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	<title>il popolodelblues &#187; Rivista elettronica fondata da Ernesto de Pascale articoli, recensioni, link, informazioni su artisti eventi</title>
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		<title>Elvin Bishop &amp; Charlie Musselwhite – 100 Years Of Blues</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2021 17:53:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvano Brambilla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dischi]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[blues]]></category>
		<category><![CDATA[charlie musselwhite]]></category>
		<category><![CDATA[Elvin Bishop]]></category>

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		<description><![CDATA[Coppia di lusso per un album di Chicago Blues]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2021/01/elvin-bishop-charlie-musselwhite-100-years-of-blues.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-19834" title="elvin-bishop-charlie-musselwhite-100-years-of-blues" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2021/01/elvin-bishop-charlie-musselwhite-100-years-of-blues-298x300.jpg" alt="" width="298" height="300" /></a></p>
<pre>(Alligator Records / Ird)</pre>
<pre>www.alligator.com</pre>
<p>In questi ultimi anni senza trascurare i suoi passi solisti, l’armonicista Charlie Musselwhite ci ha preso gusto a fare coppia con altri artisti. Dopo due lavori con Ben Harper, ben propagandati anche da noi, eccolo ora insieme al chitarrista Elvin Bishop, con il quale durante la loro lunga carriera ha già avuto degli incroci, (per un pezzo, proprio quello che intitola questo CD, in un precedente disco di Bishop, e nel disco di John Lee Hooker, Never Get Out Of These Blues Alive), ma mai qualcosa di completo. Uno nato in California (Bishop) e l’altro in Mississippi (Musselwhite), si sono conosciuti a Chicago nei primi anni sessanta quando erano giovani e con lo stesso fervore nel voler suonare il blues, diventato per entrambi una ragione di vita scandita da tanti applausi per la loro eccellente carriera. La loro quotidianità si avvicina agli ottanta, ma la voglia di suonare e divertirsi è sempre intatta, e lo fanno con una dozzina di pezzi dove non si trovano tracce di un blues che per codici di mercato deve necessariamente mostrarsi contemporaneo. Qui si suona ancora come nella più limpida tradizione elettrica marcata Chicago blues, con chitarre (la seconda è di Bob Welsh, anche al piano), armonica, basso e contrabbasso, fra slow “West Helena Blues”, “Midnight Hour Blues”, e tempi medi, “Birds Of A Feather”, “If I Should Have Bad Luck”. Bishop e Musselwhite sono complementari, si alternano al canto e non si rubano la scena in lunghi assoli autocelebrativi. Il passato mostrato oggi nel miglior modo possibile.</p>
<p>Silvano Brambilla</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tracklist</p>
<p>Birds Of A Feather</p>
<p>West Helena Blues</p>
<p>What The Hell?</p>
<p>Good Times</p>
<p>Old School</p>
<p>If I Should Have Bad Luck</p>
<p>Midnight Hour Blues</p>
<p>Blues, Why Do You Worry Me?</p>
<p>South Side slide</p>
<p>Blues For Yesterday</p>
<p>Help Me</p>
<p>100 Years Of Blues</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Charlie Musselwhite: &#8220;Dal blues alle immagini&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Jul 2017 20:47:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Manzotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[blues]]></category>
		<category><![CDATA[charlie musselwhite]]></category>
		<category><![CDATA[Pistoia Blues]]></category>

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		<description><![CDATA[Incontro con il musicista in occasione di Pistoia Blues]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2017/07/Charlie_Musselwhite_Solo_Image_General_Use_1_credit_Danny_Clinch.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-12076" title="charlie_musselwhite_solo_image_general_use_1_credit_danny_clinch" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2017/07/Charlie_Musselwhite_Solo_Image_General_Use_1_credit_Danny_Clinch-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<pre>www.charliemusselwhite.com</pre>
<p><em>foto (c) Danny Clinch</em></p>
<p>Una festa dedicata al blues. Con un ricordo particolare, quello di James Cotton, storico armonicista scomparso nel 2017. Pistoia Blues prepara un gran finale tornando alle origini, alla musica delle dodici battute che ha originato tanti stili musicali successivi, ma che è ancora in splendida forma. Sul palco tanti italiani, a partire da quel Fabio Treves che forse a sua insaputa ha fatto in modo che il nostro paese assimilasse al meglio la musica di Oltreoceano. Ma soprattutto in piazza Duomo c&#8217;è Charlie Musselwhite, armonicista di lungo corso, vero e proprio padre spirituale di generazioni di musicisti.</p>
<p><strong>La serata è dedicata a James Cotton. Ha dei ricordi personali con lui?</strong></p>
<p>«L&#8217;ho conosciuto a Memphis, Tennesse, nel 1961. Lui allora faceva parte della band di Muddy Waters e mi invitò a raggiugerlo a Chicago. Da lì è nata una grande amicizia. Abbiamo suonato insieme tante volte, a Chicago e in tante altre parti degli Stati Uniti. Era un ottimo bluesman e una bella persona con cui stare insieme sul palco e fuori. Sono contento che la serata sia dedicata a lui e che ci siano tanti gruppi italiani coinvolti».</p>
<p><strong>A proposito di Italia, lei viene spesso da noi e Pistoia sarà la prima di varie date che la porteranno anche in Sardegna. Che sensazione le dà il nostro pubbico?</strong></p>
<p>«Nei vostri festival ho visto persone di tutte le età, dai giovanissimi a quelli più avanti con gli anni. C&#8217;è sempre stata voglia non solo di divertirsi, ma anche di ascoltare. E&#8217; un genere musicale che evidentemente vi ha conquistato tanto che la scena blues italiana vede anche musicisti che si fanno onore a livello internazionale».</p>
<p><strong>Lei fa musica da tanti anni, ha in futuro dei progetti che non sono strettamente legati a un disco?</strong></p>
<p>«Mi sono dedicato ai film. Come Rebel on The Highway, un altro dedicato alla musica per chitarra e un&#8217;ulteriore pellicola Mexico Wonders. Però c&#8217;è anche un album in preparazione con Ben Harper».</p>
<p><strong>Ha nominato la chitarra e alcuni grandi appassionati di blues sanno che è una sua passione. Ci sarà una sua incisione dedicata a questo strumento?</strong></p>
<p>«Sì, la chitarra mi piace e quando penso a un nuovo brano la utilizzo per comporre. Ma non posso portare lo strumento in tour: mi basta già la mia valigia con le armoniche».</p>
<p>&nbsp;</p>
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