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	<title>il popolodelblues &#187; Rivista elettronica fondata da Ernesto de Pascale articoli, recensioni, link, informazioni su artisti eventi</title>
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		<title>Elbow &amp; New Order, Lucca Summer Festival, Piazza Napoleone, Lucca, 12 luglio 2019</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Jul 2019 16:39:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pdb</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concerti]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Manchester]]></category>
		<category><![CDATA[New Order]]></category>

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		<description><![CDATA[Serata dedicata al suono di Manchester tra passato e presente]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2019/08/WhatsApp-Image-2019-08-02-at-17.22.12.jpeg"><img class="alignnone size-large wp-image-16424" title="whatsapp-image-2019-08-02-at-17-22-12" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2019/08/WhatsApp-Image-2019-08-02-at-17.22.12-1024x768.jpeg" alt="" width="460" height="345" /></a></p>
<pre>elbow.co.uk</pre>
<pre>www.neworder.com</pre>
<p>Due band di Manchester in una notte: la prima rappresenta la musica rock d’ascolto del nuovo millennio, la seconda invece ha segnato la new wave in maniera definitiva dall’alba degli Ottanta. Insieme una nottata decisamente di alta qualità . Elbow e New Order sono stati il «double bill» dell’estate coinvolgendo una platea internazionale (molti gli inglesi presenti) in più di tre ore di grande entertainment . Alle 20.30 puntuali si sono presentati gli Elbow capitanati da Guy Garvey , cantante corpulento e carismatico che ha cantato brani pescando tra gli album di maggior successo. Garvey, che ha un feeling speciale con il pubblico cosa che salta subito agli occhi anche a chi precedentemente non aveva mai visto la band dal vivo grazie ai suoi modi estremamente caldi, diretti e decisamente poco british, sembra un Peter Gabriel dei giorni nostri, ma non quello che interpretava magnificamente le brume del progressive dei Genesis bensì quello più spirituale e ascetico di Us. Del resto gli Elbow sono uno degli esempi in controtendenza nella musica contemporanea: il loro è un sound intenso e per certi versi semplice ma attento ad evitare ogni banalità. Il resto del gruppo che ha nei fratelli Mark e Craig Potter, rispettivamente chitarrista e tastierista, il fulcro centrale elabora un tessuto sonoro come detto estremamente fruibile, ma che non riesce a farli associare ad un genere musicale preciso. Sfuggenti e piacevoli verrebbe da dire. I tredici brani proposti derivano più che altro dagli album di mezzo e soprattutto da The Seldom seen kid che li ha portati a vincere il Mercury Prize in Inghilterra e registrare dal vivo l’intero disco in uno special della BBC divenuto poi un cofanetto.</p>
<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2019/08/WhatsApp-Image-2019-08-02-at-17.22.05.jpeg"><img class="alignnone size-large wp-image-16426" title="whatsapp-image-2019-08-02-at-17-22-05" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2019/08/WhatsApp-Image-2019-08-02-at-17.22.05-1024x768.jpeg" alt="" width="460" height="345" /></a></p>
<p>Dopo lo show degli Elbow il pubblico ha dovuto attendere una mezz’ora per il cambio palco per poi vedersi catapultare sul palco sospinti dall’enfasi wagneriana del Vorspiel i New Order. La formazione che ormai vede la stabilizzazione dei relativamente nuovi Tom Chapman e Phil Cunningham ha riproposto i loro classici e alcuni brani dei Joy Division, oramai materia del contendere tra il fuoriuscito Peter Hook e gli eredi legittimi che hanno eseguito ben quattro brani del gruppo She’s lost control, Transmission e nei bis Atmosphere e Love will tear us apart. Ma a parte il recupero della propria identità primordiale i New Order hanno innanzitutto dato prova di grande tenuta strutturale con le architetture sonore designate da Gillian Gilbert e sostenute dal ritmo di Stephen Morris ed inoltre sono riusciti a migliorare rispetto a performance decisamente sotto tono che hanno visto in un recente passato la faccia del gruppo , Bernard Sumner, spesso in difficoltà nel ruolo di cantante. Per quanto riguarda il repertorio eseguito il concerto si è aperto con Singularity tratto da Music Complete per poi continuare con Restless, sempre dallo stesso album, e dopo il primo intermezzo Joy Division, è proseguito con Your silent face da Power, Corruption &amp; Lies del 1983 seguita da Sub-culture tratta da da Low-life del 1985. Il tutto viene sottolineato da un video show sicuramente di grande fascino ma che come molti altri esempi del genere spesso risulta fuorviante rispetto a ciò che realmente la musica è in grado di esprimere già da sola. Il concerto poi passa attraverso altri grandi classici come Blue Monday, immancabile come sempre, per poi terminare con Temptation, singolo del 1982. Breve uscita del gruppo e poi il rientro con in due grandi classici del gruppo che fu di Ian Curtis: e questa volta è il suo il volto a campeggiare nel megascreen, con la anche la scritta Forever Joy Division aumentando, forse a dismisura, il senso d’appartenenza.</p>
<p>Ugo Coccia</p>
<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2019/08/WhatsApp-Image-2019-08-02-at-17.28.271.jpeg"><img class="alignnone size-large wp-image-16425" title="whatsapp-image-2019-08-02-at-17-28-27" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2019/08/WhatsApp-Image-2019-08-02-at-17.28.271-1024x768.jpeg" alt="" width="460" height="345" /></a></p>
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		<title>Elbow in arrivo a Firenze per l&#8217;unica data italiana</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Aug 2014 10:23:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pdb</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Concerti]]></category>
		<category><![CDATA[Elbow]]></category>
		<category><![CDATA[Firenze]]></category>
		<category><![CDATA[The take off and landing of everything]]></category>

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		<description><![CDATA[La band britannica in concerto il 25 agosto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2014/08/elbow1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-4881" title="elbow1" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2014/08/elbow1-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a></p>
<p>opening act: Marta sui Tubi<br />
<strong>Info</strong>:  <a href="http://www.lndf.it ">http://www.lndf.it </a></p>
<p style="text-align: justify;">Gli Elbow, l’innovativa band originaria di Manchester che in 20 anni di carriera si è costruita una solida credibilità, mescolando sonorità indie, brit-pop, postrock ed elettronica, approda l<strong>unedì 25 agosto alla Cavea del Nuovo Teatro dell&#8217;Opera di Firenze</strong> per l’unica data italiana del tour 2014.<br />
Ad impreziosire l&#8217;appuntamento, come supporter si esibiranno i Marta Sui Tubi, che per celebrare il decimo anno di attività lo scorso maggio hanno dato alle stampe “Salva Gente”, la prima raccolta preceduta dall’uscita dell’omonimo singolo che vede la partecipazione di Franco Battiato.</p>
<p style="text-align: justify;">Con la pubblicazione del loro sesto album in studio, “The Take Off and Landing of Everything”, si può dire che gli Elbow occupino una posizione più unica che rara all’interno del panorama musicale. Poche band possono infatti fregiarsi di una carriera che abbraccia oltre 20 anni di attività senza aver mai effettuato un cambio di formazione. Eppure, gli Elbow del 2014 sono gli stessi del 1992: Guy Garvey alla voce, Mark Potter alla chitarra, Pete Turner al basso, Craig Potter alle tastiere e Richard Jupp alla batteria.<br />
Coerenza, onestà e sincerità sono i capisaldi di una band che si è sempre messa in discussione esplorando nuove modalità creative, con un unico obiettivo: realizzare grandi dischi. Non è un caso che, per la realizzazione di “The Take Off and Landing of Everything”, la formazione abbia cambiato il proprio approccio alla composizione dei brani: laddove in passato le canzoni erano il risultato di un processo che coinvolgeva la band nel suo insieme, ora, di comune accordo, ogni brano è stato scritto da un singolo componente.<br />
Sempre rispettati dalla critica, a partire dall’ep d’esordio “Noisebox” del 1998, gli Elbow <span style="text-align: justify;">sono passati dall’essere un nome di nicchia allo status di artisti riconosciuti a livello globale: ne sono una prova i numerosi riconoscimenti ottenuti, dal Mercury Prize per </span>l’album “The Seldom Seen Kid” (2008), al Brit Award nella categoria “Best Band”, fino agli Ivor Novello ed NME Award (2009).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Popolo del Blues aveva seguito gli Elbow in occasione della presentazione del loro album &#8220;The Take Off and Landing of Everything&#8221; alla O2 di Londra.</strong><br />
<strong><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/2014/04/elbow-o2-londra-16-aprile-2014/">Leggi la recensione di Giovanni De Liguori</a></strong></p>
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		<title>Elbow, O2, Londra, 16 aprile 2014</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Apr 2014 19:49:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni De Liguori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concerti]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Elbow]]></category>
		<category><![CDATA[Guy Garvey]]></category>
		<category><![CDATA[Manchester]]></category>

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		<description><![CDATA[La presentazione del nuovo album all'O2 di Londra ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2014/04/elbow.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-4064" title="ELBOW PERFORMING AT MANCHESTER PHONES 4U ARENA, ENGLAND ON 9TH APRIL 2014. LEAD SINGER GUY GARVEY." src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2014/04/elbow-1024x681.jpg" alt="" width="460" height="305" /></a></p>
<pre>www.elbow.co.uk</pre>
<p><em>foto (c) Olycom</em></p>
<p>Dopo poche settimane dall&#8217;uscita del loro ultimo lavoro The take off and landing of everything, gli Elbow si presentano davanti al pubblico londinese per l&#8217;ultima tappa del loro tour promozionale. Preannunciati da una bella partecipazione al Jools Holland Show di qualche giorno prima, la band di Manchester ha portato sul palco tutta la ricchezza e l&#8217;eleganza che da tempo ormai contraddistingue il suo sound anche grazie alla presenza di una ottima sezione di archi e fiati. Guy Garvey, da anfitrione consumato, ha condotto l&#8217;audience per mano- canzone dopo canzone &#8211; con la stessa grazia e stile di un nobiluomo che conduce gli ospiti attraverso le stanze della sua magione soffermandosi di tanto in tanto a raccontare storie, evocare emozioni, sorseggiare un vino rosso e, soprattutto, fare attenzione a non essere mai stucchevole, mai stancante.</p>
<p>Dal vivo la tipica &#8220;struttura Elbow&#8221; della ripetizione quasi minimalista delle note con il progressivo arricchirsi di colori, suoni ed arrangiamenti, ha dato il meglio e le canzoni, arricchitesi man mano di suoni e di strumenti, hanno mostrato nel finale tutta la loro sontuosità, come un pavone che si destreggia con la più bella delle sue ruote. Tipica, a tal proposito è stata l&#8217;esecuzione di Mirrorball, canzone inclusa da Peter Gabriel nel suo repertorio. Badate bene però, quella degli Elbow non è un&#8217;eleganza fine a se stessa o una stucchevole ricerca estetica: dal vivo questa Band è capace &#8211; in pochi istanti &#8211; di affondare la lama nella zona più tenera della nostra anima, lì dove alloggiano i ricordi ed i sentimenti più forti. E&#8217; il caso di The night will always win dedicata ad un amico da poco scomparso e di My Sad Captains forse la gemma più preziosa e la canzone più struggente del loro nuovo lavoro.</p>
<p>One Day Like This, prevedibile ed atteso epilogo di una bella serata, è eseguita con la sicurezza e la consapevolezza di chi sa di aver scritto un vero e proprio inno. Semmai dovessimo descrivere lo stato degli Elbow sul palco con una sola parola, probabilmente questa sarebbe &#8220;consapevolezza&#8221;. Consapevolezza che implica una grande maturità ed un invidiabile stato dell&#8217;arte nel panorama del pop inglese. Nella amplissima forbice del pop inglese del nuovo millennio, tra le sperimentazioni dei Radiohead e la commerciabilità dei Coldplay, gli Elbow rappresentano una realtà di tutto rispetto, una realtà che non sa di mediazione ma di eccellenza. Una nand che non è, come sterilmente scritto altrove, una &#8220;singer&#8217;s band&#8221;, ma una compatta, elegante, lussuosa e sontuosa macchina pop.</p>
<p>Giovanni de Liguori</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Swingle Singers, presentazione di Weather to Fly</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Sep 2013 09:13:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pdb</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[beatles]]></category>
		<category><![CDATA[Elbow]]></category>
		<category><![CDATA[Florence and the Machine]]></category>
		<category><![CDATA[Swingle Singers]]></category>
		<category><![CDATA[Weather to Fly]]></category>

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		<description><![CDATA[Domani la presentazione del nuovo album a Londra]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2013/09/swingle-singers.jpg"><img class="alignnone  wp-image-2504" title="swingle singers" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2013/09/swingle-singers.jpg" alt="" width="438" height="389" /></a></p>
<p><span class="dropcap inverted">S</span>abato 28 settembre alla Cadogan Hall di Londra, gli Swingle Singers presenteranno il loro ultimo album &#8220;Weather to Fly&#8221;. Il disco, registrato in Italia da Erik Bosio dei Cluster e mixato da Bill Hare vincitore del Grammy Award, contiene il repertorio che il gruppo propone attualmente nei propri concerti. Arrangiamenti a cappella di brani da Turchia, Spagna e Argentina oltre a rielaborazioni del pop rock anglosassone con pezzi degli Elbow, Florence and the Machine e i Beatles. Il disco è stampato dall&#8217;etichetta World Village della Harmonia Mundi.</p>
<p>La loro interpretazione dell’Aria sulla quarta corda di Bach è da sempre la sigla di Superquark, mentre il loro video Libertango di Astor Piazzolla è stato visto su YouTube oltre 100 mila volte. Nel 2011 hanno vinto quattro Cara (Contemporary a cappella record awards, il massimo riconoscimento mondiale della musica a cappella) come miglior formazione classica, miglior formazione europea, miglior medley. Sono gli Swingle Singers, che tornano ancora una volta in Italia. Un gruppo vocale anglo-francese specializzato nell&#8217;interpretazione a cappella di brani di vari generi musicali, spaziando dal repertorio classico ai più recenti arrangiamenti di brani jazz, folk e pop. Costituito da Ward Swingle nel 1963, è sempre stato ai vertici della musica vocale internazionale grazie ai continui cambi di formazione e alla capacità di modificare il repertorio pur rimanendo ancorato a uno stile unico e originale. Nel 2013 ricorre il 50° anniversario dal loro esordio discografico con “Jazz Sébastien Bach”. Un evento i cui festeggiamenti hanno avuto inizio a Londra con il “London a cappella Festival”, da loro stessi organizzato, e proseguito con un tour mondiale che ha già toccato Stati Uniti, Dubai, Russia, Colombia, Brasile, Indonesia, Filippine oltre all&#8217;Italia.</p>
<pre><a title="swingle singers" href="http://www.swinglesingers.com" target="_blank">www.swinglesingers.com</a></pre>
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