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	<title>il popolodelblues &#187; Rivista elettronica fondata da Ernesto de Pascale articoli, recensioni, link, informazioni su artisti eventi</title>
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		<title>Gemma Club &#8211; Primo trimestre della programmazione live 2026/2027</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 20:17:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Tognoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gemma Club - Primo trimestre della programmazione live 2026/2027]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2026/09/Gemma_News2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-27894" title="gemma_news" src="https://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2026/09/Gemma_News2-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a></p>
<pre>Gemma Club</pre>
<pre>Via Sacco e Vanzetti, 63 Sesto San Giovanni</pre>
<pre>www.instagram.com/gemma_club_aps/</pre>
<pre>www.facebook.com/GemmaClubA.P.S</pre>
<p><em>Con il prestigioso concerto di sabato 26 settembre, che vedrà protagonista Charlie Berry III, nipote di Chuck Berry, accompagnato da <strong>Geno &amp; His Rockin&#8217; Dudes, </strong>prende il via il primo trimestre della programmazione live 2026/2027 che si svolgeranno al Gemma Club di Sesto San Giovanni. Folk, country, swing, blues, rock’n’roll e non solo, dieci concerti di ottimo livello per dieci formazioni che meritano di essere ascoltate con attenzione.  </em></p>
<p><strong>Sabato 26 Settembre</strong> &#8211; Charlie Berry III per festeggiare il 100 di Chuck Berry &#8211; Special Guest: suo nipote, <strong>Charlie Berry III</strong>, direttamente da Saint Louis, accompagnato dal grande <strong>Geno &amp; His Rockin&#8217; Dudes</strong>. Direttamente da Saint Louis, Charlie Berry III, il nipote di Chuck Berry, accompagnato da Geno &amp; His Rockin’ Dudes per una serata di rock’n’roll Aneddoti e canzoni per celebrare con parole e musica la magica leggenda di Chuck Berry nel centenario della sua nascita.</p>
<p><strong>Sabato 3 Ottobre</strong> &#8211; BURNIN&#8217;MOON NIGHT &#8211; dalla Francia verranno i <strong>The Wild Goners </strong>band riconosciuta a livello internazionale e riunitasi dopo 13 anni di assenza dai palchi di rnr e rockabilly. Inoltre avremo Dj Mickey Roman dalla Svizzera conosciuto in tutta Europa con i suoi set dedicati al Jive. Dopo 13 anni di assenza finalmente questa band torna in Italia e ovviamente il Gemma Club non poteva perdere l&#8217;occasione di ospitarli.</p>
<p><strong>Sabato 24 Ottobre</strong> &#8211; ONE MORE BLUES NIGHT &#8211; <strong>Live Mudpie Blues</strong> &#8211; La musica dei MudPie affonda le sue radici nel Mississippi, in un blues essenziale, diretto e profondamente comunicativo, ma si lascia contaminare da altri linguaggi e altri mondi sonori: l’elettronica, il jazz, il rock, il folk e soprattutto l’Africa. Come il fango nasce dall’unione di elementi diversi, così i MudPie prendono forma dall’incontro tra musicisti con percorsi, esperienze e sonorità differenti. A tenere insieme tutto è un filo preciso: il blues, il jazz e le profonde influenze africane, che diventano il cuore pulsante di una musica libera, viva e in continua trasformazione. I Mudpie sono: Marta Colombo: voce e percussioni Sebastiano Ruggeri: batterista e percussionista Alex Stangoni: chitarra, lapsteel e cigar-box</p>
<p><strong>Sabato 31 Ottobre</strong> &#8211; BURNIN&#8217;MOON NIGHT &#8211; <strong>Patrick &amp; The Crazy Slivers</strong> Nati nel 2020, i Patrick &amp; The Crazy Slivers incarnano il suono più viscerale, autentico e travolgente del Rockabilly e del Vintage Rock ’n’ Roll anni ’50. Fondata dal chitarrista e cantante Patrick Atzori, la band propone una formula sonora pura e senza compromessi: nessuna contaminazione moderna, niente fronzoli, solo l&#8217;energia grezza delle origini, attitudine d&#8217;epoca e un ritmo incalzante nato per far ballare la sala. Il repertorio spazia tra brani originali e oscuri classici del genere, attingendo direttamente alla tradizione della Sun Records, del country/hillbilly mid-century e del rock ’n’ roll più selvaggio dell&#8217;era d&#8217;oro americana. Con un’intensa attività live e una filosofia produttiva rigorosamente analogica, la band ha da luglio 2026, pronto il nuovo vinile 45 giri, pronto a girare sui piatti e ad accompagnare le loro date dal vivo. Formazione per l&#8217;occasione: Patrick Atzori, Voce e Chitarra,  Kris Sinister, Contrabbasso, Raffo The Twist Batteria.</p>
<p><strong>Sabato 14 Novembre</strong> &#8211; BURNIN&#8217;MOON NIGHT &#8211; <strong>Freddy Velas &amp; Silvertones</strong> , doo wop band italiana i cui brani si ispirano alla tradizione del doo wop italo/americano, con una spruzzata di Surf ed un contorno di Rock&#8217;n'Roll. Nati come gruppo in UK nel 1995, hanno fatto ritorno successivamente in Italia per suonare nei principali festival e nelle serate rock&#8217;n'roll, prendendo poi lo lancio viaggiando in tutta Europa.</p>
<p><strong>Sabato 21 Novembre</strong> &#8211; ONE MORE BLUES NIGHT- Live <strong>Roots and Blues Duo</strong>. Il Roots and Blues Duo nasce dall&#8217;incontro tra Gianluca De Palo (voce e chitarra) e Marcus Tondo (armonica) con l&#8217;obiettivo di tracciare una vera e propria rotta sonora lungo la storia del blues acustico. Il progetto propone un viaggio avvolgente e viscerale che parte dalle radici polverose del Mississippi Delta — tra ritmi ipnotici, percussivi e storie di strada — per poi risalire il fiume e approdare al sound urbano e graffiante di Chicago. Un&#8217;evoluzione storica e musicale in cui la chitarra espressiva e la voce di Gianluca si fondono con l&#8217;armonica incalzante e penetrante di Marcus. In chiave rigorosamente acustica, il duo rievoca la transizione fondamentale in cui il blues rurale si è fatto più teso, incalzante e metropolitano, pur mantenendo intatta la sua natura essenziale: legno, metallo, respiro e pura passione.</p>
<p><strong>Sabato 28 Novembre</strong> &#8211; BURNIN&#8217;MOON NIGHT -<strong>Rockin&#8217;Eddie and the Dynamites</strong>, sono un trio musicale italiano nato alla fine del 2020 che porta sul palco l&#8217;energia e il groove del rock&#8217;n'roll, del rockabilly e dello swing degli anni &#8217;50. Il genere: un mix esplosivo di musica americana del dopoguerra, ispirato alle sale da ballo e ai ritmi incalzanti del rockabilly. I componenti: Il progetto riunisce musicisti di spicco della scena rock&#8217;n'roll italiana, tra cui Luca Rockin&#8217; Eddie Balboni alla voce e alla chitarra, e altri volti storici attivi in band come The Rock&#8217;n'Roll Kamikazes e i Lucky Strikes. L&#8217;obiettivo: Far scatenare il pubblico trasformando ogni locale o piazza in una grande pista da ballo vintage.</p>
<p><strong>Sabato 12 Dicembre</strong> &#8211; BURNIN&#8217;MOON NIGHT- <strong>Geno &amp; His Rockin&#8217; Dudes</strong> sono un gruppo musicale italiano guidato dal chitarrista e cantante Carmelo Geno Genovese. Il genere: suonano rock and roll e rhythm and blues delle origini, con un forte richiamo all&#8217;energia del boogie. Il legame con Chuck Berry: Il loro repertorio è un omaggio alla musica di Chuck Berry. Geno ha avuto il privilegio di suonare con lui e di cantare Johnny B. Goode durante la sua ultima tournée europea. La formazione: È un progetto musicale aperto e flessibile. A seconda dei concerti, Geno si accompagna a diversi musicisti di talento (come Simone Dabusti, Francesco Palmisano, Fabrizio Carletto, Marco Betti, Igor Francia, Luca Pol e altri). Il leader: Carmelo Geno Genovese è anche un autore e operatore culturale molto attivo nella scena rock and roll</p>
<p><strong>Sabato 19 Dicembre</strong> &#8211; <strong>The Crowsroads</strong> &#8211; sono un duo folk-rock-blues formato dai fratelli Matteo (chitarra e voce) e Andrea Corvaglia (armonica e voce). On the road da oltre un decennio, sin da quando erano adolescenti, negli anni i due fratelli hanno suonato in molti dei maggiori festival blues e rock italiani e hanno aperto i concerti di artisti internazionali come Robben Ford, John Popper &amp; Jono Manson, Larry Campbell &amp; Teresa Williams e collaborato con Sarah Jane Morris, Jono Manson, Frankie Chavez e F.lli La Bionda/DD Sound. Vincitori del concorso L’Artista che non c’era nel 2016, nel 2022 hanno vinto l’Italian Blues Challenge, il principale contest italiano legato alla musica blues, e nel giugno 2023 sono stati i rappresentanti ufficiali dell’Italia all’ultima edizione della European Blues Challenge, tenutasi a Chorzów in Polonia. Nel 2024 è arrivato Spaceship, il loro nuovo album di brani originali, frutto di una nuova ricerca sonora. Edito da Slang Records, è il quarto capitolo della loro discografia, dopo l’EP Some Sky Inside My Pocket (2012) e gli album Reels (2016) e On The Ropes (2019). Pubblicato inizialmente in cd e digitale, dal 2025 l&#8217;album è disponibile anche in formato vinile.</p>
<p><strong>Venerdì 25 Dicembre</strong> &#8211; The Original Rockin’Christmas Party &#8211; Special Guest <strong>Sam Ghezzi</strong> accompagnato da <strong>Little Risolo &amp; The Northside Boys</strong>.</p>
<p>trio musicale italiano dedito al rock and roll e al rockabilly con sonorità ispirate agli anni &#8217;40 e &#8217;50. Little Risolo, pseudonimo di Claudio Alceste Risolo, è un giovanissimo chitarrista e cantante originario di Senigallia. Propone un repertorio che unisce brani originali e cover vintage, e ha pubblicato il suo primo album in studio intitolato Just Rockin&#8217;!. The Northside Boys: È il duo di supporto ritmico che affianca Little Risolo, composto da musicisti esperti della scena roots internazionale, Giulio Farinelli al contrabbasso e David Giudici alla batteria.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Black Ball Boogie – Pausa Caffè</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Apr 2026 19:03:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Tognoni</dc:creator>
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		<category><![CDATA[A-Z Blues]]></category>
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		<description><![CDATA[Pausa Caffè è un album positivo, divertente e coinvolgente, un viaggio tra le atmosfere Rock’n’Roll, Swing e Boogie Woogie degli anni ’40 e ’50.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2026/04/Black_Ball_Boogie_Pausa_Caffe.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-27533" title="black_ball_boogie_pausa_caffe" src="https://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2026/04/Black_Ball_Boogie_Pausa_Caffe-300x298.jpeg" alt="" width="300" height="298" /></a></p>
<pre>Pretty Cat’s Records</pre>
<pre>www.blackballboogie.com</pre>
<pre>www.facebook.com/blackballboogie</pre>
<pre>www.instagram.com/blackballboogie</pre>
<p>Attivi dal 2016, i Black Ball Boogie dichiarano in modo esaustivo, sul loro sito web, le prerogative del progetto musicale che perseguono: “Diamo nuova energia alla storica musica Boogie, Swing e Rock ‘n’ Roll, un viaggio musicale che fonde il fascino del passato con l’energia del presente”. Dieci anni di attività molto proficui, contrassegnati da un’intensa attività live e la pubblicazione di due EP, uno dei quali li vede accompagnare Bobby Solo (Black Ball Boogie meet Bobby Solo, 2022) sino ad arrivare all’esordio discografico su lunga durata, avvenuto nel 2023 con Hey dove vai! contenente sette brani originali, ed una cover. La band, è composta da Virginia Piccichè (voce), Manuel Goretti (pianoforte e voce), Luciano Sibona (contrabbasso e voce) e Filippo Lambertucci (batteria e voce). Il tredici marzo, i Black Ball Boogie hanno pubblicato Pausa Caffè, nuovo album composto da nove tracce originali più un intro strumentale. Come loro consuetudine, tutti i testi sono in italiano ed è fondamentale notare che testi e musiche, portano la firma di tutti i componenti della band, a riprova del loro affiatamento e comunità di intenti. Il travolgente ritmo del Rock’n’Roll, dello Swing e del Boogie Woogie, suonato ed interpretato con passione e competenza caratterizza tutto l’album, ritmo spezzato, comunque in modo estremamente positivo, dallo slow Un po’ si muore. La caratteristica e caratterizzante voce solista di Virginia Piccichè è coadiuvata dagli altri componenti della band, che oltre che ottimi strumentisti, dimostrano doti vocali non comuni. In alcune tracce, per arricchire il sound complessivo, hanno collaborato i bravi Gabriele Bolognesi (sax), Daniele Giardina (tromba), Francesco Bucci (trombone), Guglielmo Pagnozzi (clarinetto) e Paolo Prosperini (chitarra). Pausa Caffè è un album positivo, divertente e coinvolgente, ma è dal vivo che i Black Ball Boogie riescono a far calare gli ascoltatori completamente tra le atmosfere degli anni ’40 e ’50, grazie all’estrema cura di ogni particolare, abbigliamento compreso.</p>
<p>Stefano Tognoni</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tracce</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La profezia dello scimpanzé (intro)</p>
<p>Oh, Mamma!</p>
<p>L’estate va</p>
<p>L’automobilista Invertebrato</p>
<p>Un po’ si muore</p>
<p>Caffè?</p>
<p>Desiree</p>
<p>Judy Lee</p>
<p>Fantozzi, il Pittore</p>
<p>La profezia dello scimpanzé (reprise)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Emir &amp; His Band – Live! Fifteen Songs recorded Live on Tour!</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2026 20:54:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Tognoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[LIVE! ulteriore conferma della maturità artistica raggiunta da Emir &#038; His Band, nell'ambito della Country &#038; Western Music, dello Swing e del Rock’n’Roll.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2026/03/Emir-His-Band-Live-cover-album.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-27456" title="emir-his-band-live-cover-album" src="https://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2026/03/Emir-His-Band-Live-cover-album-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<pre>Produzione Indipendente</pre>
<pre>www.facebook.com/emirtrere</pre>
<pre>https://emirtrere.com/</pre>
<p>Conosciutisi nell’ambiente musicale bolognese, partecipando a delle jam, Emir Trerè (chitarre elettriche e acustiche, steel guitar, voce), Manuel Cucaro (batteria) e Luca Pasotti (basso, seconda voce) hanno unito le loro forze nell’estate del 2022, sotto la sigla di Emir &amp; His Band, di cui ci eravamo già occupati nel 2024 per l’interessante Electric Honky Tonk, secondo album della loro discografia, dopo l’esordio avvenuto nel 2022 con Walk Like a Man. Il recentissimo LIVE! Fifteen Songs recorded Live on Tour!, contiene quindici tracce registrate durante il proficuo tour estivo del 2025, e contempla classici del passato, canzoni poco conosciute, ma non per questo meno valide e composizioni originali. Come sempre, il loro repertorio spazia dalla Country &amp; Western Music al Rock’n’Roll passando per l’Honky Tonk e lo Swing senza disdegnare reminiscenze blues. La dimensione live è quella che più si addice ad Emir &amp; His Band che riescono nella non semplice impresa di trasferire lo stesso entusiasmo e sensazioni di un concerto anche nell’ascolto delle tracce registrate. La credibilità e la naturalezza con la quale affrontano un genere così particolare, all’interno dei nostri confini, è stupefacente. Emir si dimostra chitarrista validissimo, dalla vocalità adeguata al genere proposto, coadiuvato da una sezione ritmica sempre più calata nelle atmosfere di un genere musicale inizialmente più vicino al solo Emir. Se nulla possiamo obiettare alle perfette esecuzioni dei “classici”, i brani originali mettono in risalto la maturità compositiva di Emir dimostrandosi tutti all’altezza delle tracce composte da artisti statunitensi. Emir Trerè ha un sogno ed il suo sogno ha una meta ben precisa, le zone rurali degli USA, il Tennessee, Nashville, non solo per una vacanza prolungata, ma per inserirsi professionalmente nel music business, vivere di concerti, pubblicare la propria musica, ed esibirsi con i più celebri artisti della musica che porta da sempre nel cuore. La passione e soprattutto le capacità tecniche, di certo non difettano ed un album come LIVE! può essere un ulteriore biglietto da visita per contribuire a far diventare un sogno, realtà.</p>
<p>Stefano Tognoni</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tracce</p>
<p>Shuck ‘n’ Jive</p>
<p>Tennessee Saturday Night</p>
<p>I Couldn’t Believe It Was True</p>
<p>Make Me Fall In Love</p>
<p>Little Ole Wine Drinker Me</p>
<p>Diminished Flames</p>
<p>Swingin’ Doors</p>
<p>Honky Tonk Fever</p>
<p>I’ll Be Swingin’ Too</p>
<p>She Don’t Care Anymore</p>
<p>No More Regrets</p>
<p>For A Fistful Of Dollars</p>
<p>Truck Stop In La Grange</p>
<p>Cigarettes And Coffee Blues</p>
<p>That’s What Daddy Wants</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Emir &amp; His Band – Electric Honky Tonk</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Jun 2024 19:49:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Tognoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Emir &#038; His Band, Country &#038; Western music degli anni ’50, rock’n’roll e boogie, suonato con credibilità e passione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2024/06/EmirHisBand_Electric_Honky_Tonk.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-26087" title="emirhisband_electric_honky_tonk" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2024/06/EmirHisBand_Electric_Honky_Tonk-300x297.jpg" alt="" width="300" height="297" /></a></p>
<pre>Produzione Indipendente</pre>
<pre>www.facebook.com/emirtrere</pre>
<p>Emir &amp; His Band al primo ascolto, si potrebbe pensare che provengano da Nashville o dalle zone rurali degli USA. Il loro repertorio verte essenzialmente sulla Country &amp; Western music degli anni ’50, il rock’n’roll ed il boogie, suonato con credibilità e passione. Leggere la loro biografia, ci permette di scoprire che il leader Emir Trerè (chitarre elettriche e acustiche, steel guitar, voce) è invece un giovane bolognese, classe 1992, appassionato da sempre, grazie al padre, al mondo americano, ed in primis alla musica che più lo caratterizza. Questa sua passione ha contagiato, pur provenendo da differenti esperienze, anche la valida sezione ritmica che lo asseconda, composta da Manuel Cucaro (batteria), e Luca Pasotti (basso, seconda voce) ai quali si aggiungono, in alcune tracce, Davide Falconi al piano e Luca Petru ai cori. Il recente Electric Honky Tonk è il loro secondo album, dopo l’esordio avvenuto nel 2022 con Walk Like a Man. Electric Honky Tonk contiene dieci tracce, tre delle quali originali, firmate da Emir Trerè, e le restanti selezionate senza cadere nella trappola dei brani troppo sfruttati ed arcinoti, pur essendo rappresentativi del genere proposto. Unica eccezione a non seguire questa logica è la celeberrima A Fistful Of Dollars (Per un pugno di dollari), reinterpretata in modo impeccabile. Il manifesto sonoro di Emir &amp; His Band è perfettamente rappresentato da Honky Tonk Fever, uno dei brani originali scelto come primo singolo e videoclip, in rappresentanza dell’album. Affrontare un genere, perlomeno in Italia, discograficamente di nicchia palesa l’entusiasmo e l’affiatamento che contraddistingue Emir e la sua band, che hanno tutte le carte in regola per ottenere, soprattutto dal vivo, le meritate soddisfazioni.</p>
<p>Stefano Tognoni</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tracce</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A Fistful Of Dollars</p>
<p>Little Ole Wine Drinker Me</p>
<p>Baby Baby Baby (Don&#8217;t Tell Me That)</p>
<p>I&#8217;ll Be Swingin&#8217; Too</p>
<p>The Dream Goes Along</p>
<p>Cigarettes And Coffee Blues</p>
<p>Today (You Want Me To Be There)</p>
<p>Louisiana Boogie</p>
<p>Honky Tonk Fever</p>
<p>Give Me Forty Acres</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>The Shakin’ Apes – Animal Farm</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Apr 2024 19:28:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Tognoni</dc:creator>
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		<category><![CDATA[The Shakin’ Apes]]></category>

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		<description><![CDATA[Animal farm, il nuovo EP dei The Shakin’ Apes tra i principali alfieri del sound degli anni ’40 e ’50, il rockabilly, il rock and roll.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2024/04/The_Shakin_Apes_AnimalFarm.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-25947" title="the_shakin_apes_animalfarm" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2024/04/The_Shakin_Apes_AnimalFarm-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<pre>Produzione Indipendente</pre>
<pre>www.facebook.com/TheShakinApes/</pre>
<p>A distanza di cinque anni dall’omonimo e positivo esordio, fanno di nuovo capolino tra i nostri ascolti i The Shakin’ Apes, band di base in Sardegna attiva dal 2018 e formata da Pierpaolo Sanna (voce solista, cori), Antonio Cocco (batteria e cori), Gavino Corrias (basso, contrabbasso, cori) e Salvatore Luzzu (chitarre e cori). Animal Farm, disponibile dal 29 marzo, contiene sei tracce originali, tutte firmate come The Shakin’ Apes a dimostrazione dell’affiatamento e comunità di intenti all’interno della band. Sei tracce, una sorta di EP di lunga durata, numero sufficientemente esaustivo per confermare quello che è il loro manifesto sonoro, la passione per il sound degli anni ’40 e ’50, ed in particolare per il rockabilly, il rock and roll, il surf e garage senza disdegnare reminiscenze blues e country. Animal Farm è un concept album, la cui ambientazione, un saloon fattoria, è raffigurata anche sulla particolare e divertente copertina. Tutti i componenti della band si dimostrano elementi di primordine, dimostrando una familiarità, competenza e credibilità non comuni per territori musicali dai più, non frequentemente praticati. Animal Farm non ha punti deboli, “suona” compatto e carico di energia, complici i pregevoli arrangiamenti e la ricerca, per tutti gli strumenti, delle sonorità adeguate ad ogni traccia e non fa che confermare i The Shakin’ Apes tra i principali alfieri italici del genere proposto.</p>
<p>Stefano Tognoni</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tracce</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The Wolf</p>
<p>Easy To Tell</p>
<p>The Drunk Rooster</p>
<p>Never Lookin&#8217; Back</p>
<p>Run Jack, Run</p>
<p>The Way You Move</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Gig O Watt – Rock ‘N’ Roll in the Country</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2021 21:33:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Tognoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dischi]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[blues]]></category>
		<category><![CDATA[Gig O Watt]]></category>
		<category><![CDATA[Rock'n'Roll]]></category>

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		<description><![CDATA[La produzione del trio fra blues e rock'n'roll]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2021/07/GigOWatt_Rock.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-21410" title="gigowatt_rock" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2021/07/GigOWatt_Rock-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<pre>(Produzione Indipendente)</pre>
<pre>www.facebook.com/gigowattband</pre>
<p>I Gig O Watt sono un validissimo trio composto da Mattia Bigi al basso, Tommy Ruggero alla batteria, e Paolo Roberto Pianezza alla chitarra e voce, artista del quale ci eravamo recentemente occupati recensendo l’ottimo All Over Again, dei Lovesick Duo, prodotto in coppia con Francesca Alinovi. I Gig O Watt sono un trio molto eterogeneo, Mattia Bigi è stato per molti anni componente degli Extrema, band di riferimento nel trash,metal italiano, ed attualmente è componente della live band di Biagio Antonacci, nutre inoltre una grande passione per il blues ed il southern rock. Tommy Ruggero lavora molto in studio di registrazione, con artisti come Laura Pausini, Renato Zero e Vasco Rossi, alternando un’appagante attività live in formazioni che spaziano dallo swing al funk al rock. Di Paolo Roberto Pianezza conosciamo la sua passione per rock’n’roll, western swing e country. Tre personalità artistiche, all’apparenza differenti, sono riuscite a trovare una perfetta alchimia ed una passione in comune il cui frutto finale è Rock ‘N’ Roll in the Country, pubblicato in vinile e cd, album composto da undici brani originali, tutti composti da Paolo Roberto Pianezza. Rock ‘N’ roll in the Country, come si evince anche dal titolo, è un concentrato di rock’n’roll, country/rock e blues suonato e interpretato con perizia ed efficacia da tutti gli elementi della band. I riferimenti stilistici spaziano da Elvis e le sua produzioni anni ’50, primi ’60, ai Creedence Clearwater Revival, al punto che molti dei brani ben figurerebbero nella mitica colonna sonora di American Graffiti. Non solo Rock ‘N’ roll in the Country è consigliato a tutti gli appassionati del genere proposto, ma crediamo che siano altresì imperdibili le esibizioni live dei Gig O Watt.</p>
<p>Stefano Tognoni</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tracce</p>
<p>Rock and roll in the country</p>
<p>Don&#8217;t even think about it</p>
<p>New York City Wind</p>
<p>You&#8217;re hot</p>
<p>You might see me better too</p>
<p>Kenny</p>
<p>End of the world</p>
<p>I don&#8217;t have to pay</p>
<p>Nothing seems so important</p>
<p>Baby I&#8217;m ready</p>
<p>I do believe we&#8217;re through</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lovesick Duo – All Over Again</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2021 20:24:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Tognoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dischi]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Country]]></category>
		<category><![CDATA[Lovesick Duo]]></category>
		<category><![CDATA[Rock'n'Roll]]></category>

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		<description><![CDATA[Nuovo album con tredici originali]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2021/02/Lovesick_Duo_All_Over_Again.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-20260" title="lovesick_duo_all_over_again" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2021/02/Lovesick_Duo_All_Over_Again-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<pre>(Produzione indipendente / AZ Blues)</pre>
<pre>https://lovesickduo.com</pre>
<pre>https://www.facebook.com/lovesickduod</pre>
<p>I Lovesick Duo, sono una formazione giovane e interessante, attiva dal 2015 e composta da Paolo Roberto Pianezza (chitarre, lap stell e voce) e Francesca Alinovi (contrabbasso e voce). Rock’n’roll, western swing e country, sono i generi nei quali si cimentano con perizia e passione ed il recentissimo All Over Again, quarto album della loro discografia, ne è ulteriore conferma. All Over Again è composto da ben tredici tracce originali, dieci delle quali firmate da Paolo Roberto e Francesca, due cofirmate con Luke Winslow King (Black and white light, Today’s the day) e una con Brad Myrick (I’m in love with my baby). L’ascolto, grazie al loro sound d’insieme, le sonorità degli strumenti e gli ottimi intrecci vocali, ci catapulta nelle atmosfere tipiche degli anni ’40 e ’50 periodo storico a cui fanno riferimento. Pochi ospiti, ma di grande spessore e funzionali all’economia del progetto, arricchiscono alcuni brani. Citazione doverosa quindi per il grande Roberto Luti alla chitarra resofonica in I might be going home, Alessandro Cosentino al violino in Ain’t no other place (for you and me) e Lorenzo Assogna alla chitarra elettrica in I Don’t love you anymore. Come dicevamo, rock’n’roll, western swing e country sono il filo conduttore che accomuna l’ascolto, sempre scorrevole e piacevole. Malgrado la formazione ristretta i Lovesick Duo, forti dell’esperienza live e del perfetto amalgama, producono un sound “pieno” e coinvolgente. Un libretto esaustivo, contenente tutti i testi, la scelta di pubblicare All Over Again in cd, vinile, e anche in formato 45 giri con il singolo che da il titolo all’album, sono ulteriori prerogative positive che danno valore aggiunto ad un album che reputiamo imperdibile per tutti gli amanti del genere proposto.</p>
<p>Stefano Tognoni</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tracce</p>
<p>All over Again</p>
<p>Second Chance</p>
<p>Black and white light</p>
<p>I might be going home</p>
<p>Ain’t no other place (for you and me)</p>
<p>I wish you were my baby</p>
<p>I’m in love with my baby</p>
<p>Paradise Island</p>
<p>I Don’t love you anymore</p>
<p>The World is different without you</p>
<p>That record that you liked</p>
<p>Lovesick Boogie</p>
<p>Today’s the day</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Little Richard: Tutti i Frutti del rock</title>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2020 18:36:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Manzotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[The state I'm in]]></category>
		<category><![CDATA[Little Richard]]></category>
		<category><![CDATA[Rock'n'Roll]]></category>

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		<description><![CDATA[La scomparsa di uno dei padri fondatori del Rock'n'Roll]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2021/09/little-richard.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-21686" title="little-richard" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2021/09/little-richard-1024x1019.jpg" alt="" width="460" height="457" /></a></p>
<p><em>Da Qn-Quotidiano Nazionale del 10 maggio 2020</em></p>
<p>Era l’uomo che aveva inventato l’urlo del Rock’n’Roll, quel «Awopbopaloobop Alopbamboom» del suo brano più noto, Tutti Frutti. Uno dei simboli più evidenti della musica che travolse l’America e il mondo a partire dalla seconda metà degli anni Cinquanta. Little Richard, uno dei padri fondatori del Rock’n’Roll, soprannominato “l’architetto del rock”, è scomparso a Los Angeles a 87 anni. La notizia, data su Facebook dal suo ex chitarrista Kelvin Holly, è stata poi confermata dal figlio Danny Penniman, senza dettagli sulle cause del decesso. Se Elvis Presley era considerato il sex symbol bianco del Rock’n’Roll, Little Richard ne rappresentava il lato più istintivo, quasi primordiale, con le radici che affondavano nel blues e nel gospel. Divenne celebre non solo per i suoi brani, ma anche grazie al suo stile travolgente al pianoforte e al suo look trasgressivo, sempre al limite dell’ambiguità sessuale, nell’America conservatrice, in un’epoca in cui la musica annunciava al mondo che usciva dalla guerra che i giovani ribelli erano i nuovi protagonisti della società. Nato a Macon, in Georgia, Richard Wayne Penniman (questo il suo vero nome) era uno dei 12 figli di un uomo che manteneva la famiglia con lavoretti saltuari. Un padre che accusava di omosessualità il ragazzo a causa della sua passione per la musica, tanto che Richard andò a vivere in una famiglia bianca all’età di 13 anni. Il suo primo disco fu pubblicato nel 1951 dall’Rca, con il nome d’arte scelto perché nella scena Rhythm and Blues di allora iniziavano ad avere successo musicisti con l’aggettivo “Little“ (nel senso di giovanissimo) davanti al nome di battesimo. La svolta però giunse nel 1955 quando spedì alla Specialty Records di Chicago Tutti Frutti. Il verso «Awopbopaloobop Alopbamboom» lo inventò mentre lavorava come lavapiatti al ristorante della stazione dei Greyhound a Macon. La canzone arrivò in classifica e Little Richard scrisse in pochi anni i suoi brani più famosi: da Long Tall Sally a Slippin’ and Slidin’, Good Golly Miss Molly, Lucille. Sono bastati questi grandi titoli a garantirgli una carriera duratura. I Beatles lo consideravano tra i grandi ispiratori della loro musica: Paul McCartney amava particolarmente Long Tall Sally. Tanti altri artisti (Everly Brothers, Kinks, Creedence Clearwater Revival, Elvis Costello) ripresero i suoi brani, Elton John ammirava il suo stile pianistico energico e percussivo, Michael Jackson comprò i diritti delle sue canzoni. Ma la sua attività dal vivo era caratterizzata anche da una forte presenza scenica fatta di pettinature con i capelli verso l’alto, trucchi androgini e vestiti con le perline. Una volta disse a Prince che era stato lui per primo ad aver usato il colore porpora in scena. E nello show entrava in gioco anche l’equivoco sessuale, da lui stesso alimentato in varie interviste, fino all’ultima sull’argomento nel 2017 in cui però smentiva ogni tipo di ambiguità. La sua attività ha toccato anche il cinema e serie tv di successo come Miami Vice. In Italia fu anche ospite di Adriano Celentano a Fantastico, 1987. Ma la dimensione ideale di Little Richard è stata il palco, sul quale si è sempre circondato di grandi musicisti (compreso Jimi Hendrix che però licenziò: «ne ero geloso, mi rubava la scena»). Solo negli ultimi anni Little Richard aveva dovuto ridurre i movimenti negli show per un’operazione all’anca. «Ho avuto la fortuna di vederlo in concerto nel 2006 a Memphis – spiega Graziano Uliani del Porretta Soul Festival –. Pioveva a dirotto ed ero stato invitato sul retropalco da Steve Cropper. Little Richard, nonostante il band leader Wayne Chaney lo richiamasse più volte, era sempre sul limite del palcoscenico per stare più vicino possibile al pubblico. Finì il concerto totalmente bagnato»</p>
<p>Michele Manzotti</p>
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		<title>Bo Diddley &#8211; Have Guitar, Will Travel</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Feb 2018 14:55:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Manzotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dischi]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ristampe]]></category>
		<category><![CDATA[blues]]></category>
		<category><![CDATA[Bo Diddley]]></category>
		<category><![CDATA[Rock'n'Roll]]></category>

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		<description><![CDATA[La ristampa del terzo e del quarto disco di The Originator]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2018/02/Bo-diddley.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-13313" title="bo-diddley" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2018/02/Bo-diddley-294x300.jpg" alt="" width="294" height="300" /></a></p>
<pre>(State of The Art / Egea)</pre>
<pre>www.bodiddley.com</pre>
<p>Il terzo e il quarto album di The Originator (così era soprannominato Bo Diddley) furono registrati negli studi Chess di Chicago tra il 1959 e il 1960 e stampati dalla Checker Records nel pieno del suo periodo di successo. Have Guitar, Will Travel, uno degli album che maggiormente ha avuto influenza sul linguaggio beat successivi, contiene alcuni classici come Cops and Robbers, Run Diddley Daddy e Mona (I Need You Baby). Nel disco si consolida lo stile di Diddley, partito dal blues e particolarmente incisivo come chitarrista ritmico. La voce è quella di un animale da palcoscenico, con toni rhythm&#8217;n'blues. A questo album la State of The Art ha abbinato il quarto, In The Spotlight. La direzione stilistica non cambia molto anche se compare l&#8217;atmosfera caraibica di Limber, il doo wop di Deed and Deed I Do e la strumentale Scuttle Bug. La ristampa è completata da altre quattro tracce, fra cui la scatenata Cadillac.</p>
<p>Michele Manzotti</p>
]]></content:encoded>
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		<title>The Chicken Queens – Buzz</title>
		<link>https://www.ilpopolodelblues.com/wp/2016/10/the-chicken-queens-buzz/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=the-chicken-queens-buzz</link>
		<comments>https://www.ilpopolodelblues.com/wp/2016/10/the-chicken-queens-buzz/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 30 Oct 2016 17:23:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Tognoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dischi]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Garage]]></category>
		<category><![CDATA[punk]]></category>
		<category><![CDATA[Rock'n'Roll]]></category>
		<category><![CDATA[The Chicken Queens]]></category>

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		<description><![CDATA[Il suono garage del duo modenese]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2016/10/Chicken_Queens_Buzz-1.jpg"><img class="alignnone  wp-image-10234" title="Chicken_Queens_Buzz (1)" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2016/10/Chicken_Queens_Buzz-1.jpg" alt="" width="470" height="470" /></a></p>
<pre>La Clinica Dischi</pre>
<pre>https://www.facebook.com/The-Chicken-Queens-364900796874177/?fref=ts</pre>
<p>I modenesi The Chicken Queens sono un atipico duo composto da Matteo Capirossi (voce, chitarra) e Luca Sernesi (batteria,cori). Formatisi nel 2012, a distanza di poco tempo hanno presentato un Ep omonimo, seguito nel 2014 dal cd Up from the grave. Recentemente hanno pubblicato Buzz, composto da 8 tracce, progetto che conferma e prosegue il loro manifesto artistico. Coadiuvati dal bassista David Parmeggiani Rojo, i The Chicken Queens propongono brani che sono una miscela di r&amp;r, garage, punk e blues ma anche beat anni ’60, come nell’iniziale The Queen Bee e Holiday Blues. I brani, pur volutamente grezzi, spartani ed essenziali, palesano un’originalità che li rende interessanti e moderni, anche a causa delle molte contaminazioni presenti. All’ascolto Buzz “suona” molto live, spontaneo e ricco di groove, ed in questo una parte di merito va sicuramente attribuita a Stefano Riccò che si è occupato della produzione artistica e delle fasi di registrazione. Le sonorità e l’impatto musicale creato rendono i The Chicken Queens una formazione sicuramente interessante nelle esibizioni dal vivo, territorio dove hanno le carte in regola per muoversi a loro agio.</p>
<p>Stefano Tognoni</p>
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