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	<title>il popolodelblues &#187; Rivista elettronica fondata da Ernesto de Pascale articoli, recensioni, link, informazioni su artisti eventi</title>
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		<title>The Manhattan Transfer, Ravenna Jazz, Teatro Alighieri, Ravenna, 10 maggio 2018</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2018 07:43:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Manzotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concerti]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[jazz]]></category>
		<category><![CDATA[Manhattan Transfer]]></category>
		<category><![CDATA[Ravenna]]></category>

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		<description><![CDATA[Il gruppo vocale festeggia con un tour i 45 anni di attività]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2018/05/20180510_222635.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-13911" title="20180510_222635" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2018/05/20180510_222635-1024x576.jpg" alt="" width="460" height="258" /></a></p>
<div id="m8521572701718526181">
<pre>manhattantransfer.net</pre>
<div>
<p>Il pensiero è stato rivolto più volte al fondatore. A quel Tim Hauser che ebbe l&#8217;idea nei primi anni &#8217;70 e che è scomparso alcuni anni fa. Poteva essere un episodio che avrebbe decretato la fine di una bella avventura musicale. Invece i Manhattan Transfer continuano a incidere dischi e a fare concerti con la stessa passione da 45 anni. Ovviamente, trattandosi di un gruppo vocale, il timbro non è più quello di una volta, ma la professionalità è intatta tanto da conquistare il pubblico che ha affollato il Teatro Alighieri di Ravenna. L&#8217;appuntamento con il quartetto americano era infatti tra quelli di maggior richiamo per Ravenna Jazz 2018 grazie una formula che negli anni ha pescato a piene mani da un repertorio ampio, sviluppando la tradizione doo wop e viaggiando di volta in volta su altri territori.</p>
<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2018/05/tmt-ravenna.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-13915" title="tmt-ravenna" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2018/05/tmt-ravenna-1024x575.jpg" alt="" width="460" height="258" /></a></p>
<p>La formazione (Cheryl Bentyne, Janis Siegel, Alan Paul e Trist Curless che ha sostituito Hauser) ha puntato principalmente sui grandi classici lasciando spazio però anche al nuovo disco The Junction appena uscito. Tra i brani di quest&#8217;ultimo la versione di Cantaloop Island di Herbie Hancock integrata dall&#8217;hip hop degli Us3, Sometimes I Do scritta dal produttore Mervyn Warren e una rivisitazione dello standard Tequila. Poi gli esempi di vocalese (non tratti però dall&#8217;album che porta questo nome) come Corner Pocket di Count Basie e l&#8217;omaggio ai cento anni di Ella Fitzgerald con A-Tisket, A-Tasket. Infine i brani più conosciuti dei loro inizi: quelli dal primo album That Cat Is High, Tuxedo Junction, Operator, Candy, Java Jive e altri dal secondo dedicati espressamente ad Hauser (On a Little Street in Singapore, Ponciana).</p>
<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2018/05/tmt-ravenna1.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-13916" title="tmt-ravenna1" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2018/05/tmt-ravenna1-1024x575.jpg" alt="" width="460" height="258" /></a></p>
<p>Ad accompagnare il gruppo il trio condotto dal pianista e fedele collaboratore dei Manhattan Transfer Yaron Gershovsky, un musicista di grande valore al quale sono stati affiancati il contrabbassista Boris Kozlov e il batterista Ross Pederson, elementi che si sono limitati a un buon lavoro ma senza particolari guizzi. Dicevamo delle voci: fra le tre storiche Cheryl Bentyne è stata quella che ha mostrato più energia e sicurezza nel timbro riproponendo i suoi celebri acuti. Janis Siegel e Alan Paul hanno anima da vendere per supplire ad alcuni cali di potenza. Esame superato per Trist Curless che ha mostrato di essere entrato nello spirito del quartetto. Un mix di bravura tecnica e visione di spettacolo a 360 gradi formula del successo pluriennale. Un&#8217;ora e quaranta di musica con fuori programma praticamente d&#8217;obbligo per completare i festeggiamenti. La versione di Birdland dei Weather Report (Siegel travolgente) e Soul Food to Go, versione di Sina scritra da Djavan dall&#8217;album Brasil con la registrazione della voce di Hauser in ricordo di chi ha segnato dall&#8217;inizio una storia ancora viva.</p>
<p>Michele Manzotti</p>
</div>
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		<title>Manhattan Transfer: &#8220;Ecco il nostro nuovo album&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Jul 2017 13:18:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Manzotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[jazz]]></category>
		<category><![CDATA[Manhattan Transfer]]></category>

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		<description><![CDATA["The Junction uscirà in ottobre" spiega Alan Paul]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2017/07/Manhattan_2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-11978" title="manhattan_2" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2017/07/Manhattan_2-203x300.jpg" alt="" width="203" height="300" /></a></p>
<pre>http://manhattantransfer.net</pre>
<p>Tre date per festeggiare 45 anni di carriera. Ecco il regalo dei Manhattan Transfer al pubblico italiano. Cheryl Bentyne, Alan Paul, Janis Siegel e Trist Curless (che ha preso il posto del compianto Tim Hauser). Incontriamo Alan Paul in occasione della data di Rovigo successiva a quella di Pescara e precedente a quella di Cosenza, concentrate tra il 14 e il 17 luglio.</p>
<p><strong>Dopo tanti anni di carriera, quali canzoni scegliete quando andate in scena?</strong></p>
<p>&#8220;Il nostro obiettivo è quello di portare il pubblico in un viaggio musicale in tanti modi diversi. Tentiamo di rappresentare i vari periodi e stili di musica che abbiamo affrontato e inciso. Ogni concerto ha una propria scaletta&#8221;</p>
<p><strong> Negli anni passati il gruppo si è focalizzato in repertori differenziati. Quale progetto avete attualmente?</strong></p>
<p>&#8220;Abbiamo un nuovo disco che uscirà in ottobre &#8216;The Junction&#8221; che rappresenta la nuova tendenza dei Manhattan Transfer con me Janis Siegel, Cheryl Bentyne e il nostro nuovo componente Trist Curless. L&#8217;album è prodotto da Merv Warren e sarà un mix di stili (electro swing, jazz, pop, linguaggi brasiliani e latini) e un tocco di colonne sonore del cinema noir&#8221;.</p>
<p><strong>Il vostro strumento è il più naturale. Qual è il segreto per mantenere la voce ai livelli per cui siete conosciuti?</strong></p>
<p>&#8220;E&#8217; molto complesso perché le nostre corde vocali fanno parte del corpo. Come cantanti è necessario quindi non ammalarsi: poi ci vuole molta autodisciplina e allenamento sia per il corpo sia per la voce. E poi bisogna fare una buona dormita la notte precedente al concerto&#8221;.</p>
<p><strong>Quali musicisti avete con voi nel tour italano?</strong></p>
<p>&#8220;Il nostro direttore musicale da 38 anni Yaron Gershovsky al piano insieme a Boris Karlov al basso e Ross Pederson alla batteria&#8221;.</p>
<p><strong>Dopo la scomparsa del componente fondatore Tim Hauser avete immediatamente deciso di andare avanti?</strong></p>
<p>&#8220;Sinceramente non sapevamo cosa fare. E&#8217; stato un periodo difficile, con tante cose da fare e concerti che dovevamo onorare. Invece di cancellare tutto abbiamo preferito condividere le nostre sensazioni con il pubblico e fare in modo che la nostra musica e l&#8217;eredità di Tim potessero continuare&#8221;.</p>
<p>Michele Manzotti</p>
<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2017/07/Manhattan-Transfer-by-John-Abbott-Comp.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-11979" title="manhattan-transfer-by-john-abbott-comp" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2017/07/Manhattan-Transfer-by-John-Abbott-Comp-300x199.jpeg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
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