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	<title>il popolodelblues &#187; Rivista elettronica fondata da Ernesto de Pascale articoli, recensioni, link, informazioni su artisti eventi</title>
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		<title>Rob Paparozzi: &#8220;Io, l&#8217;italiano dei Blues Brothers&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Aug 2017 18:14:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Manzotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Blues Brothers Band]]></category>
		<category><![CDATA[Porretta Soul]]></category>
		<category><![CDATA[Rob Paparozzi]]></category>

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		<description><![CDATA[L'armonicista e cantante si racconta in occasione di Porretta Soul]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2017/08/20616816_1961757647425680_6698360865303621671_o.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-12145" title="20616816_1961757647425680_6698360865303621671_o" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2017/08/20616816_1961757647425680_6698360865303621671_o.jpg" alt="" width="1024" height="761" /></a></p>
<pre>www.robpaparozzi.com</pre>
<p><strong><em>Foto (c) Fiorenzo Giovannelli</em></strong></p>
<p>Ha conquistato il pubblico del 30° Porretta Soul Festival con il suo modo di stare sul palco, ma soprattutto con la sua grande qualità musicale. Basti ricordare un&#8217;ottima cover di Ticket To Ride dei Beatles con l&#8217;armonica e il duetto con Vaneese Thomas in &#8220;Hold On, I&#8217;m Coming&#8221;. Rob Paparozzi d&#8217;altra parte è un musicista di lungo corso del cui disco parlammo in occasione della sua uscita.</p>
<p><strong>Come si è trovato al Porretta Soul Festival?</strong></p>
<p>&#8220;Venni qui per la prima volta con i Blues Brothers e già fu una bella esperienza. Oggi posso dire che questo festival è una vera e propria famiglia dato che è arrivato al trentesimo anno. Graziano Uliani ha fatto in modo che questa formula funzionasse in questo modo. E&#8217; la migliore atmosfera che si possa trovare al mondo, perché c&#8217;è molto rispetto per la musica più che negli Stati Uniti. Ma forse lo dico perché sono italiano&#8221;.</p>
<p><strong>Quando è nel nostro paese qual è la sua sensazione?</strong></p>
<p>&#8220;Sento una forte connessione con l&#8217;Italia grazie alla figura di mio padre, che era un prigioniero di guerra. Quando sono cresciuto e lui non c&#8217;era più c&#8217;è stata l&#8217;opportunità di avere contatti con i miei zii e i miei cugini in Italia tramite il web. E grazie ai biglietti aerei più convenienti sono riuscito a venire spesso qui con mia madre. Mio padre era di Canepina, nella Tuscia, ed è per questo che ho chiamato il mio disco <a href="http://www.ilpopolodelblues.com/pdb/old/rev/luglio09/recensione/rob-paparozzi.html">Etruscan Soul</a>&#8220;.</p>
<p><strong>La sua ispirazione? L&#8217;album inizia con un brano dei Beatles e lei comunque ha fatto parte della Blues Brothers Band. Con quale musica è cresciuto?</strong></p>
<p>&#8220;Mia madre in casa suonava il piano a orecchio. E anche se non studiava musica, amava molto l&#8217;opera, ma anche George Gershwin, Ray Charles e B.B.King. Per questo motivo ho avuto un&#8217;ispirazione per tanti stili di musica differenti e questo mi ha permesso di essere un musicista migliore. Le mie radici invece affondano nel soul e nel blues, perché amavo queste sonorità. Ma mi sento attratto anche dalla classica, standard americani, solisti di armonica come Toots Thielemans. Lui è stato veramente una grande ispirazione per lo strumento&#8221;.</p>
<p><strong>L&#8217;ultima domanda riguarda la Blues Brothers Band. Quando lei si è unito al gruppo, il suo marchio era già importante. Probabilmente non deve essere stato molto semplice affrontare questo tipo di eredità.</strong></p>
<p>&#8220;Si, la band ha una storia che ha origine nel 1979, quando nacque l&#8217;idea e quindi anche il film. Il giorno in cui uscì rimasi stupito per la playlist, ma mio fratello mi spiegò che erano brani che avevano un forte impatto a livello intrenazionale. Poi quando dopo venti anni ebbi la telefonata di Steve Cropper per unirmi alla band, dissi &#8216;I Blues Brothers? Ma certo!&#8217;. E stato fantastico ascoltare tante storie quando eravamo a mangiare insieme, e poi sul palco le condividevamo con il pubblico. Potevo chiedere curiosità su tante cose: da Otis Redding a Eddie Floyd a brani come Knock on Wood. E tornando a Porretta, questo festival raccoglie tutte queste belle cose insieme&#8221;.</p>
<p>Michele Manzotti</p>
<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2017/08/20597460_1961758164092295_9165340344613265855_n.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-12146" title="20597460_1961758164092295_9165340344613265855_n" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2017/08/20597460_1961758164092295_9165340344613265855_n.jpg" alt="" width="549" height="768" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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