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	<title>il popolodelblues &#187; Rivista elettronica fondata da Ernesto de Pascale articoli, recensioni, link, informazioni su artisti eventi</title>
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		<title>Roberto Menabò – Merenda Blues c/o Juke Horse Music Hall</title>
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		<pubDate>Tue, 28 May 2024 18:35:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pdb</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[blues]]></category>
		<category><![CDATA[Merenda Blues]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Menabò]]></category>

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		<description><![CDATA[Roberto Menabò – Merenda Blues c/o Juke Horse Music Hall ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2024/05/RMenabo_02giu24.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-26074" title="rmenabo_02giu24" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2024/05/RMenabo_02giu24-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a></p>
<pre>Roberto Menabò – Merenda Blues c/o Juke Horse Music Hall</pre>
<p>Nella storia del blues e dintorni, un personaggio come Roberto Menabò è chiamato songster, dunque non un bluesman nel senso stretto del termine, ma un autorevole portavoce di una cultura popolare nera e bianca, un intreccio di blues, folk, ballate, racconti. Roberto è un veterano della scena musicale italiana, i suoi dischi e libri sono diventati una sorta di enciclopedia per appassionati di musica acustica e una influenza per più di una generazione di musicisti. Toccherà a lui con le sue chitarre acustiche e voce, Domenica 2 Giugno dalle 17.15, coinvolgere il pubblico nella bella e imperdibile iniziativa blues (arricchita da prelibatezze dolciarie e salate e bevande varie), che si tiene ogni due domeniche al mese, sotto la veranda di un luogo bucolico all’interno del Parco del Ticino. I dettagli li trovate sulla locandina.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Roberto Menabò – The Mountain Sessions Blues &amp; Guitar Excursions</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2021 18:51:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvano Brambilla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dischi]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[blues]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Menabò]]></category>

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		<description><![CDATA[Il bluesman italiano torna con un disco acustico]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2021/01/roberto-menabò.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-19837" title="roberto-menabo" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2021/01/roberto-menabò-300x269.jpg" alt="" width="300" height="269" /></a></p>
<pre>(Produzione indipendente)</pre>
<pre>www.robertomenabo.it</pre>
<p>Fra Il Profumo Del Vinile (gran bel titolo, ma è un CD) e questo ultimo lavoro, sono passati dieci anni. Nel frattempo Il nostro “David Evans” (la comparazione è perché come lui, Roberto Menabò è musicista, scrittore, ricercatore, divulgatore della tradizione), non è rimasto a guardar le stelle, ha ripubblicato in CD il suo primo disco e ha scritto ben tre libri. Ora, da quando vive lassù sull’Appennino immerso nella natura e nei grandi spazi, ha ritrovato lo stimolo per fermare su disco la sua incalcolabile conoscenza musicale nera e bianca. Ci sono altre canzoni composte o interpretate da musicisti del passato, alle quali ha ridato una luce molto personale, unitamente ad alcune rievocazioni personali, il tutto grondante di passione, di magia e mistero, come nella più incontaminata tradizione dei primi decenni del novecento. Roberto non ha perso quello spirito da storytelling, con profondo rispetto e con sottile educato spasso, evidenzia figure maschili e femminili, sconosciute o quasi, legate al blues e al folk, e iconici artisti, uno su tutti, Mississippi John Hurt, del quale riprende la sempiterna “Stack O’Lee Blues”. Le tracce le ha registrate in presa diretta, in un&#8217;unica seduta, proprio come era in uso allora, e senza tornarci sopra per qualche aggiustatura, buona la prima, con tutto quel carico di genuinità promulgato oralmente e con la chitarra rigorosamente acustica, di cui è un fine cesellatore di fraseggi toccati anche con slide, “Tom Cat Blues” e “Worried Blues” dove mette anche la voce. Uno dei momenti che si può considerare fra i migliori è “Shake That Thing” (di Ethel Waters), dove Roberto ha ricreato con contagiosa intimità, quell’atmosfera del primo blues urbano degli anni venti del novecento imitando con la voce anche il suono di una tromba. E poi ci sono anche i suoi ricordi di gioventù con un impulso strumentale in fingerpicking, “Spuma Bianca e Juke Box”. Di seguito c’è la track list di un gran bel disco acustico.</p>
<p>Silvano Brambilla</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tracklist</p>
<p>Tom Cat Blues</p>
<p>Spuma Bianca e Juke Box</p>
<p>Worried Blues</p>
<p>A Casa Di Simone ragionando Di Primitive Guitar</p>
<p>Shake That Thing</p>
<p>Il Settebello Sulla Direttissima</p>
<p>Columbus Stockade Blues</p>
<p>Il Ponte Romano Sulla Dora</p>
<p>Stack O’ Lee Blues</p>
<p>L’ultima Littorina</p>
<p>Shaggy Dog Blues</p>
<p>Il Cagnolino Di Clifford Gibson</p>
<p>Ain’t No Tellin’</p>
<p>Una Jam Sul Tram</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Roberto Menabò – Mesdames a 78 Giri Storie di donne che hanno cantato il blues</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Nov 2018 19:25:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pdb</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[blues]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Menabò]]></category>

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		<description><![CDATA[Storie di grandi artiste]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2018/11/Mesdames-a-78-giri-copertina.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-14890" title="mesdames-a-78-giri-copertina" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2018/11/Mesdames-a-78-giri-copertina-235x300.jpg" alt="" width="235" height="300" /></a></p>
<pre>(Produzione indipendente, 150 pagine)</pre>
<pre>www.robertomenabo.it</pre>
<p>Ad un certo punto della lettura di “Mesdames a 78 giri” ci si accorge – con una punta di imbarazzo – di esser vittime dello stesso rapimento di cui ci si beava da bambini, alle prese con le proprie favole preferite. Forse un paradosso, dal momento che il libro raccoglie venti brevi biografie di altrettante musiciste di blues attive tra gli anni ’20 e ’40 – storie spesso intrise di violenza, trasgressione e contorni vari. Eppure Roberto Menabò, cultore della materia da molto tempo e valentissimo chitarrista egli stesso, non ha difficoltà alcuna a far emergere gli aspetti più vitali ed ammalianti (in una parola femminili) di ogni vicenda, per quanto ammantata di tragicità. Merito di uno stile leggero e sottile, l’antitesi di quella retorica oscura che molte volte caratterizza le narrazioni che hanno a che fare con jazz, blues ed affini. E’ veramente un continuo sorridere e commuoversi al cospetto delle tante signore e signorine che si alternano sul nostro palcoscenico letterario: la pianista ed arrangiatrice Lovie Austin sfreccia elegante alla guida di una fiammante Stutz Beacart, mentre Geeishe Wiley ed Elvie Thomas (quasi delle Thelma &amp; Louise ante-litteram) lottano per la loro stessa vita contro una società bigotta e Lilian Glinn si converte alternativamente al sacro e profano musicale. Il capitolo su Elizabeth Cotten nel negozio di giocattoli, poi, è una formidabile fiaba che si intona perfettamente con le ninne nanne finger picking con cui essa stessa si dilettava. Pochi i nomi veramente noti, elemento di valore per un lavoro che si propone di piazzare una luce nei recessi più nascosti di una tradizione &#8211; quella del blues femminile – spesso schiacciata dal peso monografico dei colleghi maschi. Come se non bastasse c’è l’innegabile capacità di Menabò di creare, con efficaci pennellate che Mark Twain avrebbe apprezzato, un vivido affresco dell’America rurale ed urbana negli anni tra la prima e seconda guerra mondiale. “Mesdames a 78 Giri” è opera istruttiva ed originale: non solo un libro importante per la propria sezione sulla old-time music, ma anche un possibile regalo per un’anima affezionata (che mastichi la materia o meno). Meglio acquistarne almeno un paio di copie, non si sa mai.</p>
<p>Pietro Rubino</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Blues da leggere</title>
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		<pubDate>Wed, 18 May 2016 22:11:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Manzotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Special]]></category>
		<category><![CDATA[Arcana]]></category>
		<category><![CDATA[blues]]></category>
		<category><![CDATA[Giuliano Malatesta]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Menabò]]></category>

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		<description><![CDATA[I libri di Giuliano Malatesta e Roberto Menabò editi da Arcana]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<pre>www.arcanaedizioni.it</pre>
<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2016/05/blues-highway.jpg"><img class="alignnone  wp-image-9256" title="blues-highway" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2016/05/blues-highway.jpg" alt="" width="420" height="615" /></a></p>
<p><strong>Giuliano Malatesta</strong></p>
<p><strong>Blues Highway</strong></p>
<p><strong>Pagg. 144, 15 Euro</strong></p>
<p>Il blues evoca il Delta, ma anche Chicago. Due estremità collegate dalla Highway 61. E dato che il blues evoca anche il viaggio (geografico o interiore poco importa) ecco che il giornalista Giuliano Malatesta ha deciso di percorrere questa strada come percorso storico e sentimentale al tempo stesso. Tenendo sempre la barra dritta su un aspetto che sta alla base della grande musica, ovvero le belle storie da raccontare. Tra le pagine più interessanti quelle dedicate a St, Louis, all&#8217;epopea della Sun Records e l&#8217;avvicinamento a New Orleans attraverso Clarksdale. Libro agile e con notizie interessanti sulle varie città della musica.</p>
<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2016/05/vite-affogate-nel-blues.jpg"><img class="alignnone  wp-image-9257" title="vite-affogate-nel-blues" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2016/05/vite-affogate-nel-blues.jpg" alt="" width="400" height="594" /></a></p>
<p><strong>Roberto Menabò</strong></p>
<p><strong>Rollin&#8217; and Tumblin&#8217;</strong></p>
<p><strong>Pagg. 160, 16 Euro</strong></p>
<p>Molti ricorderanno il disco A bordo del Conte Biancamano con la chitarra acustica protagonista assoluta. Ma Roberto Menabò è anche insegnante e ricercatore. Quindi è stato quasi naturale andare a cercare le storie dei bluesmen del primo Novecento  più o meno noti, ognuno dei quali riempie un tassello dell&#8217;epopea di un genere. In parte, come Skip James, hanno avuto l&#8217;onore di essere stati inclusi nei film di Scorsese. Altri, come Bukka White, Gary Davis, Mississippi John Hurt sono nel cuore di molti appassionati del genere. Infine ci sono tanti nomi che magari non dicono molto agli ascoltatori, ma le cui vicende rappresentano quel mix tra storia e leggenda che tanto piace quando di parla di blues. Menabò si diverte e fa divertire anche chi legge le sue pagine.</p>
<p>Michele Manzotti</p>
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