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	<title>il popolodelblues &#187; Rivista elettronica fondata da Ernesto de Pascale articoli, recensioni, link, informazioni su artisti eventi</title>
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		<title>Gaetano Nicosia &#8211; Io Sono Chiunque</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Oct 2025 19:43:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Romeo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dischi]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Gaetano Nicosia]]></category>
		<category><![CDATA[Materiali Sonori]]></category>
		<category><![CDATA[punk]]></category>
		<category><![CDATA[Rock]]></category>

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		<description><![CDATA[ Io Sono Chiunque, interessante progetto di Gaetano Nicosia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2025/10/Gaetano-Nicosia-Io-Sono-Chiunque.-2024..jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-27057" title="gaetano-nicosia-io-sono-chiunque-2024" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2025/10/Gaetano-Nicosia-Io-Sono-Chiunque.-2024.-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<pre>Materiali Sonori</pre>
<pre>https://www.facebook.com/gaetanonicosiamusic</pre>
<pre>https://www.instagram.com/gaenicosia/</pre>
<pre>www.materialisonori.it</pre>
<p>Gaetano Nicosia è un avvocato milanese, per più di vent’anni impegnato in una serie di importanti vicende giudiziarie legate alle mafie, e la cui vena cantautorale fortemente intrisa di tematiche sociali e politiche, esplosa con il precedente album Sparare a Vista si riconferma, ed anzi si irrobustisce decisamente, grazie alle nove tracce di Io Sono Chiunque. Volendo cercare dei riferimenti musicali risulta evidente un’attitudine punk aspra, ruvida, diretta e pungente che rimanda ai primi CCCP, non fosse che per la voce, caustica, del protagonista, per le chitarre grezze, distorte, ma sempre dritte, lontane da qualsiasi virtuosismo, e per le ritmiche frammentate, nervose, irrequiete e mai lineari. Poi ci sono le parole, la loro importanza, il loro peso: i testi di Nicosia sono prese di posizione, accuse, ma anche dialoghi con la propria e con l’altrui coscienza, una serie di squarci visuali sul mondo reale attraverso immagini fosche, crude ma assolutamente realistiche figlie anche, forse, di un vissuto professionale in cui la realtà è stata si osservata dall’esterno ma anche attraversata, raccogliendo lungo il percorso suggestioni, sensazioni, ma soprattutto scorie e sofferenze. Ed infine l’attualità, perché Nicosia non affronta solo eventi passati ma punta deciso sul mondo odierno, in cui vive e che osserva a distanza: Accesso Negato narra in modo palese della Striscia di Gaza e lo fa occupandosi non tanto delle ideologie o degli affari riguardanti la politica, ma delle persone, della loro vita, o non vita, con uno sguardo tanto impietoso quanto, per certi versi, rassegnato ed anche Carezze Atomiche, ed i brani successivi, si muovono lungo le stesse direttrici, analizzando differenti situazioni sparse sul pianeta con una sorta di rabbiosa accettazione, quella di chi osserva, riflette, capisce, ma non ha gli strumenti, né la forza, di poter andare a modificare l’esistente.</p>
<p>Andrea Romeo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tracce</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Accesso Negato</p>
<p>Carezze Atomiche</p>
<p>Corto Circuito</p>
<p>Cuore Morto</p>
<p>Io Sono Chiunque</p>
<p>Per una Bandiera</p>
<p>Seduto Qua</p>
<p>Sono Riuscito a Scappare</p>
<p>Post Scriptum</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Dex Romweber &#8211; Carrboro</title>
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		<pubDate>Mon, 22 May 2017 06:55:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pdb</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dischi]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Dex Romweber]]></category>
		<category><![CDATA[punk]]></category>
		<category><![CDATA[Rockabilly]]></category>

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		<description><![CDATA[Originali e cover nell'album del musicista rockabilly]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2017/05/bs240_dex_cover_1500_0.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-11569" title="bs240_dex_cover_1500_0" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2017/05/bs240_dex_cover_1500_0-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<pre>(Bloodshot / Ird)</pre>
<pre>www.bloodshotrecords.com</pre>
<p>Avevamo già parlato di questo cantante chitarrista in occasione dell&#8217;album in duo con la sorella Sara alla batteria. Stavolta il musicista dell&#8217;Indiana, ispiratore di Jack White, costruisce un disco tra cover e brani originali mettendosi ad affrontare sonorità da jazz club (o da Speakeasy, perché no?) alternate alle sue abituali. Quelle di un rockabilly con attitudine punk che ci portano in scenari da film di Tarantino. Nell&#8217;album, che prende il nome dalla città del North Carolina dove è stato registrato, c&#8217;è infatti una versione dello standard jazz My Funny Valentine che non si saremmo stupiti ascoltare in Kill Bill, Tra gli originali segnaliamo la strumentale e Tex-Mex Nightside,  Knock Knock, Midnight&#8217;s At Vic&#8217;s. la melodica Tell Me Why I Do che evidenzia le doti da crooner di Dex. Convincenti i le versioni di Lonesome Train e I Don&#8217;t Know. Bravo Dex!</p>
<p>Michele Manzotti</p>
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		<title>The Chicken Queens – Buzz</title>
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		<comments>https://www.ilpopolodelblues.com/wp/2016/10/the-chicken-queens-buzz/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 30 Oct 2016 17:23:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Tognoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dischi]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Garage]]></category>
		<category><![CDATA[punk]]></category>
		<category><![CDATA[Rock'n'Roll]]></category>
		<category><![CDATA[The Chicken Queens]]></category>

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		<description><![CDATA[Il suono garage del duo modenese]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2016/10/Chicken_Queens_Buzz-1.jpg"><img class="alignnone  wp-image-10234" title="Chicken_Queens_Buzz (1)" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2016/10/Chicken_Queens_Buzz-1.jpg" alt="" width="470" height="470" /></a></p>
<pre>La Clinica Dischi</pre>
<pre>https://www.facebook.com/The-Chicken-Queens-364900796874177/?fref=ts</pre>
<p>I modenesi The Chicken Queens sono un atipico duo composto da Matteo Capirossi (voce, chitarra) e Luca Sernesi (batteria,cori). Formatisi nel 2012, a distanza di poco tempo hanno presentato un Ep omonimo, seguito nel 2014 dal cd Up from the grave. Recentemente hanno pubblicato Buzz, composto da 8 tracce, progetto che conferma e prosegue il loro manifesto artistico. Coadiuvati dal bassista David Parmeggiani Rojo, i The Chicken Queens propongono brani che sono una miscela di r&amp;r, garage, punk e blues ma anche beat anni ’60, come nell’iniziale The Queen Bee e Holiday Blues. I brani, pur volutamente grezzi, spartani ed essenziali, palesano un’originalità che li rende interessanti e moderni, anche a causa delle molte contaminazioni presenti. All’ascolto Buzz “suona” molto live, spontaneo e ricco di groove, ed in questo una parte di merito va sicuramente attribuita a Stefano Riccò che si è occupato della produzione artistica e delle fasi di registrazione. Le sonorità e l’impatto musicale creato rendono i The Chicken Queens una formazione sicuramente interessante nelle esibizioni dal vivo, territorio dove hanno le carte in regola per muoversi a loro agio.</p>
<p>Stefano Tognoni</p>
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		<title>Matthew Ryan &#8211; Boxers</title>
		<link>https://www.ilpopolodelblues.com/wp/2014/12/matthew-ryan-boxers/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=matthew-ryan-boxers</link>
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		<pubDate>Wed, 31 Dec 2014 12:45:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Manzotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dischi]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Americana]]></category>
		<category><![CDATA[Matthew Ryan]]></category>
		<category><![CDATA[Pennsylvania]]></category>
		<category><![CDATA[punk]]></category>

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		<description><![CDATA[L'album per i venti anni di carriera del cantautore della Pennsylvania]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2014/12/MatthewRyan-Boxers.jpg"><img class="alignnone  wp-image-5796" title="MatthewRyan-Boxers" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2014/12/MatthewRyan-Boxers.jpg" alt="" width="470" height="470" /></a></p>
<pre>(Blue Rose Records / Ird)</pre>
<pre>www.matthewryanonline.com</pre>
<p>Dopo venti anni di carriera Matthew Ryan,  songwriter della Pennsylvania, ha deciso di mettere in piedi un piccolo team di musicisti per dare alla luce il nuovo album. Boxers è un album dove le sonorità dure, quasi punk, si sovrappongono allo stile Americana. Undici tracce piene di rabbia, ma anche di attimi di riflessione, legate ai problemi del lavoro, della società, del rapporto fra le persone. Questo ha portato Ryan a scrivere musica che di conseguenza non lascia tregua a chi ascolta. Buona la creatività: segnaliamo la traccia che dà il titolo all&#8217;album, Suffer No More, Heaven&#8217;s Hill, la melodica The She Threw Me Like a Hand Grenade, la finale e quasi psichedelica If You&#8217;re Not Happy. Musica forse non immediata, ma di qualità.</p>
<p>Michele Manzotti</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ex KGB &#8211; False Hope Corporation</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Apr 2014 18:57:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Nuti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dischi]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto Stocco]]></category>
		<category><![CDATA[Emanuele Cirani]]></category>
		<category><![CDATA[ExKGB]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Ma.Ra.Cash]]></category>
		<category><![CDATA[Mike 3rd]]></category>
		<category><![CDATA[Prosdocimi Records]]></category>
		<category><![CDATA[psichedelia]]></category>
		<category><![CDATA[punk]]></category>
		<category><![CDATA[Ronan Chris Murphy]]></category>

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		<description><![CDATA[Alberto Stocco (batteria e percussioni), Emanuele Cirani (chapman stick, basso e voce) e Mike 3rd (chitarra, tastiere e cori), in arte ExKGB, tornano con un nuovo album.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2014/04/FHC-cover.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-4060" title="FHC cover" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2014/04/FHC-cover-300x300.jpeg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<pre style="text-align: justify;">(Prosdocimi Records/Ma.Ra.Casch)
<a href="http://www.exkgb.net" target="_blank">www.exkgb.net</a></pre>
<p style="text-align: justify;">Alberto Stocco (batteria e percussioni), Emanuele Cirani (chapman stick, basso e voce) e Mike 3rd (chitarra, tastiere e cori), in arte ExKGB, tornano con un nuovo album a qualche anno di distanza dal loro esordio “I Putin” (2010).<br />
La band mette in mostra il proprio amore per la musica “alla vecchia maniera”, rivelato da una lunga serie di indizi.<br />
Si comincia con la copertina, art work colorato ed elaborato firmato dal fumettista Hurricane Ivan.<br />
Si prosegue con la scelta di accorpare le tracce di questo lavoro in due lunghe suite, proprio come i lati A e B di un vinile.<br />
Si chiude il cerchio dicendo che l’album è registrato interamente in analogico e prodotto dal Losangelino Ronan Chris Murphy (King Crimson, Steve Morse, The California Guitar Trio).<br />
A tutto ciò, ovviamente, si aggiungono il gusto e le scelte musicali.<br />
Loro si definiscono avant punk, suggerendo un mix di funk, post punk, groove e art rock.<br />
Irriverenti, graffianti, rumorosi, sperimentali, complessi, gli Ex KGB navigano nel progressive e nella psichedelia, che rivisitano con piglio combattivo e anticonformista.<br />
In ogni capitolo sonoro di <em>False Hope Corporation </em>si trovano i giusti spunti per trainare l’album in avanti anche senza le pause tra le tracce. La scelta di far suonare il disco come un’unica lunga composizione poteva sembrare coraggiosa, quasi rischiosa. Aggiunge invece punti in originalità e ripaga in pieno gli Ex KGB.</p>
<p>Giulia Nuti</p>
<pre>Tracklist:</pre>
<pre><strong>Side A</strong>
I Took it Over 
Blindness or Else 
Make it Happen 
This World 
The Defender 
<strong>Side B</strong>
Running Against the Sun 
Who Cares 
Hold Your Breath 
Lies 
False Hope Corporation</pre>
<div></div>
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		<title>Moostroo – Moostroo</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Apr 2014 22:46:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Nuti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dischi]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[cantautorato]]></category>
		<category><![CDATA[Dulco Mazzoleni]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Pontiggia]]></category>
		<category><![CDATA[Igor Malvestiti]]></category>
		<category><![CDATA[moostroo]]></category>
		<category><![CDATA[punk]]></category>

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		<description><![CDATA[I Moostroo nascono dall’unione di tre componenti della band di buskers Jabberwocky: Dulco Mazzoleni (voce e chitarra), Francesco Pontiggia (basso a due corde) e Igor Malvestiti (batteria) (…)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2014/04/COPERTINA1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-4048" title="COPERTINA1" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2014/04/COPERTINA1-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://moostrootrio.wix.com/moostroo">http://moostrootrio.wix.com/moostroo</a></p>
<p style="text-align: justify;">I Moostroo nascono dall’unione di tre componenti della band di buskers Jabberwocky: Dulco Mazzoleni (voce e chitarra), Francesco Pontiggia (basso a due corde) e Igor Malvestiti (batteria).<br />
Provengono dalla provincia bergamasca e si prendono a cuore il ruolo di raccontare la Provincia, con la P maiuscola, tra storie disincantate, parole taglienti, una mostruosa lucidità.<br />
Il nome è in dialetto bergamasco e significa una serie di parole che si rifanno tutte allo stesso immaginario: mostro, vampiro, orco.<br />
Parole che si sposano bene con la ricerca musicale del “Mostruosus trio”, che della realtà sottolinea le sfumature più crude e ruvide e riesce a renderle con la stessa credibilità dal punto di vista sonoro.<br />
Il loro è un suono minimale eppure non certo casuale: chitarra classica elettrificata e distorta, batteria ridotta al minimo, basso a due corde.<br />
Un mix che parte dall’ingrediente di base semplice del cantautorato, ma lo strapazza, lo stravolge, lo contamina di sfumature punk rendendolo estremamente originale. Indole beffarda, incedere inquietante, immagini che pescano nella vita rurale (la cazzuola, il cemento, l’ovile, i ragli).<br />
La produzione è indipendente in tutto e per tutto e si avvale dell’apporto di Stefano Gipponi delle Capre a Sonagli. Ottimo il brano <em>Silvano Pistola</em>, dall’andamento inaspettatamente ballabile ma che contrasta con la storia noir e sbandata del protagonista. Un debutto personale e convincente.</p>
<p>Giulia Nuti</p>
<pre><strong>Tracklist</strong>
LPS
Il Prezzo Del Maiale
Valzerino Di Provincia
Silvano Pistola
Umore Nero
Bacio Le Mani
Underground
Autocomplotto
Mi Sputo In Faccia</pre>
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