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	<title>il popolodelblues &#187; Rivista elettronica fondata da Ernesto de Pascale articoli, recensioni, link, informazioni su artisti eventi</title>
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		<title>Mike Wheeler Band – Chicago Blues</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 19:09:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvano Brambilla</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[blues]]></category>
		<category><![CDATA[Delmark]]></category>
		<category><![CDATA[Mike Wheeler Band]]></category>

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		<description><![CDATA[Nuovo album per Mike Wheeler, uno degli "ambasciatori" del Chicago blues.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2026/09/Mike_Wheeler_Band_Chicago_Blues.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-27852" title="mike_wheeler_band_chicago_blues" src="https://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2026/09/Mike_Wheeler_Band_Chicago_Blues-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<pre>Delmark Records</pre>
<pre>www.delmark.com</pre>
<pre>www.mikewheelerband.com</pre>
<p>Mike Wheeler si può definirlo un ambasciatore del Chicago blues e tutto quello che ne conviene. È nato in quella città sessantacinque anni fa, e musicalmente è stato influenzato da sua madre che ascoltava dischi di blues, soul e r&amp;b. La sua carriera ha avuto inizio con un ex pianista di Muddy Waters, Lovie Lee, poi passa da una blues band all’altra, dal vivo lo si vede con, Koko Taylor, Buddy Guy, Shemekia Copeland, Jimmy Johnson e altri, e non c’è un locale della città dove non ha suonato. Per un musicista con tanta determinazione è scontato che il proseguo prenda la piega da band leader, così all’inizio di questo secolo fonda la, Mike Wheeler Band e il primo disco che ha ricevuto consensi ovunque, Self Mad Man, è stato pubblicato dalla storica Delmark Records, anch’essa di Chicago, etichetta alla quale è rimasto legato anche per questo disco, che lo ha intitolato, Chicago Blues. Intitolazione certamente canonica, ma è il ribadire, perché no, anche alle nuove generazioni, della sua posizione di portavoce del progressivo sviluppo del seminale stile elettrificato del blues, dalle radici alla contemporaneità. Tutto parla di Chicago dunque, ma non è diventato solo un idolo locale, la sua nomea si è rafforzata anche a livello internazionale. Anche questa estate ha suonato in vari Festival europei, ma non, ormai è una triste consuetudine, in Italia. La sua band include i musicisti, Larry Williams voce e basso, Brian James tastiere, Cleo Cole batteria. Con uno stile chitarristico fluido e mai votato all’eccesso e una voce conforme alla causa, Mike Wheeler &amp; Band, obbligano l’ascolto di, Here I Am, dove la relazione fra passato e presente è soddisfacente, di, Brand New Cadillac, un blues-rock, di, A Blind Man Can See, uno slow blues dalla notevole interazione chitarra piano. Ci sono anche degli ospiti, il primo in ordine di apparizione è l’armonicista Omar Coleman nella title track, poi Dave Specter chitarra e Roosevelt Purifoy piano, sono complici della personale rivisitazione di, Serves Me Right To Suffer, del grande Percy Mayfield (da non confondere con, It Serve You Right To Suffer di John Lee Hooker). Dopo la prima traccia, tornano i fiati in una venatura r&amp;b, That’s What Love Will Make You Do. Nel 2014 Mike Wheeler è stato inserito nella Chicago Blues Hall of Fame come Master Blues Artist.</p>
<p>Silvano Brambilla</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tracce</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Turn Up!</p>
<p>Here I Am</p>
<p>Yeah!</p>
<p>Chicago Blues</p>
<p>Brand New Cadillac</p>
<p>A Blind Man Can See</p>
<p>Serves Me Right To Suffer</p>
<p>That’s What Love Will Make You Do</p>
<p>&nbsp;</p>
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