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	<title>il popolodelblues &#187; Rivista elettronica fondata da Ernesto de Pascale articoli, recensioni, link, informazioni su artisti eventi</title>
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		<title>Massimo Priviero Band &amp; Lowlands, Alcatraz, Milano, 26 ottobre 2014</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Nov 2014 23:03:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Tognoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concerti]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alcatraz]]></category>
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		<description><![CDATA[Successo del concerto finale del tour di Ali di Libertà]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2014/11/Priviero2.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-5264" title="Priviero2" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2014/11/Priviero2-1024x682.jpg" alt="" width="460" height="306" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><em>foto (c) Monica Ruscanu</em></p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Nel prestigioso Alcatraz di Milano, Massimo Priviero ha tenuto un concerto “evento” che rappresenta la data di chiusura del tour di Ali di Libertà, cd che ha avuto ottimi consensi di critica e di pubblico ed è stato eletto anche album italiano dell’anno dai lettori della rivista Buscadero. Un migliaio di persone, poco meno del sold out, hanno assistito ad una serata che si è rivelata imperdibile. In apertura si sono esibiti i Lowlands, gruppo roots/rock di Pavia, guidato dal leader Edward Abbiati. La loro non è stata un’esibizione di mero riempitivo, ma hanno proposto una decina di brani di ottima fattura, cantati in inglese, alcuni dei quali tratti dal loro nuovissimo progetto Love Etc&#8230; Citazione meritata per tutta la band, composta oltre che da Edward (voce e chitarra acustica), dal celebre Antonio “Rigo” Righetti (basso), Roberto Diana (chitarra solista), Mattia Martini (batteria) e Francesco Bonfiglio (piano e fisarmonica).</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2014/11/Lowlands.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-5265" title="Lowlands" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2014/11/Lowlands-1024x683.jpg" alt="" width="460" height="306" /></a></p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Dopo un veloce cambio strumentazione, Massimo Priviero e la sua band hanno preso possesso del palco. Rispetto ai tour precedenti ci sono alcune novità, e la formazione attuale è composta da Alex Cambise (chitarre e mandolino), da molti anni braccio destro di Massimo, Fabrizio Carletto (basso), Oscar Palma (batteria), Riccardo Maccabruni (fisarmonica e piano), Nicola Manniello (tastiere) e il giovanissimo Efrem Bonfiglio (chitarra). Priviero, è arrivato ormai al quindicesimo album in ventisei anni di attività. Dopo un inizio sfavillante e una seconda fase di carriera molto tribolata, ha saputo rialzare la testa, grazie ai sui lavori, sempre di ottimo livello, e soprattutto grazie alla ritrovata voglia di suonare dal vivo, portando avanti più progetti contemporaneamente (con i Gang, Daniele Biacchessi e Michele Gazich). Il suo zoccolo duro di fan non lo aveva mai abbandonato, ed il farsi vedere spesso in giro gli ha permesso di ampliarlo ulteriormente.</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2014/11/Priviero_Gazich.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-5266" title="Priviero_Gazich" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2014/11/Priviero_Gazich-841x1024.jpg" alt="" width="460" height="560" /></a></p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Non riempirà gli stadi, o non vincerà dischi d’oro, ma nel campo del rock d’autore, Priviero ha una voce che ha ben pochi rivali, e la stessa cosa si può dire dei suoi testi, colti e densi di significati. E&#8217; un artista sincero, che trae energia dal suo pubblico e che al suo pubblico riesce a ritrasferirla. Il concerto dell’Alcatraz ne è stata la conferma. Una ventina di brani che hanno privilegiato giustamente la sua ultima fatica, pur senza dimenticare il passato. Non sono mancati ospiti prestigiosi come Michele Gazich (violino), Giancarlo Galli e Keith Easdale (cornamuse). Emozionante cameo anche per Tommaso, figlio di Massimo, che ha accompagnato con la chitarra acustica il padre in un brano. La band di Priviero è molto valida e rodata e l’aggiunta, in molte canzoni, della fisarmonica di Riccardo Maccabruni ha dato un tocco più roots in un contesto comunque molto energico e coinvolgente. Ottima serata quindi, che ha premiato tutto il pubblico presente.</p>
<p align="JUSTIFY">Stefano Tognoni</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2014/11/Priviero-Max-_Tommy_Cambise.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-5267" title="Priviero Max _Tommy_Cambise" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2014/11/Priviero-Max-_Tommy_Cambise-1024x682.jpg" alt="" width="460" height="306" /></a></p>
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		<title>Paolo Bonfanti – Exile on backstreets</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Dec 2013 18:15:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Tognoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dischi]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Big Fat Mama]]></category>
		<category><![CDATA[blues]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Treves]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Fecchio]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Bonfanti]]></category>
		<category><![CDATA[Rigo Righetti]]></category>
		<category><![CDATA[Slowfeet]]></category>

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		<description><![CDATA[La prova nuova e convincente del bluesman genovese]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p lang="en-GB" align="JUSTIFY"><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2013/12/paolo-bonfanti-exile-on-backstreets.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3081" title="paolo-bonfanti-exile-on-backstreets" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2013/12/paolo-bonfanti-exile-on-backstreets.jpg" alt="" width="250" height="250" /></a></p>
<pre>(Club de Musique)</pre>
<pre>www.paolobonfanti.it</pre>
<p>Ex leader dei Big Fat Mama, chitarrista/cantante con gli Sloowfeet di Franz Di Cioccio, autore, produttore, promotore di rassegne musicali il genovese Paolo Bonfanti da oltre vent’anni persegue una proficua carriera solista. La sua escalation è stata continua, e Exile on backstreets conferma la sua costante crescita artistica. Otto tracce a suo nome e tre particolari cover che si amalgamano perfettamente con i brani originali. Bonfanti non si è mai fossilizzato, la sua ricerca musicale si è evoluta con il tempo. La sua musica, non è più classificabile nel genere blues fine a se stesso. Le canzoni contengono contaminazioni con il roots rock e la musica d’autore anche se come comune denominatore rimane il blues, sua vecchia ed eterna passione. Il suo stile chitarristico riesce a fondere anima e tecnica, senza cercare inutili soluzioni ad effetto ma curando in modo particolare gli arrangiamenti, sempre ricercati e ricchi di gusto. Exile on backstreets sorprende sin dalla prima traccia dove emerge una sezione fiati che consegna al pezzo un’atmosfera vicina al R&amp;B. Non mancano alcuni ospiti di qualità come Fabio Treves all’armonica e Marco Fecchio alla slide in Cards e Rigo Righetti al basso in Up to my neck in you, cover di un brano degli AC/DC. Pochi ospiti quindi, calibrati e di spessore, ed una band affiatata formata dallo zoccolo duro di elementi che accompagna Bonfanti dal vivo: Alessandro Pelle (batteria), Roberto Bongianino (fisarmonica), Nicola Bruno (basso). Citare qualche brano nello specifico, sarebbe in questo caso inutile. Il Cd va ascoltato dall’inizio alla fine, più volte, per gustarne sempre di più le prerogative che lo rendono imperdibile.</p>
<p>Stefano Tognoni</p>
<p>Tracce</p>
<p>Father’s things</p>
<p>Break ‘em chains</p>
<p>My baby can</p>
<p>Cards</p>
<p>Black glove</p>
<p>Slow blues for Bruno</p>
<p>Up to my neck in you</p>
<p>I’ll never get out of this world alive</p>
<p>Take me out</p>
<p>Exile on backstreets</p>
<p>I hate the capitalist system</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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