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	<title>il popolodelblues &#187; Rivista elettronica fondata da Ernesto de Pascale articoli, recensioni, link, informazioni su artisti eventi</title>
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		<title>Lino Vairetti: &#8220;Ecco la nostra napoletanità in musica&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2016 20:31:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pdb</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Lino Vairetti]]></category>
		<category><![CDATA[Osanna]]></category>
		<category><![CDATA[progressive rock]]></category>
		<category><![CDATA[Rock]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista al leader degli Osanna in occasione della data con la Nccp]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2016/12/Lino-Vairetti-Osanna-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-10521" title="Lino Vairetti  Osanna 2" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2016/12/Lino-Vairetti-Osanna-2.jpg" alt="" width="500" height="318" /></a></p>
<p>Lino Vairetti continua a essere il motore degli Osanna. Il gruppo rock formatosi a Napoli nel 1971, ha inciso dischi divenuti fondamentali per la musica italiana come Palepoli, L’uomo, Milano Calibro Nove. La Napoli rock si accompagna a quella della tradizione rappresentata dalla Nccp (Nuova Compagnia di Canto Popolare) in un tour che ha toccato varie tappe italiane. Incontriamo Vairetti, voce della formazione, poco prima della data fiorentina al Teatro Puccini.</p>
<p><strong>Come è nata questa avventura?</strong></p>
<p>«Grazie a un’idea del nostro manager Rolando D’Angelis che voleva portare in tour due gruppi che rappresentassero la napoletanità. In più c’è la ricorrenza dei 50 anni della Nccp. Ci sarà prima un loro set prevalentemente acustico, poi quello nostro elettrico».</p>
<p><strong>Ci saranno momenti in comune sul palco?</strong></p>
<p>«Al termine faremo sei brani insieme, mezz’ora in tutto. Sarà un esperimento ma può darsi che diventi un progetto discografico insieme».</p>
<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2016/12/Vairetti.jpg"><img class="alignnone  wp-image-10522" title="Vairetti" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2016/12/Vairetti.jpg" alt="" width="482" height="321" /></a></p>
<p><strong>Negli anni ’70 Osanna e Nccp si frequentavano da un punto di vista artistico?</strong></p>
<p>«I pubblici erano diversi, ma spesso eravamo entrambi nei cartelloni dei Festival de l’Unità. Poi ero molto amico di componenti del gruppo come Eugenio Bennato e Patrizio Trampetti che suonava il rock prima di affrontare la musica popolare. In quel periodo lanciai anche il progetto Città Frontale con alcuni ex Nccp e gli inglesi Amazing Blondel».</p>
<p><strong>Come si presentano attualmente in concerto gli Osanna?</strong></p>
<p>«L’attuale formazione vede me come unico componente storico insieme al batterista Gennaro Barba, che è con me da molti anni, oltre a un gruppo di musicisti più giovani. Presenteremo il nostro nuovo album, Pape Satan Aleppe, ispirato all’Inferno di Dante»</p>
<p><strong>Cosa vuol dire Firenze per lei e per la storia del gruppo?</strong></p>
<p>«Un concerto dedicato interamente a Palepoli che facemmo nel 1973. Recentemente siamo tornati con le Orme per sostituire i New Trolls in una serata al Viper. Ma lo ritengo un fatto occasionale e considero questa occasione come il nostro ritorno autentico».</p>
<p>Michele Manzotti</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>&#8220;Prima che conoscessi Ernesto de Pascale&#8221; di Luca Lupoli</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Feb 2014 22:01:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Lupoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[The state I'm in]]></category>
		<category><![CDATA[Diskemporium]]></category>
		<category><![CDATA[ernesto de pascale]]></category>
		<category><![CDATA[King Crimson]]></category>
		<category><![CDATA[Lucio Battisti]]></category>
		<category><![CDATA[Moody Blues]]></category>
		<category><![CDATA[Osanna]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Disco]]></category>
		<category><![CDATA[Sensation's Fix]]></category>
		<category><![CDATA[Space Electronic]]></category>

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		<description><![CDATA[Luca Lupoli ricorda Ernesto de Pascale e la musica dei primi anni '70 vissuta a Firenze e in Versilia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2014/02/Ernesto-De-Pascale-foto-M.Quinti.jpg"><img class="alignnone  wp-image-3461" title="Ernesto De Pascale - il popolo del blues - ci manchi tantissimo" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2014/02/Ernesto-De-Pascale-foto-M.Quinti.jpg" alt="" width="388" height="583" /></a></p>
<p><em>Ernesto de Pascale (c) Marco Quinti</em></p>
<p><span class="dropcap inverted">I</span>l primo vinile 33 giri che ricordo d’aver comprato fu “Johnny Winter And” Live, in un negozio storico della Firenze degli anni 60-70, Diskemporium, e lo pagai la favolosa cifra di 3300 lire, grosso modo 80 bicchieri di spuma bionda, drink molto popolare all&#8217;epoca (all&#8217;incirca 1971) tra gli adolescenti. Si scivolava sui sanpietrini in centro quando pioveva, e nei miei ricordi quel disco lo comprai di pomeriggio, in inverno, e il Diskemporium stava in una stradina dietro piazza del Duomo, via dello Studio. Probabilmente pagai quella cifra anche con qualche biglietto da 500 lire cartaceo, di quelli che rimpiazzavano – illegalmente – la valuta mancante. Senza far torto ad altri negozi illustri, per esempio il vecchio Ricordi, dove comprai qualche disco di Zappa, il Sala Disco di via Zannetti, una contrada di via Cerretani, che sarebbe diventata la nostra base per diversi anni, Nardi in via Gioberti, il Diskemporium era un luogo “cult”, vecchio e passabilmente polveroso, tenuto da una coppia di signori passabilmente anziani. Scomparse anche rapidamente il Diskemporium, ma oggi con la moda “vintage” sarebbe stato un successone. A casa avevo già “Lizard” dei King Crimson, il primo di Santana e probabilmente “Tarkus” di Emerson, Lake and Palmer e tonnellate di dischi del più grande rhythm&#8217;n'blues man italiano, Lucio Battisti. Questi erano long-playing – ossia 33 giri – ma la mia educazione musicale si fece attraverso i 45 giri, in voga all&#8217;epoca, che agli &#8216;inizi compravo da una signora che teneva un negozio d&#8217;elettrodomestici, in Versilia, perché in inverno si studiava e d&#8217;estate si mangiava la pizza, si beveva la Coca Cola e si ascoltava la musica. Invece che Gianni Morandi, Sergio Bruni e Orietta Berti, Vanilla Fudge (Some Velvet Morning), Moody Blues (On the Thresehold of a Dream), Beatles ovviamente, con una canzone – Come Together – che sarebbe stata rivalutata negl&#8217;anni e Jimi Hendrix con Crosstown Traffic. Quando mori&#8217;, nel settembre del 1970, a me bambinetto dodicenne sembro&#8217; che l&#8217;umanità, almeno quella musicale, avesse perso qualcosa. In anni politicamente assai complessi, la musica rock si ramificava in varie escrescenze. A Viareggio resisteva il Piper 2000, a Firenze lo Space Electronic (nel quale i Sensation&#8217;s Fix avrebbero presenziato per anni) ma anche un serissimo cinema riconvertito al rock: l&#8217;Astoria in via Aretina. Al Piper giravano gruppi Italiani non male: gli Osanna (L&#8217;uomo), i New Trolls (Concerto Grosso), due nomi in quella vasta marea che era il pop italiano. Degli Osanna ricordo gl&#8217;assoli con i due sax d&#8217;Elio D&#8217;Anna – non era il primo a farlo, Nico Di Palo dei New Trolls gl&#8217;assoli con la chitarra dietro alla schiena, neanche lui era il primo a farlo. A parte gli scimmiottamenti, per quell&#8217;epoca era tanta roba. Il morbo della musica nera era già presente: alle feste si portavano i 45 giri di James Brown (Sex Machine) e Joe Tex (I Gotcha). Ma la svolta sarebbe venuta con un mitico concerto di Rory Gallagher al Piper 2000.</p>
<p>Questo fu prima che conoscessi Ernesto. Ho voluto condividere questi ricordi personali perchè quando incontravo Ernesto spessissimo rievocavamo quei momenti che adesso sembrano terribilmente lontani, quasi improbabili, affascinati come siamo, ma anche soffocati, dalla modernità. Con Ernesto se n&#8217;è andato via un pezzo della mia giovinezza, certo molti altri “pezzi” sono vivi e vegeti e lo saranno ancora a lungo, ma quel “pezzo” non lo ritrovero mai, era un pezzo unico di valore incalcolabile.</p>
<p>Luca Lupoli</p>
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