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	<title>il popolodelblues &#187; Rivista elettronica fondata da Ernesto de Pascale articoli, recensioni, link, informazioni su artisti eventi</title>
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		<title>Le produzioni Tǔk Music  2</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2020 18:36:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Manzotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Special]]></category>
		<category><![CDATA[Dino Rubino]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Bardoscia]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Fresu]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Cipelli]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Tamborrino]]></category>
		<category><![CDATA[tuk music]]></category>

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		<description><![CDATA[Stefano Tamborrino, Dino Rubino, Roberto Cipelli con Paolo Fresu, Marco Bardoscia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2020/11/seacup-ok.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-19478" title="TUK041 - SEACUP - COVER CD.indd" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2020/11/seacup-ok-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p><strong>Stefano Tamborrino &#8211; Seacup</strong></p>
<p>&#8220;Sono quasi Gesù, posso quasi camminare sulle acque&#8221;. E&#8217; lo stesso Tamborrino a scrivere questa frase nel libretto del disco. Non pensiamo sia un impeto di immodestia, dato che l&#8217;ultima traccia ha come titolo proprio &#8220;Almost Jesus&#8221;. Compositore, batterista, protagonista anche alla voce e all&#8217;elettronica, Tamborrino ha pensato a una produzione dove gli archi sono protagonisti di una lunga suite dove l&#8217;elemento aquatico si insinua nei movimenti degli strumenti. Lunghe note (Coda), disegni talvolta spezzati dal ritmo (Olifante / The Kinzelman e Jakarta). Una costruzione complessa più vicina alla musica colta tra contemporaneità ed echi di secoli passati (Noli Me Tangere). Ambiziosa, ma efficace.</p>
<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2020/11/TUK040-time-of-silence-COVER-CD.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-19479" title="TUK040 - time of silence - COVER CD.indd" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2020/11/TUK040-time-of-silence-COVER-CD-300x294.jpg" alt="" width="300" height="294" /></a></p>
<p><strong>Dino Rubino &#8211; time of silence</strong></p>
<p>Non sappiamo a quale silenzio si voglia riferire il pianista e compositore DIno Rubino con questo disco. L&#8217;impressione che abbiamo avuto è quella di uno stile basato sulla forza della melodia, su una formazione sostanzialmente tradizionale (quartetto con sax di Emanuele Cisi, contrabbasso di Paolino Dalla Porta, batteria di Enzo Zirilli), lontano da dinamiche forti e sperimentazioni esagerate che sono il contrario del silenzio. Così ci possiamo godere le dieci tracce, magari davanti a un camino, proprio per il loro modo elegante di porsi all&#8217;ascolto. Claire, Just Blue, Owl in The Moon, Willow Weep ne sono ottimi esempi.</p>
<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2020/11/nash-ok.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-19480" title="TUK039 - EQUILIBRIO DI NASH - COVER CD.indd" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2020/11/nash-ok-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p><strong>Roberto Cipelli with Paolo Fresu &#8211; L&#8217;equilibrio di Nash</strong></p>
<p>Di melodia ce n&#8217;è molta anche in questo lavoro del pianista Roberto Cipelli insieme alla tromba e al flicorno di Paolo Fresu (che, non dimentichiamolo, è l&#8217;anima di questa etichetta). E anche di eleganza da parte dei due musicisti, con quella di Cipelli evidenziata anche dal suono del pianoforte Fazioli. Il progetto del pianista vede la proposta di diciassette tracce tra originali e standard (tra questi alcuni brani di Claudio Monteverdi). Come spesso accade in queste pagine ci piace segnalare i primi, che denotano un musicista di grande esperienza: il canto di Donna Dona, il contrappunto di Strategia 1, 2 e 3, la solennità cantabile di Stillness (dove compare anche il Fender Rhodes), la traccia titolo.</p>
<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2020/11/TUK037-THE-FUTURE-IS-A-TREE-COVER-CD_v2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-19481" title="TUK037 - THE FUTURE IS A TREE - COVER CD_v2.indd" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2020/11/TUK037-THE-FUTURE-IS-A-TREE-COVER-CD_v2-300x296.jpg" alt="" width="300" height="296" /></a></p>
<p><strong>Marco Bardoscia &#8211; The Future is a Tree</strong></p>
<p>Le prime quattro tracce del disco del contrabbassista (in trio con William Greco al pianoforte e Dario Congedo alla batteria) sono dedicate alle quattro stagioni con il ciclo che parte dall&#8217;estate. Un modo per introdurci al tema dell&#8217;album: quello del rispetto per la natura e della visione piena di speranza di un futuro verde nel senso più ampio del termine Le stagioni, tempo cronologico, lasciano poi spazio ad altre tracce dedicate a quello meteorologico con l&#8217;elemento del vento in primo piano. Le stagioni formano una suite con molte idee melodiche e un dialogo efficace tra gli strumenti. Segnaliamo anche l&#8217;atmosfera brasiliana del Chorino delle foglie volanti e il ritmo di Segnavento per un lavoro complessivo di qualità.</p>
<p>Michele Manzotti</p>
<p><strong><em>www.tukmusic.com</em></strong></p>
<p><strong><em>Distribuzione Ducale Music</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Bardoscia, Alborada, Marcotulli &#8211; Trigono</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Oct 2016 16:46:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Manzotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dischi]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[jazz]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Bardoscia]]></category>
		<category><![CDATA[Quartetto Alborada]]></category>
		<category><![CDATA[Rita Marcotulli]]></category>

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		<description><![CDATA[Un quartetto d'archi incontra solisti jazz]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2016/10/Trigono.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-10001" title="Trigono" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2016/10/Trigono.jpg" alt="" width="469" height="441" /></a></p>
<pre>(Tǔk Music)</pre>
<pre>www.tukmusic.com</pre>
<p>&#8220;L’incontro del Quartetto d’archi Alborada, Rita Marcotulli e Marco Bardoscia è nato da una comunione di intenti e gusti musicali che spaziano dal repertorio classico e contemporaneo al jazz con una forte impronta di ogni componente del gruppo che rende quindi originale il repertorio e unico nel suo genere. In astrologia il trigono è considerato il più armonico e quindi favorevole tra gli aspetti. Indica un&#8217;integrazione positiva tra le caratteristiche simboleggiate dai pianeti che lo formano, anche quando esse sono assai diverse tra loro o addirittura contrastanti, questa è proprio l’essenza della musica che ne scaturisce”. Sono parole della violinista Sonia Peana per introdurre il progetto che vede un quartetto d&#8217;archi, quindi una formazione legata al mondo classico, legarsi a due jazzisti come Rita Marcotulli al piano e Marco Bardoscia al contrabbasso.  Il percorso di Trigono vede infatti musica colta e jazz cercarsi dove l&#8217;invenzione melodica e la prassi contrappuntistica sono ben presenti per trattarle in un&#8217;atmosfera condivisa. Il gioco delle parti funziona e vede in Rappresenta, Farfalla / Peace, Ninna Nanna per la piccola Sara, J&#8217;adore la pluie i momenti migliori.</p>
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