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	<title>il popolodelblues &#187; Rivista elettronica fondata da Ernesto de Pascale articoli, recensioni, link, informazioni su artisti eventi</title>
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		<title>Fish: &#8220;Da sempre fuori moda, ma mi diverto&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Feb 2015 22:24:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Manzotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Fish]]></category>
		<category><![CDATA[Marillion]]></category>
		<category><![CDATA[progressive rock]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista all'ex Marillion in occasione del tour Moveable Feast]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2015/02/Fish.jpg"><img class="alignnone  wp-image-6037" title="Fish" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2015/02/Fish.jpg" alt="" width="556" height="312" /></a></p>
<pre><a href="http://www.fishheadsclub.com/" target="_blank">www.fishheadsclub.com</a></pre>
<p>Ha vissuto una stagione gloriosa con i Marillion prima di darsi alla carriera solista. Fish, nome d’arte di Derek William Dick, si è saputo costuire negli anni una propria autorevolezza musicale a cui ha aggiunto un altro tassello, ovvero l’album A Feast of Consequences. Lo abbiamo incontrato a Firenze in una tappa nell’ambito del tour Moveable Feast. Con lui Steve Vantsis al basso, Robin Boult alla chitarra, John Beck alle tastiere e Gavin Griffiths alla batteria.<br />
<strong><br />
I Marillion furono un fenomeno curioso dato che in tempi di punk e new wave decisero di eseguire musica progressive alla fine degli anni ’70. Fu un atto di coraggio?</strong></p>
<p><strong></strong>«Sono sempre stato fuori moda – scherza Fish –, forse a causa della mia statura. Per le persone alte come me non trovavo mai vestiti colorati, ma sempre neri. Sono stato anticonformista anche nella musica».<br />
<strong><br />
E in questo caso come mai?</strong></p>
<p><strong></strong>«A me e ai Marillion interessava fare ciò che ci piaceva, andando controcorrente. Sì, c’erano punk e new wave sponsorizzati dai media, ma tanto pubblico era cresciuto come noi ascoltando Genesis e Pink Floyd. Quindi siamo riusciti a ritagliarci il nostro spazio, suonando per due anni nei pub e nei piccoli club. Alla fine la stampa si è accorta anche di noi»<br />
<strong><br />
Non ci sono attualmente molti veri cantanti in giro, forse dovuto anche agli stili musicali di oggi. Cosa ne pensa?</strong></p>
<p><strong></strong>«Intanto premetto che non mi sento un vero cantante. Sono intonato e ci metto l’anima, nient’altro. Poi posso permettermi di non ascoltare ciò che viene trasmesso oggi. Preferisco guardare film o scrivere sceneggiature oltre a fare la musica che voglio. Il business musicale con cui sono nato è tramontato definitivamente».<br />
<strong><br />
Proprio in base a questo, cosa vuol dire incidere oggi un disco?</strong></p>
<p><strong></strong>«Per l’industria musicale il Cd è un pezzo di plastica. Io voglio contiuare a fare album autentici, che vendo nelle piattaforme online, tramite il mio sito e ai concerti dal vivo. I musicisti che suonano con me sono persone che la pensano allo stesso modo. Ci fidiamo a vicenda e ci divertiamo. E’ il nostro modo per far contento il pubblico».<br />
<strong><br />
</strong>Michele Manzotti</p>
<p>&nbsp;</p>
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