#8221;), &#8220;Isole&#8221; (&#8220;Con pazienza rovistare nell&#8217;abisso che ha lasciato la memoria per scoprire se è possibile riscivere il finale della storia&#8221;) e &#8220;Il Giardino dei Melograni&#8221; ( &#8220;La terra ti sorreggerà nel peregrinare, l&#8217;acqua sgorgherà e tu potrai bere, Aria ti donerà profumi d&#8217;amore, il fuoco infonderà coraggio al tuo cuore&#8221;). La chiusura è con &#8221; Il Bardo e il Re dei gatti&#8221;, un brano movimentato che lascia spazio ai virtuosismi di sax e pianoforte. Un graditissimo ritorno quello di Bonaveri, sempre forte di una voce calda e personale, di una scrittura importante e degli arrangiamenti sempre eleganti. Un disco che conquista sin dalla prima canzone e il viaggio è tutto in crescendo, perché il Bardo è riuscito ad emozionarci anche questa volta.</p>
<p>Marco Sonaglia</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tracce</p>
<p>Infanzia</p>
<p>Iniziazione</p>
<p>Moloch</p>
<p>Fior d&#8217;amaranto</p>
<p>L&#8217;amante</p>
<p>Le cose che contano</p>
<p>L&#8217;esorcista</p>
<p>Il Sole</p>
<p>Anthropocene</p>
<p>Stella</p>
<p>Isole</p>
<p>Il Giardino dei Melograni</p>
<p>Il Bardo e il Re dei gatti</p>
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