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	<title>il popolodelblues &#187; Rivista elettronica fondata da Ernesto de Pascale articoli, recensioni, link, informazioni su artisti eventi</title>
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		<title>Paul Simon, opening act James Taylor, Hyde Park, Londra, 15 luglio 2018</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jul 2018 10:36:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Manzotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concerti]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Hyde Park]]></category>
		<category><![CDATA[james taylor]]></category>
		<category><![CDATA[Londra]]></category>
		<category><![CDATA[Paul Simon]]></category>

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		<description><![CDATA[L'ultimo concerto europeo della carriera dell'artista]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2018/07/simon.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-14383" title="simon" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2018/07/simon-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p>www.paulsimon.com</p>
<p>www.jamestaylor.com</p>
<p>Forse è stato il suo ultimo concerto in Europa e uno degli ultimi in assoluto (a settembre sono previste quattro date negli Stati Uniti). Almeno cosi è stato annunciato da lui stesso anche se uscirà un nuovo disco a settembre. Fatto sta che Paul Simon, uno dei grandi autori del songbook mondiale del secondo Novecento, ha voluto proporre ad Hyde Park (e due giorni prima a Dublino) due ore e un quarto di concerto dove ha inserito la sua storia musicale. Principalmente le due facce della medaglia: quella melodica in gran parte proposta nel duo con Art Garfunkel, e quella più legata al ritmo partita con le sonorità etniche di Graceland.</p>
<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2018/07/taylor1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-14384" title="taylor1" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2018/07/taylor1-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p>La serata di Hyde Park vedeva inoltre comprimari di lusso nei set di apertura: la splendida Bonnie Raitt e un altro protagonista della canzone americana come James Taylor. Proprio la presenza di Taylor ha consentito al pubblico di poter godere di una serata basata su melodie conosciute se non familiari. Già un brano come You&#8217;ve Got a Friend scritto da Carole King è stato cantato dal pubblico (40mila persone stimate), ma anche Mexico, l&#8217;iniziale Carolina on my mind, Something in The Way She Moves e How Sweet Is it posta in chiusura hanno dato vita a una forte partecipazione emotiva.</p>
<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2018/07/simon1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-14385" title="simon1" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2018/07/simon1-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p>Una sensazione che si è fatta più forte grazie a Simon e al suo gruppo formato principalmente da giovani musicisti di livello. La partenza è stata affidata quasi a bassa voce ad America, seguita da Fifty Ways to Leave Your Lover, dando così l&#8217;avvio a una serie di melodie costruite con arte e gusto tanto da aver fatto storia. Una scaletta in cui Simon ha voluto comunque sottolineare dal palco come avesse scelto brani per far ballare gli spettatori. Quindi ecco Graceland, Diamonds on The Soles of Her Shoes, Mother and Child Reunion, Me and Julio Down By The Schoolyard per muoversi e all&#8217;occorrenza scatenarsi. Poi le melodie immortali come Bridge Over Troubled Water sottolineata dagli archi, Still Crazy After All These Years e le visioni di Spirit Voices. Ventisei brani in tutto, fra cui cinque bis. E che bis! Homeward Bound che dà il titolo al tour, Kodachrome, American Tune basata su un corale di Bach. Infine altri due classici intonati immancabilmente dal pubblico: The Boxer e la conclusiva The Sound of Silence. Nessuno sarebbe voluto andare via.</p>
<p>Michele Manzotti</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Andrea Zonn &#8211; Rise</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Nov 2015 22:32:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Manzotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dischi]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Americana]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Zonn]]></category>
		<category><![CDATA[Illinois]]></category>
		<category><![CDATA[james taylor]]></category>

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		<description><![CDATA[Nuovo lavoro della cantante e violinista dell'Illinois]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2015/11/andrea-zonn.jpg"><img class="alignnone  wp-image-7861" title="andrea zonn" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2015/11/andrea-zonn.jpg" alt="" width="440" height="375" /></a></p>
<pre>(Compass / Ird)</pre>
<pre>www.andreazonn.com</pre>
<p>Cantante e violinista, Andrea Zonn è nota per aver affiancato musicisti importanti in tour e su disco. Ricordiamo la sua presenza sul palco al fianco di James Taylor negli ultimi tour.  Ma Andrea Zonn, proveniente da Urbana, Illinois, è anche compositrice incidendo Rise per la Compass, etichetta di Nashville. Il suo suono risente molto della vicinanza con il cantatutorato americano senza abbandonare atmosfere tradizionali. Il risultato è quello di un album gradevole, dove la melodia è molto curata così come la parte strumentale con (ovviamente) il violino in evidenza. Citiamo tra i migliori brani Another Side Of Home (forse il più vicino alle sonorità abituali di James Taylor), No Reason To Feel Good, la ballata Let Them Go,  Where The Water Meets The Sky, la conclusiva Ships. Sicuramente una bella soddisfazione per chi una volta tanto, abituata a un partenariato seppur di lusso, emerge come protagonista.</p>
<p>Michele Manzotti</p>
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		<title>James Taylor: &#8220;Sono un musicista fortunato&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Apr 2015 17:52:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Manzotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[james taylor]]></category>

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		<description><![CDATA[A colloquio con il songwriter alla vigilia del tour italiano]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2015/04/taylor.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-6363" title="taylor" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2015/04/taylor-678x1024.jpg" alt="" width="460" height="694" /></a></p>
<pre>www.jamestaylor.com</pre>
<p>Le sue canzoni hanno attraversato decenni. Brani sempre attuali e affascinanti, colonna sonora di molti . James Taylor, songwriter di classe, torna ad aprile in Italia per un tour che prevede sei date: 18 Torino, 19 Roma, 21 Firenze, 22 Trieste, 24 Padova, 25 Milano (info <a href="http://www.dalessandroegalli.com">www.dalessandroegalli.com</a>)</p>
<p><strong>Mr. Taylor, lei ama inserire date italiane nei suoi tour mondiali. C&#8217;è qualcosa che l&#8217;attira particolarmente del nostro Paese?</strong></p>
<p dir="ltr">«Io ho un grande seguito negli Stati Uniti, in Inghilterra, Irlanda, Scozia, Filippine. Tutte nazioni che sono di madre lingua inglese o che hanno l&#8217;inglese come lingua ufficiale. Poi ci sono delle situazioni bellissime per quanto mi riguarda in altre due parti del mondo: il Brasile e l&#8217;Italia. Questo è esaltante, ma anche un mistero dato che per me i testi delle canzoni sono importanti tanto quanto la musica».</p>
<p dir="ltr"><strong>Forse perché i testi vengono scoperti dopo che l&#8217;ascoltatore è rimasto colpito dalla musica?</strong></p>
<p dir="ltr">«Penso sia proprio così. Fatto sta che il mio rapporto con l&#8217;Italia è molto intenso. Grazie agli amici che ogni anno mi invitano a suonare e a un pubblico che mi dà molto calore. Poi suonare in città come Roma e Firenze è sempre bello per un americano».</p>
<p dir="ltr"><strong>Lei ha una lunga carriera, le piace ancora fare il musicista oggi?</strong></p>
<p dir="ltr">«Mi ritengo una persona molto fortunata. Innanzituto perché i musicisti che mi accompagnano sono straordinari, una vera e propria all star band. Quando non suonano con me fanno tour per conto loro e sono veramente fantastici. Inoltre sono amici e quindi si è instaurara un&#8217;alchimia molto bella con loro.  Poi c&#8217;è un altro aspetto positivo».</p>
<p dir="ltr"><strong>Quale?</strong></p>
<p dir="ltr">«A me piace tantissimo suonare dal vivo. E&#8217; un rapporto di scambio importante con il pubblico. Poter vedere la gente, darle la possibilità di divertirsi per quanto mi riguarda è il modo migliore per continuare questa attività».</p>
<p dir="ltr"><strong>Ha scritto tante canzoni importanti, le piace ancora comporre?</strong></p>
<p dir="ltr">«La scrittura di un brano per me è come risolvere un puzzle. Prima bisogna trovare un senso, poi piano piano mettere a posto tutti i pezzi. Ma alla fine quando è completato c’è una grande soddisfazione. Scrivere una canzone è un po’ così. Si lavora molto sui testi, sulla musica mettendo in ordine i vari frammenti e la sensazione finale è bellissima. Io e mia moglie conduciamo una vita molto intensa, anche perché abbiamo due gemelli di 14 anni. Trovare il tempo per scrivere non è sempre facile».</p>
<p dir="ltr"><strong>E in concerto cosa presenterà?</strong></p>
<p dir="ltr">«Sta per uscire un album, quindi almeno quattro canzoni nuove saranno in scaletta. Quindi dieci brani conosciuti che non posso non eseguire, dato che il pubblico viene per sentire i miei classici. Infine altri pezzi scelti insieme ai miei musicisti in base ai nostri gusti. Tra l’altro sarò accompagnato da una band di otto elementi, tre cantanti e cinque strumentisti oltre a me. E’ la prima volta che vengo in Italia con un gruppo così numeroso, ci sarà da divertirsi».</p>
<p dir="ltr"><strong>Un’ultima curiosità, nel suo sito lei tiene lezioni gratuite di chitarra. Come le è venuta questa idea?</strong></p>
<p dir="ltr">«Avevo saputo che le mie canzoni erano prese a modello da alcuni insegnanti per la loro tecnica chitarristica. Così ho pensato che poteva essere utile farlo di persona. Periodicamente registro un video che poi viene inserito nel sito. Sono convinto che sia giusto a un certo punto condividere le proprie conoscenze con i più giovani».</p>
<p dir="ltr">Michele Manzotti</p>
<p dir="ltr">
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