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	<title>il popolodelblues &#187; Rivista elettronica fondata da Ernesto de Pascale articoli, recensioni, link, informazioni su artisti eventi</title>
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		<title>Robben Ford – Pure</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Sep 2021 11:19:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Tognoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dischi]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[blues]]></category>
		<category><![CDATA[Robben Ford]]></category>

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		<description><![CDATA[Il nuovo album del musicista attivo da oltre 50 anni]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2021/09/Robben-Ford-Pure.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-21709" title="robben-ford-pure" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2021/09/Robben-Ford-Pure-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<pre>(Ear Music)</pre>
<pre>www.robbenford.com</pre>
<pre>www.facebook.com/RobbenFordOfficial</pre>
<p>Professionista da oltre 50 anni, Robben Ford iniziò la sua carriera di chitarrista nel 1969 nelle fila della Charles Ford Blues Band, con il padre Charles ed i fratelli Mark e Patrick. Giunto alla soglia dei 70 anni, li compirà il 16 dicembre, Robben ha recentemente pubblicato Pure, un album interamente strumentale, il primo da Tiger, uscito nel 1997. Una lista completa delle sue collaborazioni è pressoché impossibile da stilare, ma vale la pena ricordarne alcune: Miles Davis, Jimmy Witherspoon, George Harrison, Joni Mitchell, gli Yellowjackets, Charlie Musselwhite, Michael McDonald, John Mayall, Bob Dylan, i Little Feat e decine di altri, persino i Kiss e, in Italia, Rudy Rotta, per dare un’idea della sua versatilità. L’inconfondibile stile chitarristico di Robben Ford, paga pesantemente pegno al jazz ma ha radici profonde nel blues ed è contaminano con il rock e il R&amp;B. Per molti anni il suo nome è stato accostato alla Fender Esprit, modello più vicino alla concorrente Gibson che alle sorelle di casa Fender, dalla quale è derivata la Fender Esprit Ultra Robben Ford Signature, a lui dedicata. Sulla copertina di Pure, invece, ed in molte recenti esibizioni live, è protagonista una Fender Telecaster, a rappresentare un ritorno alle origini. Complice la situazione generata dal covid, Robben Ford ha lavorato a Pure in modo anomalo, rispetto alle sue abitudini. Nel corso della sua carriera ha sempre preferito chiudersi in una grande sala e registrare direttamente con tutti i suoi fidati musicisti. Questa volta, al contrario, ha registrato tutte le parti essenziali coadiuvato dall’ingegnere del suono e co-produttore Casey Wasner, inserendo basso e batteria in un secondo momento. Le parti di batteria sono state affidate a tre “big” come Nate Smith, Toss Panos e Shannon Forrest. Pure è un album impeccabile sotto ogni punto di vista, suonato e registrato magistralmente, dove nelle nove tracce inedite emergono tutte le peculiarità chitarristiche dell’autore e le sue contaminazioni, ma nella sua perfezione ha forse anche l’unica veniale debolezza. La sensazione avvertita a fine ascolto è simile a quella provata dopo una cena in un ristorante di classe, da riservare per occasioni particolari, dove ogni portata è curata in modo maniacale e gli accostamenti dei prelibati vini, scelti con cura, trovando normalmente, tuttavia, maggior soddisfazione in location più ruspanti ma capaci di trasmettere emozioni più intense.</p>
<p>Stefano Tognoni</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tracce</p>
<p>Pure (Prelude)</p>
<p>White Rock Beer8 cents</p>
<p>Balafon</p>
<p>Milam Palmo</p>
<p>Go</p>
<p>Blues For Lonnie Johnson</p>
<p>A Dragons Tail</p>
<p>Pure</p>
<p>If You Want Me To</p>
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		<title>Robben Ford: &#8220;Cammino sulle orme di Mike Bloomfield&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Jul 2019 10:17:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Manzotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[blues]]></category>
		<category><![CDATA[Pistoia Blues]]></category>
		<category><![CDATA[Robben Ford]]></category>

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		<description><![CDATA[Incontro con il chitarrista in occasione del Pistoia Blues 2019]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2019/07/05_Robben-Ford_Purple-House_cMascha-Thompson.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-16243" title="05_robben-ford_purple-house_cmascha-thompson" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2019/07/05_Robben-Ford_Purple-House_cMascha-Thompson-1024x716.jpg" alt="" width="460" height="321" /></a></p>
<pre>www.pistoiablues.com</pre>
<pre>www.robbenford.com</pre>
<p><em>Foto (c) Mascha Thompson</em></p>
<p>Un chitarrista di lusso. Pistoia Blues 2019 presenta tra gli artisti di spicco Robben Ford (appuntamento il 7 luglio). Per lui è un ritorno al festival e l’occasione è quella di presentare il suo ultimo album di inediti <em>Purple House</em>. Con lui parliamo della sua presenza al festival e del suo successo in Italia.</p>
<p><strong>Lei è uno dei chitarristi blues più rispettati al giorno d’oggi. Qual era il tipo di musica che ha ispirato il suo stile nei primi tempi della sua carriera?</strong></p>
<p>«Il mio primo eroe chitarrista è stato Mike Bloomfield che fu il chitarrista principale della Paul Butterfield Blues Band a metà degli anni ‘60. Penso ancora a quei primi dischi di Butterfield con Bloomfield come <em>ground zero</em> per il mio stile. Successivamente ho ascoltato Clapton, Hendrix, BB King e molti altri. Ma Bloomfield resta<em> The Man</em>, il musicista più importante per me».</p>
<p><strong>Va sottolineato che lei è si esibisce dal vivo in Italia da oltre 20 anni ed è spesso invitato nel nostro paese ai festival più importanti. C’è qualcosa di speciale che apprezza del pubblico italiano? </strong></p>
<p>«Amo il vostro pubblico e la sua cultura, oltre a essermi fatto ottimi amici qui. Tra questi c’è Adolfo Galli che è il mio promoter, il quale ha continuato a ospitarmi qui per molti anni. Non solo è un vero amico, ma anche qualcuno che ha aperto molte porte per me in questo bellissimo paese».</p>
<p><strong>Che tipo di chitarre sta suonando nei suoi spettacoli dal vivo?</strong></p>
<p>«Suono la Fender Telecaster del 1960 che è stata la mia migliore amica dal 1993. Ho anche una Gibson ‘64 SG che ha avuto un ruolo importante nella mia ultima registrazione Purple House».</p>
<p><strong>Può introdurre i musicisti che saranno con lei sul palco?</strong></p>
<p>«Sono Ryan Madora al basso, Casey Wasner alla chitarra e Derrek Phillips alla batteria. Quindi la stessa band che ha registrato il disco Purple House».</p>
<p><strong>A Pistoia, il Blues Festival compirà 40 anni. Sta organizzando un regalo di compleanno speciale?</strong></p>
<p>«Non lo sapevo, a maggior ragione sono felice di essere qui per questa ricorrenza. Ho sempre amato il festival».</p>
<p>Michele Manzotti</p>
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		<title>Robben Ford oggi in concerto a Boretto Po</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jul 2016 10:39:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pdb</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[blues]]></category>
		<category><![CDATA[Boretto Po]]></category>
		<category><![CDATA[Robben Ford]]></category>

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		<description><![CDATA[Il cantante chitarrista alla rassegna emiliana]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2016/07/robben-ford.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-9709" title="robben ford" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2016/07/robben-ford-475x1024.jpg" alt="" width="460" height="991" /></a></p>
<p>Unica data in Nord Italia per uno degli artisti di blues rock più stimati nel mondo</p>
<p>MARTEDI&#8217; 19 LUGLIO ROBBEN FORD @ Sesta edizione del BORETTO FESTIVAL 2016</p>
<p>Lido Po _ Borretto (RE) INFOLINE 0375 42139 &#8211; 338 4157239</p>
<p>Robben Ford (http://robbenford.com/) è uno dei chitarristi più acclamati e stimati nella scena rock blues internazionale. Il suo stile spazia tra blues, jazz e fusion. Si è guadagnato una fama mondiale come chitarrista nel tour di Miles Davis del 1986, nel quale univa gli espedienti tecnici del blues e del jazz. Robben ha anche suonato nei dischi e nei concerti di George Harrison, Joni Mitchell e con gli Yellowjackets, di cui fu tra i membri formatori. Per lui la famosa casa produttrice di chitarre (Fender) ha costruito una chitarra (la &#8220;Robben Ford Signature&#8221;).</p>
<p>Il suo primo album &#8211; &#8220;Discovering the Blues&#8221; &#8211; è del 1972.</p>
<p>L&#8217;ultimo disco (Into the sun) è stato pubblicato nel 2015.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Robben Ford a Boretto Po il 19 luglio 2016</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jul 2016 22:34:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pdb</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[blues]]></category>
		<category><![CDATA[Boretto Po]]></category>
		<category><![CDATA[Robben Ford]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche Il Popolo del Blues tra i partner della data emiliana]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2016/07/13576703_158877831195448_5289800331888590540_o.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-9612" title="13576703_158877831195448_5289800331888590540_o" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2016/07/13576703_158877831195448_5289800331888590540_o-475x1024.jpg" alt="" width="460" height="991" /></a></p>
<p><strong>Biografia Robben Ford</strong></p>
<p>È cresciuto a Ukiah dove, dopo 3 anni di studio del sassofono, ha cominciato a prendere lezioni di chitarra dal 1965 e dove ha comprato la sua prima chitarra nel 1969. Il padre Charles aveva una propria band (chiamata, appunto, Charles Ford Blues Band) nella quale suonavano anche Robben ed i suoi fratelli Mark (armonica a bocca) e Patrick (batteria). Quest’ultimo è oggi il leader della Ford Blues Band, che vede alla chitarra e alla voce Volker Strifler (il secondo chitarrista di Robben). La sua carriera da chitarrista professionista è iniziata nel 1969, quando la Charles Ford Blues Band aprì un concerto di Charlie Musselwhite. Robben Ford si è guadagnato una fama mondiale come chitarrista nel tour di Miles Davis del 1986, nel quale univa gli espedienti tecnici del blues e del jazz. Robben ha anche suonato nei dischi e nei concerti di Jimmy Witherspoon, George Harrison, Joni Mitchell e con gli Yellowjackets di cui fu tra i membri formatori. Il suo primo album – “Discovering the Blues” – è del 1972. I successivi “Schizophonic” (1976) e “The Inside Story” (1979) hanno ottenuto il disco d’oro nel 1980. Robben Ford al Liri Blues Festival nel 2002 Nel 1983 ha pubblicato “WordS AnD MusiC”, seguito da “Robben Ford” nel 1986. L’album successivo, “Talk to Your Daughter” (1988), ha ottenuto il disco d’oro nel 1989. Negli anni Novanta i suoi lavori migliori sono stati “Handful of Blues”, “Blues Connotation” e “Tiger Walk”, con un ritorno alle sue radici blues. La strumentazione tipica di Robben Ford è costituita da due elementi fondamentali: gli amplificatori “Dumble” (costosissimi prodotti artigianali statunitensi) e la chitarra costruita per lui dalla Fender (la “Robben Ford Signature”). Negli ultimi anni ha abbandonato, sia dal vivo che in studio, la sua Fender Signature, per utilizzare una Fender Telecaster bianca del ‘60, o una Gibson Les Paul Gold Top del ‘57, o Gibson Les Paul di liuteria. Ford è stato nominato uno dei “Migliori 100 chitarristi del ventesimo secolo” dalla storica rivista statunitense Musician. Robben è sposato con Anne Kerry Ford, cantante da cabaret con la quale ha collaborato in diversi progetti.</p>
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