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	<title>il popolodelblues &#187; Rivista elettronica fondata da Ernesto de Pascale articoli, recensioni, link, informazioni su artisti eventi</title>
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		<title>Maria Cefalà &#8211; Discovering Bach</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Apr 2022 17:48:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Manzotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dischi]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[classica]]></category>
		<category><![CDATA[Johann Sebastian Bach]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Cefalà]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Fresu]]></category>
		<category><![CDATA[tuk music]]></category>

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		<description><![CDATA[Il primo titolo della collana classica dell'etichetta di Paolo Fresu]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2022/04/TUK052-DISCOVERING-BACH-COVER.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-23305" title="TUK052 - DISCOVERING BACH - COVER CD.indd" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2022/04/TUK052-DISCOVERING-BACH-COVER-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<pre>(Tǔk Classic-Tǔk Music / Ducale Music)</pre>
<pre>www.tukmusic.com</pre>
<pre>https://mariacefala.com/</pre>
<p>Questo è il primo titolo della sezione classica all&#8217;interno dell&#8217;etichetta fondata da Paolo Fresu. E l&#8217;autore, al di là delle intenzioni dello stesso jazzista, non poteva essere che Johann Sebastian Bach. Perché la lezione del compositore nato nel 1685 e morto nel 1750, è valida ancora oggi e tanti musicisti di vari generi guardano alla sua opera come fonte di ispirazione. E grazie all&#8217;ascolto delle sue musiche c&#8217;è sempre qualcosa di nuovo da scoprire. Come in questo caso, grazie alla protagonista del disco, la pianista Maria Cefalà. Che come nel titolo decide di riscoprire Bach. Innanzitutto scegliendo di utilizzare il proprio pianoforte, un Kawai, preferito ad altri marchi più famosi, Quindi selezionando tre aspetti diversi della produzione bachiana da tastiera, le Invenzioni a due voci, il Concerto italiano e una delle Partite (la numero 6 in mi minore). E&#8217; proprio dalle prime tracce che si capisce la direzione intrapresa dalla pianista, quella della valorizzazione dei temi attraverso una cantabilità molto spiccata. Le Invenzioni, da molti conosciute più per la funzione didattica che artistica, sono momenti necessari per capire le basi del contrappunto di Bach grazie al rapporto paritario nel lavoro delle due mani. C&#8217;è poi la luce del Concerto italiano con le sue armonie e l&#8217;evocazione delle orchestre d&#8217;archi di compositori come Antonio Vivaldi. Ci sono infine i movimenti della Partita a evidenziare ancora di più le intenzioni di Maria Cefalà, dalla monumentale Toccata in apertura a movimenti come la Corrente o la Giga dove compaiono gli accenti sincopati che ritroveremo nella musica moderna e nel jazz. Un bel modo per celebrare un inizio di collana, grazie a un&#8217;interpretazione concreta e di grande forza melodica.</p>
<p>Michele Manzotti</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Paolo Fresu &#8211; P60lo Fr3su</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2021 08:41:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Manzotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dischi]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[jazz]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Fresu]]></category>
		<category><![CDATA[tuk music]]></category>

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		<description><![CDATA[Tre album per festeggiare il compleanno speciale del musicista ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2021/02/fresu1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-20359" title="fresu" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2021/02/fresu1-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<pre>(Tǔk Music / Ducale Music)</pre>
<pre>www.tukmusic.com</pre>
<pre>www.paolofresu.it</pre>
<p>Auguri innanzitutto a Paolo Fresu per i suoi sessant&#8217;anni, con la ricorrenza che diventa un&#8217;occasione per nuovi progetti musicali e il recupero di incisioni rare. Questo box dell&#8217;etichetta della stesso musicista (arricchito di foto e dalla grafica molto accurata) riunisce infatti tre album corrispondenti ad altrettante esperienze diverse, una consuetudine del suo percorso artistico. Innanzitutto viene recuperato <strong>Heartland</strong>, un album uscito per la Universal Francia nel 2001 realizzato con David Linx alla voce e Diederik Wissels al piano. Al trio si era aggiunto  il suono di un quartetto d’archi e la ritmica composta da Palle Danielsson e dal compianto Jon Christensen  Un album che contiene a una fusione efficace tra improvvisazione, musica classica e canzone. Fra le tracce segnaliamo la stessa Heartland, Sleep (Emma&#8217;s lullaby) e la rivisitazione del tradizionale sardo Ninna Nanna Pitzinnu.</p>
<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2021/02/heartland.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-20362" title="heartland" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2021/02/heartland-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p>Tutt&#8217;altra ispirazione si trova in <strong>Heroes</strong>, che è un tributo alla musica di David Bowie originato da una commissione del comune di Monsummano Terme. Qui infatti l&#8217;allora sconosciuto cantante inglese partecipò a uno spettacolo nel 1969. Cinquanta anni dopo nella stessa località toscana si è tenuto il concerto dal titolo L&#8217;uomo che cadde sulla terra con Fresu che ha coinvolto Petra Magoni (voce), Gianluca Petrella (trombone ed elettronica), Francesco Diodati (chitarra elettrica), Francesco Ponticelli (contrabbasso e basso elettrico), e Christian Meyer (batteria) per un tributo che è poi stato registrato lo scorso anno. La lettura dell&#8217;ensemble affronta vari momenti della produzione del musicista inglese, da Space Oddity a uno dei suoi brani più recenti come Where Are We Now?. Un disco che presenta a volte sonorità elettroniche che contrastano con melodie conosciute da molti (un esempio è Let&#8217;s Dance) mentre in altri casi i brani si trasformano in ballate dal risultato affascinante come la già citata Where Are We Now?. Tra i pezzi più conosciuti di Bowie c&#8217;è Space Oddity, dilatata fino a 10 minuti di durata e pezzo di bravura dell&#8217;ensemble per atmosfere quasi esoteriche.</p>
<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2021/02/fresu-magoni-heroes.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-20363" title="fresu-magoni-heroes" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2021/02/fresu-magoni-heroes-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p><strong>The Sun On The Son</strong> è invece dedicato al mare, al Mediterraneo che poi sbocca nelll&#8217;Oceano da cui si raggiunge il lontano Brasile. L&#8217;incontro in trio fra Fresu, Daniele Di Bonaventura al bandoneon e Jaques Morelenbaum al violoncello ci porta in un mondo di incontri pieni di fascino, tra melodie ispirate e armonie corpose. Ci sono pezzi di grande spiritualità come Eg-Gua/Laude Novella e Preghiera in gennaio di Fabrizio De André, o che invitano alla sanza come Un valzer a Lapedona e Un vestido y un amor, mentra l&#8217;anima canta con la nota O que tinha de ser di Jobim/Vinicius e Ar livre. Un&#8217;unione strumentale felice per un repertorio di originali di ottima scrittura e standard trattati con grande rispetto e amore.</p>
<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2021/02/P.Fresu_TheSunOnTheSea.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-20364" title="p-fresu_thesunonthesea" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2021/02/P.Fresu_TheSunOnTheSea-300x276.jpg" alt="" width="300" height="276" /></a></p>
<p>Michele Manzotti</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le produzioni Tǔk Music  2</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2020 18:36:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Manzotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Special]]></category>
		<category><![CDATA[Dino Rubino]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Bardoscia]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Fresu]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Cipelli]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Tamborrino]]></category>
		<category><![CDATA[tuk music]]></category>

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		<description><![CDATA[Stefano Tamborrino, Dino Rubino, Roberto Cipelli con Paolo Fresu, Marco Bardoscia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2020/11/seacup-ok.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-19478" title="TUK041 - SEACUP - COVER CD.indd" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2020/11/seacup-ok-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p><strong>Stefano Tamborrino &#8211; Seacup</strong></p>
<p>&#8220;Sono quasi Gesù, posso quasi camminare sulle acque&#8221;. E&#8217; lo stesso Tamborrino a scrivere questa frase nel libretto del disco. Non pensiamo sia un impeto di immodestia, dato che l&#8217;ultima traccia ha come titolo proprio &#8220;Almost Jesus&#8221;. Compositore, batterista, protagonista anche alla voce e all&#8217;elettronica, Tamborrino ha pensato a una produzione dove gli archi sono protagonisti di una lunga suite dove l&#8217;elemento aquatico si insinua nei movimenti degli strumenti. Lunghe note (Coda), disegni talvolta spezzati dal ritmo (Olifante / The Kinzelman e Jakarta). Una costruzione complessa più vicina alla musica colta tra contemporaneità ed echi di secoli passati (Noli Me Tangere). Ambiziosa, ma efficace.</p>
<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2020/11/TUK040-time-of-silence-COVER-CD.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-19479" title="TUK040 - time of silence - COVER CD.indd" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2020/11/TUK040-time-of-silence-COVER-CD-300x294.jpg" alt="" width="300" height="294" /></a></p>
<p><strong>Dino Rubino &#8211; time of silence</strong></p>
<p>Non sappiamo a quale silenzio si voglia riferire il pianista e compositore DIno Rubino con questo disco. L&#8217;impressione che abbiamo avuto è quella di uno stile basato sulla forza della melodia, su una formazione sostanzialmente tradizionale (quartetto con sax di Emanuele Cisi, contrabbasso di Paolino Dalla Porta, batteria di Enzo Zirilli), lontano da dinamiche forti e sperimentazioni esagerate che sono il contrario del silenzio. Così ci possiamo godere le dieci tracce, magari davanti a un camino, proprio per il loro modo elegante di porsi all&#8217;ascolto. Claire, Just Blue, Owl in The Moon, Willow Weep ne sono ottimi esempi.</p>
<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2020/11/nash-ok.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-19480" title="TUK039 - EQUILIBRIO DI NASH - COVER CD.indd" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2020/11/nash-ok-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p><strong>Roberto Cipelli with Paolo Fresu &#8211; L&#8217;equilibrio di Nash</strong></p>
<p>Di melodia ce n&#8217;è molta anche in questo lavoro del pianista Roberto Cipelli insieme alla tromba e al flicorno di Paolo Fresu (che, non dimentichiamolo, è l&#8217;anima di questa etichetta). E anche di eleganza da parte dei due musicisti, con quella di Cipelli evidenziata anche dal suono del pianoforte Fazioli. Il progetto del pianista vede la proposta di diciassette tracce tra originali e standard (tra questi alcuni brani di Claudio Monteverdi). Come spesso accade in queste pagine ci piace segnalare i primi, che denotano un musicista di grande esperienza: il canto di Donna Dona, il contrappunto di Strategia 1, 2 e 3, la solennità cantabile di Stillness (dove compare anche il Fender Rhodes), la traccia titolo.</p>
<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2020/11/TUK037-THE-FUTURE-IS-A-TREE-COVER-CD_v2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-19481" title="TUK037 - THE FUTURE IS A TREE - COVER CD_v2.indd" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2020/11/TUK037-THE-FUTURE-IS-A-TREE-COVER-CD_v2-300x296.jpg" alt="" width="300" height="296" /></a></p>
<p><strong>Marco Bardoscia &#8211; The Future is a Tree</strong></p>
<p>Le prime quattro tracce del disco del contrabbassista (in trio con William Greco al pianoforte e Dario Congedo alla batteria) sono dedicate alle quattro stagioni con il ciclo che parte dall&#8217;estate. Un modo per introdurci al tema dell&#8217;album: quello del rispetto per la natura e della visione piena di speranza di un futuro verde nel senso più ampio del termine Le stagioni, tempo cronologico, lasciano poi spazio ad altre tracce dedicate a quello meteorologico con l&#8217;elemento del vento in primo piano. Le stagioni formano una suite con molte idee melodiche e un dialogo efficace tra gli strumenti. Segnaliamo anche l&#8217;atmosfera brasiliana del Chorino delle foglie volanti e il ritmo di Segnavento per un lavoro complessivo di qualità.</p>
<p>Michele Manzotti</p>
<p><strong><em>www.tukmusic.com</em></strong></p>
<p><strong><em>Distribuzione Ducale Music</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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