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	<title>il popolodelblues &#187; Rivista elettronica fondata da Ernesto de Pascale articoli, recensioni, link, informazioni su artisti eventi</title>
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		<title>&#8220;Immacolata sfrenata danza&#8221; con Extraliscio, Salefino e Foriporta Coroncina, Siena, 9 dicembre 2021</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Dec 2021 20:44:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Manzotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concerti]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Elisabetta Sgarbi]]></category>
		<category><![CDATA[Extraliscio]]></category>
		<category><![CDATA[Siena]]></category>

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		<description><![CDATA[Il doppio appuntamento senese con la formazione e la factory di Elisabetta Sgarbi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2021/12/20211209_225407.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-22298" title="20211209_225407" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2021/12/20211209_225407-1024x497.jpg" alt="" width="460" height="223" /></a></p>
<pre>www.extraliscio.it</pre>
<pre>www.lanavediteseo.eu</pre>
<p>C&#8217;è qualcosa di più di una presentazione di un libro e di un concerto, anche se i protagonisti sono gli stessi. Dopo avere assistito ai due appuntamenti di Siena dal titolo Immacolata sfrenata danza si comprende che c&#8217;è qualcosa di più: un progetto culturale reso possibile da un gruppo di lavoro (o vera e propria factory, come detto durante la presentazione) che sceglie un obiettivo e lo persegue verso il suo auspicabile raggiungimento. Extraliscio ed Elisabetta Sgarbi insieme sono tutto questo. Da quando l&#8217;editrice de La Nave di Teseo ha incontrato la formazione punk da balera sono nati un film premiato alla Mostra di Venezia, due filmini (non videoclip), la partecipazione a un Festival di Sanremo, un doppio album, la colonna sonora di un film di Pupi Avati, l&#8217;esibizione all&#8217;istituto italiano di cultura a Parigi e una trasferta a Miami a metà dicembre. E ovviamente il libro Extraliscio edito da La Nave di Teseo scritto dal tridente del gruppo ovvero Mirco Mariani, Moreno Conficconi e Mauro Ferrara. Proprio per ribadire il concetto di factory, Elisabetta Sgarbi ha voluto accanto a sé non solo i musicisti ma anche Eugenio Lio, suo stretto collaboratore. Sede della presentazione del libro e della proiezione del filmino La Nave sul Monte è stata l&#8217;enoteca Salefino a cura di Silvia Jop della Desideria Factory con la partecipazione di Tiziano Bonini dell&#8217;Università di Siena. Nell&#8217;incontro si è compreso come la simpatia dei protagonisti (con momenti di goliardia) si accompagni a un lavoro quotidiano dove nascono idee e si creano le condizioni per realizzarle.</p>
<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2021/12/20211209_230250.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-22299" title="20211209_230250" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2021/12/20211209_230250-1024x497.jpg" alt="" width="460" height="223" /></a></p>
<p>Un&#8217;attività meritoria perché Extraliscio, senza Elisabetta Sgarbi e il suo team, rischiava di rimanere un bel fenomeno musicale di nicchia mentre adesso può contare su un&#8217;ottima visibilità. Con questa premessa la formazione può continuare ad approfondire la sua avventura musicale. Nell&#8217;esibizione al circolo Foriporta della Coroncina ha presentato un set fatto di brani nuovi e scritti qualche anno fa, di originali e riproposte di Secondo Casadei come Riviera romagnola e Mia cara gioventù. Tutto questo senza perdere la bussola del rigore musicale anche nei momenti punk. A fianco dei tre frontmen d&#8217;altra parte ci sono musicisti straordinari come il trombettista-fisarmonicista Enrico Milli e il diciassettenne Fabio Barbero con il difficile compito di sostituire il Maradona del sax Fiorenzo Tassinari, superato a pieni voti nel virtuosismo de La Sfida. In un Italia dove spesso mancano le idee Extraliscio è un esempio da seguire. Perché non è solo un gruppo musicale o un progetto. Ma come dice spesso Elisabetta Sgarbi è un modo di pensare. E questo fa la differenza.</p>
<p>Michele Manzotti</p>
<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2021/12/IMG-20211210-WA0001.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-22300" title="img-20211210-wa0001" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2021/12/IMG-20211210-WA0001-1024x682.jpg" alt="" width="460" height="306" /></a></p>
<p>Da sinistra Moreno Conficconi, Mirco Mariani, Michele Manzotti, Elisabetta Sgarbi, Mauro Ferrara. Foto di Eugenio Lio</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Manu Delago: &#8220;Suonare scalando le montagne&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jul 2019 21:09:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Manzotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Accademia Chigiana]]></category>
		<category><![CDATA[Manu Delago]]></category>
		<category><![CDATA[Siena]]></category>

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		<description><![CDATA[Il film e il concerto Parasol Peak raccontati dal musicista austriaco ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2019/07/65865388_10157284761544356_6978825727147769856_o.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-16359" title="65865388_10157284761544356_6978825727147769856_o" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2019/07/65865388_10157284761544356_6978825727147769856_o-768x1024.jpg" alt="" width="460" height="613" /></a></p>
<pre>www.chigiana.it</pre>
<pre>www.manudelago.com</pre>
<p><em>Foto dalla pagina Facebook dell&#8217;artista</em></p>
<p>Appuntamento di rilievo in occasione del festival dell&#8217;Accademia Chigiana di Siena. La sera del 16 luglio nella cornice de S. Maria della Scala, il musicista austriaco Manu Delago presenta al pubblico il suo progetto «Parasol Peak», un inno alla natura che s’ispira musicalmente al jazz. Il suono è diventato anche un film ideato da Delago, prodotto e diretto da Johannes Aitzetmüller: nelle immagini i musicisti suonano dopo aver scalato le montagne.</p>
<p><strong>Come è nata l’esperienza di un film quale Parasol Peak?</strong></p>
<p>«Sono cresciuto fra le montagne del Tirolo e a un certo punto ho pensato che fosse bello unire le mie due passioni: la musica e l’alpinismo. Così all’inizio è nato un filmato di 4 minuti. Ero soddisfatto del risultato così ho pensato di svluppare un progetto con altri musicisti che condividessero la mia stessa idea di suonare e di arrampicarsi sulle montagne».</p>
<p><strong>E’ stato difficile trovare colleghi che potessero partecipare al film? Forse lei è stato facilitato dal fatto di vivere in un posto tra i monti e quindi di conoscere altri musicisti con la passione comune&#8230;</strong></p>
<p>«La sua osservazione è corretta: non tanti musicisti sono scalatori. Ho cercato contatti tramite vari amici, chiedendo consigli. Servivano persone adatte a portare con loro il carico di strumenti, suonare e arrampicarsi. Non è stato facile: l’ensemble è stato scelto in base ai singoli musicisti e non agli strumenti. Successivamente ho scritto i brani per loro, non sarebbe stato possibile in precedenza».</p>
<p><strong>Non deve essere facile portare a sua volta strumenti e attrezzatura tecnica. Come avete fatto?</strong></p>
<p>«Calcolando che non c’è elettricità in montagna, abbiamo dovuto preparare adeguatamente l’attrezzatura. I musicisti dovevano imparare a impacchettare bene il materiale, così come la troupe, tra cui le batterie necessarie a far funzionare tutto. Ci sono voluti ben nove mesi di preproduzione».</p>
<p><strong>Come è stata accolta al film festival del Cervino questa proiezione, calcolando che era la prima volta che veniva girato un film su un argomento del genere?</strong></p>
<p>«Era il primo appuntamento ufficiale per il film e abbiamo avuto un riscontro molto positivo. E’ stata dunque un’ottima partenza per Parasol Peak che in questo anno ha avuto riconoscimenti e ottime critiche».</p>
<p><strong>Lei collabora con tanti artisti e artiste, come Björk e Anouschka Shankar. Siete legati dalla stessa vocazione a ideare progetti legati alla natura?</strong></p>
<p>«Ha ricordato Björk e il suo impegno per l’ambiente è noto a livello internazionale. Ma con questo film a me interessava fare qualcosa di avventuroso e pionieristico legato alla natura, di qualcosa mai visto prima».</p>
<p><strong>Lei a Siena suonerà in uno spazio chiuso, quale tipo di spettacolo ha pensato?</strong></p>
<p>«Sarà con il mio quartetto per eseguire un’antologia della mia produzione. Scorreranno anche immagini di Parasol Peak, ma non ci sarà solo il repertorio acustico che caratterizza il film, ma anche momenti di elettronica».</p>
<p>Michele Manzotti</p>
<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2019/07/60346417_10157156813119356_6749759113908977664_o.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-16360" title="60346417_10157156813119356_6749759113908977664_o" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2019/07/60346417_10157156813119356_6749759113908977664_o-1024x682.jpg" alt="" width="460" height="306" /></a></p>
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