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	<title>il popolodelblues &#187; Rivista elettronica fondata da Ernesto de Pascale articoli, recensioni, link, informazioni su artisti eventi</title>
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		<title>Le produzioni Ecm nel passaggio dell&#8217;anno</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jan 2021 09:20:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Manzotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Special]]></category>
		<category><![CDATA[Anja Lechner]]></category>
		<category><![CDATA[François Couturier]]></category>
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		<category><![CDATA[Keith Jarrett]]></category>
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		<category><![CDATA[Terje Rypdal]]></category>
		<category><![CDATA[Vox Clamantis]]></category>

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		<description><![CDATA[Lechner-Couturier,  Keith Jarrett, John Scofield, Terje Rypdal, Vox Clamantis
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			<content:encoded><![CDATA[<pre>www.ecmrecords.com</pre>
<pre>www.ducalemusic.it</pre>
<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2021/01/Lontano.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-19806" title="lontano" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2021/01/Lontano-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p><strong>Anja Lechner e François Couturier &#8211; Lontano</strong></p>
<p>Dopo il loro album di esordio in duo del 2014, <em>Moderato cantabile</em>, Anja Lechner e François Couturier (ascoltati a Friburgo nel 2016, con Couturier da noi intervistato recentemente) hanno ampliato ulteriormente il loro repertorio. Molto spazio è stato dedicato a composizioni originali (Praeludium. i brani Solar I e II, la traccia titolo, oltre a opere di Henri Dutilleux, Giya Kancheli e Anouar Brahem. Un lavoro che conferma la solidità del duo tra rigore classico e prassi jazzistica.</p>
<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2021/01/Jarrett.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-19807" title="jarrett" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2021/01/Jarrett-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p><strong>Keith Jarrett &#8211; Budapest Concert</strong></p>
<p>Il secondo concerto tratto dal tour europeo di Keith Jarrett del 2016 è un album doppio (la versione in vinile è attesa nel gennaio 2021) e documenta la performance solista del pianista al Béla Bartók National Concert Hall di Budapest. Jarrett presenta una lunga suite divisa in otto parti: le prima quattro più lunghe e le successive più brevi oltre ai bis It’s A Lonesome Old Town e Answer Me. Qui ritroviamo senza sorprese la grande poetica pianistica di Jarrett che si lascia andare a un linguaggio spontaneo e a improvvisazioni di alto livello. Un ascolto mai banale e sempre graditissimo.</p>
<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2021/01/scofield-swallow.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-19809" title="scofield-swallow" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2021/01/scofield-swallow-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p id="tw-target-text" dir="ltr" data-placeholder="Traduzione"><strong>John Scofield &#8211; Swallow Tales</strong></p>
<p dir="ltr" data-placeholder="Traduzione">Il chitarrista John Scofield celebra la musica dell&#8217;amico Steve Swallow in una registrazione realizzata in un giorno a New York nel marzo 2019. John era uno studente di 20 anni al Berklee quando ha incontrato e suonato per la prima volta con il bassista, e da allora hanno continuato a collaborare insiene. Ci sono classici quali Hullo Bolinas, Piumino, Falling Grace e Radio, presentati in trio con il batterista Bill Stewart. Un disco dove è evidente il divertimento nel suonare insieme.</p>
<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2021/01/Rypdal-.-Conspiracy.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-19808" title="rypdal-conspiracy" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2021/01/Rypdal-.-Conspiracy-300x266.jpg" alt="" width="300" height="266" /></a></p>
<p><strong>Terje Rypdal &#8211; Conspiracy</strong></p>
<p>Da un chitarrista all&#8217;altro. In questo album il norvegese Terje Rypdal presenta un lavoro basato sul suono dell&#8217;elettrica legandosi ad atmosfere rock e all&#8217;energia creativa, tornando in parte alle sue prime creazioni. Con lui il Il tastierista Ståle Storløkken, già suo collaboratore, con cui trova il giusto partner per i disegni melodici e i contrasti sonori. A completare il quartetto Endre Hareide Hallre al basso e Pål Thowsen alla batteria. Tra i brani segnaliamo What Was I Thinking e Baby Beautiful.</p>
<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2021/01/vox-clamantis.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-19810" title="vox-clamantis" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2021/01/vox-clamantis-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p><strong>Vox Clamantis &#8211; Cyrillus Kreek / The Suspended Harp of Babel</strong></p>
<p>Nel disco è stata raccolta musica corale del compositore estone Cyrillus Kreek (1889-1962). I brani di Kreek, salmi e inni popolari, sono inframezzati da fantasie strumentali e intermezzi creati per questa registrazione da Marco Ambrosini. Sotto la direzione di Jan-Eike Tulve, il coro Vox Clamantis  ci porta in un mondo in bilico tra passato e presente, un elemento tipico (e affascinante) dei compositori del paese baltico.</p>
<p>Michele Manzotti</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>François Couturier: &#8220;Il mio jazz si sposa bene con la classica&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2020 20:32:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Manzotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Ecm]]></category>
		<category><![CDATA[François Couturier]]></category>
		<category><![CDATA[jazz]]></category>

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		<description><![CDATA[Il pianista francese a Firenze per un concerto in un ciclo di piano solo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2020/10/WhatsApp-Image-2020-10-01-at-15.12.12.jpeg"><img class="alignnone size-large wp-image-19129" title="whatsapp-image-2020-10-01-at-15-12-12" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2020/10/WhatsApp-Image-2020-10-01-at-15.12.12-1024x682.jpeg" alt="" width="460" height="306" /></a></p>
<pre>www.musicusconcentus.com</pre>
<pre>www.francois-couturier.fr</pre>
<p>foto concesse da ufficio stampa Musicus Concentus</p>
<p>&#8220;Mi piace molto la vostra città. Sono venuto più volte a suonare, oltre che a consultare gli archivi di Andrej Tarkovskij, conservati dal figlio. Ho una tale passione per i film del regista che ho intitolato a lui il quartetto con cui mi esibisco&#8221;. Il pianista francese François Couturier si mostra contento all&#8217;idea di tornare a Firenze in un&#8217;occasione particolare. Quella della rassegna I Poeti del Piano Solo curata da Stefano Maurizi e ospitata dal Musicus Concentus in Sala Vanni. Couturier sarà il primo dei tre pianisti in cartellone a esibirsi.</p>
<p><strong>Come ha programmato questo concerto: ci saranno improvvisazioni o eseguirà musica scritta?</strong></p>
<p>Ho inciso un disco di piano solo nove anni fa, quindi ho dovuto pensare molto a come affrontare la serata da un punto di vista musicale. Ho raccolto tanta musica e consultato partiture per costruire il programma. Provando e riprovando alla fine sono arrivato alla conclusione che sarà un concerto con molta improvvisazione. Almeno è la mia intenzione fino a questo momento.</p>
<p><strong>Lei ha appena inciso un nuovo album con la violoncellista Anja Lechner per l&#8217;etichetta Ecm. Dopo tanti anni di sodalizio come scegliete le vostre musiche?</strong></p>
<p>Con lei abbiamo percorsi musicali completamente differenti. Anja è una violoncellista classica e mi adeguo a una musica da camera della tradizione colta. Scegliamo le musiche che si adattano a questa visione e proviamo tantissimo per arrivare al programma dell&#8217;incisione. Generalmente nel disco c&#8217;è la metà del lavoro fatto in precedenza. Ci sono anche brani che ho composto appositamente. E&#8217; una prassi che è simile al lavoro per il Quartetto Tarkovskij in cui anche Anja è presente.</p>
<p><strong>Si sente un pianista strettamente jazz o è più legato alla classica?</strong></p>
<p>La musica classica è sempre stata presente nella mia attività anche se il jazz è stata la mia vita. Ho fatto tante collaborazioni: ricordo specialmente quelle con il contrabbassista Jean-Paul Celea e il batterista Daniel Humair. Io mi sento prevalentemente un improvvisatore, anche se un giornalista una volta ha scritto che suonavo jazz con uno stile che non era da jazzista.</p>
<p>Michele Manzotti</p>
<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2020/10/François-Couturier.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-19130" title="franc%cc%a7ois-couturier" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2020/10/François-Couturier-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a></p>
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		<title>Ecm Festival, Forum Merzhausen, Friburgo, 15-17 aprile 2016</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Apr 2016 13:58:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Manzotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concerti]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Anja Lechner]]></category>
		<category><![CDATA[Duo Gazzana]]></category>
		<category><![CDATA[Ecm]]></category>
		<category><![CDATA[François Couturier]]></category>
		<category><![CDATA[Manfred Eicher]]></category>
		<category><![CDATA[Marcin Wasilewski]]></category>
		<category><![CDATA[Nik Bärtsch]]></category>
		<category><![CDATA[Zsófia Boros]]></category>

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		<description><![CDATA[Cinque concerti nella rassegna dedicata all'etichetta di Manfred Eicher]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2016/04/ecm-depliant.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-9115" title="ecm depliant" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2016/04/ecm-depliant.jpg" alt="" width="480" height="679" /></a></p>
<pre>www.ecmrecords.com</pre>
<pre>www.artisse.de</pre>
<p>Assistere a un festival dell&#8217;etichetta Ecm è un&#8217;esperienza musicale unica. Per tanti motivi: innanzitutto per la qualità degli esecutori, condizione essenziale per entrare nel catalogo del marchio. Poi per la curiosità di ascoltare la resa dal vivo di un suono che su disco è sempre molto accurato. Infine per la voglia di vedere quanto interesse avrebbe avuto un pubblico di una città di medie dimensioni quale è Friburgo in Bresgovia, nel sud della Germania, in una rassegna di questo genere. E&#8217; capitato che il modernissimo Forum di Merzhausen, piccolo comune confinante con Friburgo, fosse sempre pieno per i cinque concerti proposti, oltre che in occasione dell&#8217;incontro con Manfred Eicher. Sempre presente durante la rassegna per essere vicino agli artisti che incidono per la sua etichetta (che ha sede a Monaco di Baviera) Eicher ha fatto ascoltare in anteprima alcuni brani di album in uscita oltre a raccontare per una buona ora il suo metodo di lavoro, incalzato dalle domande di un pubblico preparato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2016/04/nik-baertsh.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-9116" title="nik baertsh" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2016/04/nik-baertsh-1024x576.jpg" alt="" width="460" height="258" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;inaugurazione è stata affidata al pianista svizzero <strong>Nik Bärtsch al suo quartetto Mobile</strong>, con il quale Bärtsch ha appena inciso Continuum. In questi caso il titolo è assolutamente in linea con il contenuto. Il lavoro dei musicisti infatti si svolge senza sosta trattando varie cellule sonore ripetute più volte: una prassi minimalista che però rientra in un ambito jazz. Per valorizzare queste frasi, Bärtsch impone uno stile percussivo che non riguarda solo i due percussionisti (Kaspar Rats e Nicolas Stocker), ma anche lo stesso pianoforte e i clarinetti basso e contrabbasso di Sha.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2016/04/marcin.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-9117" title="marcin" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2016/04/marcin-1024x576.jpg" alt="" width="460" height="258" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sempre nel segno del jazz è stato il secondo appuntamento con il trio di <strong>Marcin Wasilewski</strong>, che è giunto sulla scia dell&#8217;album Spark of life. Walilewski è un pianista classico nell&#8217; impostazione, con una grande vocazione alla melodia ma anche al ritmo.Un groove molto marcato che trasmette ai musicisti che lavorano con lui: il contrabbassista e in alcuni casi arrangiatore Slawomir Kurkiewicz e il batterista Mical Miskiewicz. Insieme a loro come ospite il sassofonisfa tenore svedese Joackim Milder, in un fortunato incontro tra le due rive del Baltico. La formazione ha affrontato con sicurezza i brani dell&#8217;album, con Walileswki impegnato in un virtuosismo pieno di inventiva a partire dalla traccia titolo posta in apertura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2016/04/boros12.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-9128" title="boros1" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2016/04/boros12.jpg" alt="" width="441" height="444" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Meno di due ore dopo è stata la volta delle sonorità totalmente differenti del chitarra classica. Ma l&#8217;ungherese <strong>Zsófia Boros</strong> ha sfoderato un&#8217;arte sopraffina unita a personalità. Lo ha fatto grazie a una tecnica impeccabile e a una lettura delle pagine iberiche e latino americane (che formano gran parte del repertorio per chitarra) sfrondata da ogni elemento popolaresco e da forzature dinamiche. Leo Brouwer, Egberto Gismonti, Francisco Calleja, Vicente Amigo, inclusi con altri autori nel progetto En otra parte, si sono mostrati come autentici autori classici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2016/04/duo-gazzana-frib.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-9119" title="duo gazzana frib" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2016/04/duo-gazzana-frib-1024x576.jpg" alt="" width="460" height="258" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Domenica mattina è stata la volta dell&#8217;unica presenza italiana, quella del <strong>Duo Gazzana (Natascia al violino e Raffaella al pianoforte).</strong> Il repertorio scelto era ispirato alla danza, un termine che comunque evoca la leggerezza. Ma il duo ha presentato brani di grande impegno tecnico, tanto che ogni dubbio su un&#8217;eventuale facilità nell&#8217;approccio è stato subito fugato. Il programma classico in bilico tra XIX e XXI secolo ha compreso alcuni dei pezzi incisi nei loro due album per l&#8217;etichetta tedesca. A Bartók e Schnittke (l&#8217;affascinante Suite im alten Stil) si sono affiancati autori come Debussy e Sibelius, oltre ad altri come Kreisler e Paganini che hanno dedicato molta letteratura al violino. Quest&#8217;ultimo, affidato a Natascia Gazzana, ha mostrato grande fluidità nel fraseggio e una cantabilità elegante. Il pianoforte di Raffaella Gazzana si è mosso molto bene nelle parti contrappuntistiche e nel dialogo con il violino.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2016/04/lechner-couturier.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-9120" title="lechner couturier" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2016/04/lechner-couturier-1024x576.jpg" alt="" width="460" height="258" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il gran finale è stato affidato a un altro duo, formato dalla <strong>violoncellista Anja Lechner e dal pianista François Couturier.</strong> Un incontro fortunato che ha dato vita a uno degli album più noti tra quelli del catalogo recente del marchio,Moderato cantabile. I percorsi che hanno avvicinato i due musicisti a questo progetto sono differenti. La Lechner è una musicista classica con un forte interesse per l’improvvisazione e Couturier è un musicista jazz che viaggia sempre più al di fuori di questi confini. Il repertorio di Moderato cantabile ha dei punti in comune con il lavoro che Anja Lechner aveva svolto sulla musica dell&#8217;armeno Georges Ivanovič Gurdjieff nel precedente Chants, Hymns and Dances (con Vassilis Tsabropoulos), mentre Couturier ha una lunga esperienza sulle composizioni dello spagnolo Federico Mompou. In più ci sono le composizioni dello stesso Couturier a completare un&#8217;offerta musicale raffinata e di grande fascino. L&#8217;esecuzione dal vivo ha mostrato inoltre la grande comunicativa dei due solisti, la cui eccellenza è nota da anni.</p>
<p>Michele Manzotti</p>
<p>Il video</p>
<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=NfIOiB4vJCM">https://www.youtube.com/watch?v=NfIOiB4vJCM</a></p>
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		<title>Dalla Francia con melodia</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Nov 2014 23:26:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Manzotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Special]]></category>
		<category><![CDATA[Anja Lechner]]></category>
		<category><![CDATA[classica]]></category>
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		<category><![CDATA[François Couturier]]></category>
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		<category><![CDATA[Louis Sclavis]]></category>

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		<description><![CDATA[Louis Sclavis e François Couturier (con Anja Lechner) protagonisti di incisioni Ecm]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<pre>www.ecmrecords.com</pre>
<pre>www.ducalemusic.it</pre>
<p>Due produzioni recenti dell&#8217;Ecm (distribuzione italiana Ducale) mettono in risalto il lavoro di altrettanti musicisti francesi. Louis Sclavis e François Couturier. Visioni musicali differenti che si muovono però entrambe tra jazz, classica e territori etnici.</p>
<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2014/11/louis-sclavis.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-5459" title="louis sclavis" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2014/11/louis-sclavis-1024x908.jpg" alt="" width="460" height="407" /></a></p>
<p>Louis Sclavis, nato a Lione, ha come strumento del cuore il clarinetto basso.  Per questo Silk and Salt melodies continua ad avvalersi della collaborazione con Gilles Coronado (chitarra) e Benjamin Moussay (pianoforte) che già avevano contribuito all’album Sources del suo Trio Atlas nel 2011. La partecipazione a questo nuovo progetto dell’iraniano Kevyan Chemirani, percussionista classico e maestro dello zarb, conferisce una nuova dimensione al loro universo sonoro. «Il pezzo Silk and Salt  _ spiega Sclavis, che firma tutte le composizioni _ allude al mio desiderio di intraprendere, con questo lavoro, un immaginario percorso verso l’Asia centrale all’insegna del nomadismo, affrontando allo stesso tempo il concetto di emigrazione nella storia mondiale. In questo caso si tratta di viaggi intrapresi da e verso la dimensione jazzistica». Tra i brani segnaliamo L&#8217;homme sud dal tema affascinante, le figurazioni nervose della già citata title track, Cortège che mette in evidenza il suono di Moussay.</p>
<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2014/11/moderato.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-5460" title="moderato" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2014/11/moderato-1024x1024.jpg" alt="" width="460" height="460" /></a></p>
<p>Tre compositori poco noti rivivono nell&#8217;esperienza di un duo dalle ottime capacità tecniche e interpretative. Sono George I. Gurdjieff, Komitas e Federico Mompou. Per molti versi la loro musica rivela influenza dall’est, sia in termini di relazione con le tradizioni popolari e la musica religiosa, sia da un punto di vista filosofico. A eseguire i loro brani la violoncellista tedesca Anja Lechner ed il pianista francese François Couturier.  I  percorsi che hanno avvicinato i due musicisti a questo progetto sono differenti. La Lechner è una musicista classica con un forte interesse per l’improvvisazione e Couturier è un musicista jazz che viaggia sempre più al di fuori di questi confini. Il repertorio di Moderato cantabile<em> </em>ha dei punti in comune con il lavoro che Anja Lechner aveva svolto sulla musica di Gurdjieff nel precedente <em>Chants, Hymns and Dances</em> (con Vassilis Tsabropoulos), mentre Couturier ha una lunga esperienza sulla musica di Mompou. Il pianista, che firma i brani Solei Rouge e Papillon è stato inoltre influenzato dalle sonorità del medio oriente per via della sua collaborazione con Anouar Brahem. E&#8217; un album con sonorità prevalentemente classiche: da segnalare Chinar Es di Komitas e la Night Procession di Gurdjieff.</p>
<p>Michele Manzotti</p>
<p>&nbsp;</p>
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