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	<title>il popolodelblues &#187; Rivista elettronica fondata da Ernesto de Pascale articoli, recensioni, link, informazioni su artisti eventi</title>
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		<title>The Anthony Paule Soul Orchestra featuring Willy Jordan – What Can We Do?</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2026 20:15:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvano Brambilla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dischi]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Anthony Paule Soul Orchestra]]></category>
		<category><![CDATA[blues]]></category>
		<category><![CDATA[Willy Jordan]]></category>

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		<description><![CDATA[Ancora una volta, giù il cappello di fronte ad un altro disco della, The Anthony Paule Soul Orchestra!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2026/09/The_Anthony_Puale_Soul_Orchestra.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-27801" title="the_anthony_puale_soul_orchestra" src="https://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2026/09/The_Anthony_Puale_Soul_Orchestra-300x300.jpeg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<pre>Nola Blue Records</pre>
<pre>www.nola-blue.com</pre>
<pre>http://www.anthonypaule.com/</pre>
<p>Per molti di noi la foto di copertina ci porta indietro nel tempo, quando nel salotto di casa c’era la televisione in bianco e nero, un giradischi, gli amati vinili e oggetti vari. Anche Anthony Paule è cresciuto in quello stato delle cose e il suo essere musicista parte proprio da là a quelle sonorità blues/soul/r&amp;b e non solo, ascoltate da vinili e dalle immagini di artisti passate in televisione. Non è solo un valido chitarrista, è stato un punto di riferimento di band dove era parte integrante, Home Cookin’, Hound Kings, e negli anni ha completato un percorso artistico, con dischi solisti, divenendo autore, produttore, talent scout, fino a fondare, nel 2007, la Anthony Paule Soul Orchestra dove, come un direttore d’orchestra, non con la bacchetta, ma con la chitarra, è a capo di un nucleo di musicisti, fra sezione ritmica e fiatistica, dal forte impatto nel riportare l’attenzione su una sostanziosa parte della musica neroamericana, completata via via da rilevanti voci come, Frank Bey,  Wee Willie Walker, Terrie Odabi. Tutto palesemente riscontrabile in ottimi dischi e concerti, che hanno raccolto un solo positivo parere fra appassionati e addetti ai lavori, anche da noi, grazie a recensioni e alle presenze al Porretta Soul Festival, All’Umbria Jazz Festival, all’Aglientu Summer Blues Festival, senza sottacere alla sua presenza nel recente disco di Van Morrison, Somebody Tried To Sell Me A Bridge. Per la sua propensione anche di talent scout, Anthony Paule, potrebbe ricordare Johnny Otis, famoso musicista/autore, band leader e scopritore di talenti divenuti poi storici. L’ultimo in ordine di tempo, oltre ai sopracitati, Bey, Walker, Odabi, è il cantante Willy Jordan, già presente nel precedente disco, What Are You Waiting For. Il titolo e relativo testo di questo nuovo capitolo discografico, What Can We Do? (cosa possiamo fare?) non è casuale. La sensibilità alle questioni sociali e politiche di questo mondo in fiamme è una costante nelle parole di Anthony Paule e di sua moglie, Christine Vitale, autrice e produttrice. Le dodici tracce sono la piacevole continuità con Il disco precedente, dove l’abilità strumentale/vocale, non oscura una espressiva naturalezza. Willy Jordan si conferma un cantante dalle calde tonalità in grado di affrontare qualsiasi accento in perfetta sintonia con una straordinaria Soul Orchestra. Tutti insieme dunque nel dare impulsi r&amp;b come nell’apertura, Still Smellin’ Smoke, per poi passare una soul ballad, Too Late, cantata e suonata con grazia. Ottima nella dinamica vocale/strumentale è You Like a Rug, mentre con, Bigger Guitar, il maestro Anthony Paule trascina l’orchestra in un incalzante strumentale tipico degli anni cinquanta, periodo nel quale si rimane con la title track, in modalità doo-wop con aggiunta di voci. Altra soul ballad, intensa, ottima, è The Heart Never Says Goodbye, mentre Willy Jordan cantando in falsetto, rende accattivante, Walkin’. L’unica cover, You’re Nobody Till Somebody Loves You (Dean Martin), è stata perfettamente rivisitata con lo stesso spirito che anima il disco, chiuso con un altro strumentale dalla atmosfera da ore tarde, Blue Mood Indica. Ancora una volta, giù il cappello di fronte ad un altro disco della, The Anthony Paule Soul Orchestra!</p>
<p>Silvano Brambilla</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tracce</p>
<p>Still Smellin’ Smoke</p>
<p>Too Late</p>
<p>Stranger</p>
<p>You Lie Like A Rug</p>
<p>Bigger Guitar</p>
<p>What Can We Do?</p>
<p>The Heart Never Says Goodbye</p>
<p>Secret</p>
<p>If It Ain’t One Thing It’s Two</p>
<p>Walkin’</p>
<p>You’re Nobody Till Somebody Loves You</p>
<p>Blue Mood Indica</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Anthony Paule Soul Orchestra featuring Willy Jordan – What Are You Waiting For?</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Dec 2024 21:50:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvano Brambilla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dischi]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Anthony Paule Soul Orchestra]]></category>
		<category><![CDATA[blues]]></category>
		<category><![CDATA[Soul]]></category>
		<category><![CDATA[Willy Jordan]]></category>

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		<description><![CDATA[Anthony Paule Soul Orchestra featuring Willy Jordan, Dischi come questi non possono che far del bene alla musica in generale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2024/12/Anthony_Paule_Willy_Jordan.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-26462" title="anthony_paule_willy_jordan" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2024/12/Anthony_Paule_Willy_Jordan-300x287.jpg" alt="" width="300" height="287" /></a></p>
<pre>Blue Dot Records</pre>
<pre>www.anthonypaule.com/</pre>
<pre>www.facebook.com/AnthonyPauleSoulOrchestra</pre>
<pre>www.bluedotblues.com/Blue_Dot_Records/Home.html</pre>
<p>Anthony Paule, storico chitarrista/autore, californiano d’adozione, decise di dedicarsi alla musica blues e soul, dopo aver ascoltato un disco di Etta James regalatogli da suo padre. Era il 1968. Si è formato con varie formazioni, Johnny Nocturne Band, Home Cookin’ le più conosciute, collaborando fra gli altri con, Charlie Musselwhite, Boz Scaggs, Mark Hummel, Jackie Payne, avviando in seguito una attività solista battezzata con due dischi. Anthony Paule è un efficace chitarrista, abile band leader, e sa come far risplendere cantanti dalle notevoli doti vocali e interpretative, prima come The Anthony Paule Band, poi come The Anthony Paule Soul Orchestra, con realizzazioni di dischi, concerti e tournée, a supportare, Frank Bay, Wee Willie Walker, Terrie Odabi, e come house band al Porretta Soul Festival. Ed ora Willy Jordan, altro ottimo cantante dall’impronta blues e soul. Dietro a tutto questo ed altro, c’è la preziosa presenza di Christine Vitale, autrice, produttrice, promotrice discografica e moglie di Anthony Paule. Da lei è iniziato tutto con Willy Jordan, è successo durante una, The Legendary Rhythm and Blues Cruise, dove Willy, per quella occasione cantante di Elvin Bishop and The Big Fun Trio, le ha dichiarato che la canzone da lei composta, After A While è la sua preferita in assoluto, avanzando la richiesta di scrivere qualcosa per lui, avendo già una idea dal titolo, You Ain’t Old ‘Til You Cold, cosa che poi avvenne, e messa ora in apertura del disco perché, come riportato nelle note di copertina di Christine Vitale, “è la prima canzone che abbiamo scritto insieme, mentre, After A While, è messa in chiusura perché è la canzone che ci ha uniti tutti”. Le due tracce sono altri episodi dove il canto e la parte strumentale si alimentano a vicenda, creando una eccellente stratificata condizione. Se la prima ha un passo di un pastoso swingante blues, la seconda è una meravigliosa ballad, Willy Jordan la canta con incessante trasporto, mentre la band, anche qui eccezionale ad ogni respiro, non a caso si chiama meritatamente, …Soul Orchestra, con tanto di sezione fiati e voci di accompagnamento. Il disco è formato da undici tracce tutte autografe, e degne di essere citate, ma soffermiamoci sulla, title track, dal vivace ritmo dall’aroma rhythm&amp;blues, per poi cambiare passo per un tempo medio blues-soul, You’re Somebody Else’s Baby Too, mentre del caldo funky si trova in Back Up Plan. Il bravissimo Willy Jordan, le voci di accompagnamento e la parte strumentale, sono un ottimo megafono per esprimere in “Where Is Justice?” le disuguaglianze e il divario fra ricchi e poveri. Infine, Bruised, e,That’s Not How The Story Goes, diversificate nella struttura ma con due rilevanti interventi di chitarra di Anthony Paule. Dischi come questi non possono che far del bene alla musica in generale!</p>
<p>Silvano Brambilla</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tracce</p>
<p>You Ain’t Old ‘Til You Cold</p>
<p>What Are You Waiting For?</p>
<p>One Way</p>
<p>You’re Somebody Else’s Baby Too</p>
<p>Back Up Plan</p>
<p>Wher’s Justice?</p>
<p>Bruised</p>
<p>Love Out Loud</p>
<p>That’s Not How The Story Goes</p>
<p>No Tofu</p>
<p>After A While</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Elvin Bishop&#8217;s Big Fun Trio</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jun 2017 07:35:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Manzotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dischi]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[blues]]></category>
		<category><![CDATA[Bob Welsh]]></category>
		<category><![CDATA[Elvin Bishop]]></category>
		<category><![CDATA[Willy Jordan]]></category>

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		<description><![CDATA[Session di lusso del cantante e chitarrista nato in California]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2017/06/elvin-bishop.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-11683" title="elvin-bishop" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2017/06/elvin-bishop-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<pre>(Alligator Records / Ird)</pre>
<pre>www.elvinbishopmusic.com</pre>
<p>Il nome del gruppo e il titolo dell&#8217;album sono beneaugranti. Come spiega Elvin Bishop nelle note di copertina, il rapporto è nato in studio di registrazione incontrando il percussionista Willy Jordan durante alcune incisioni mentre Bob Welsh è un pianista che abitualmente suona nella band di Bishop. Una situazione singolare per il cantante e chitarrista nato in California e che ha legato il nome del suo gruppo a quello degli Allman Brothers e a musicisti come B.B.King e John Lee Hooker. In questa blues session di lusso segnaliamo l&#8217;iniziale Keep On Rollin&#8217;, It&#8217;s You Baby con l&#8217;armonica di Kim Wilson, Delta Lowdown con quella di Rick Estrin, 100 Years of Blues scritta e interpretata con Charlie Musselwhite, Southside Slide. Un album divertente fatto con gusto. E non è poco.</p>
<p>Michele Manzotti</p>
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