<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>il popolodelblues &#187; Rivista elettronica fondata da Ernesto de Pascale articoli, recensioni, link, informazioni su artisti eventi</title>
	<atom:link href="https://www.ilpopolodelblues.com/wp/tag/woody-guthrie/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ilpopolodelblues.com/wp</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Sun, 11 Oct 2026 16:19:14 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.4.2</generator>
		<item>
		<title>Francesco Bearzatti Tinissima 4et &#8211; This Machine Kills Fascist</title>
		<link>https://www.ilpopolodelblues.com/wp/2015/11/francesco-bearzatti-tinissima-4et-this-machine-kills-fascist/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=francesco-bearzatti-tinissima-4et-this-machine-kills-fascist</link>
		<comments>https://www.ilpopolodelblues.com/wp/2015/11/francesco-bearzatti-tinissima-4et-this-machine-kills-fascist/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Nov 2015 14:53:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Manzotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dischi]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Bearzatti]]></category>
		<category><![CDATA[jazz]]></category>
		<category><![CDATA[Tinissima 4et]]></category>
		<category><![CDATA[Woody Guthrie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilpopolodelblues.com/wp/?p=7976</guid>
		<description><![CDATA[Un viaggio in jazz attraverso l'America di Woody Guthrie]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2015/11/Bearzatti.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7977" title="Bearzatti" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2015/11/Bearzatti.jpg" alt="" width="225" height="225" /></a></p>
<pre>(Cam Jazz)</pre>
<pre>www.francescobearzatti.com</pre>
<p>Il titolo caratterizza subito il disco. This Machine Kills Fascists è infatti la scritta che Woody Guthrie pose sulla sua chitarra  come vero e proprio manifesto politico. Il sassofonista Francesco Bearzatti ha deciso, dopo i progetti dedicati a Tina Modotti (nel 2008) , alla suite per Malcolm X (2010) e Monk &#8216;n Roll (2013) che rivisitava il repertorio di Thelonious Monk in chiave rock, di rendere omaggio proprio a Woody Guthrie. Con lui componenti del Tinissima 4et (Giovanni Falzone alla tromba, Danilo Gallo al basso elettrico e contrabbasso, Zeno De Rossi alla batteria) per un viaggio musicale che parte dal paese natale di Guthrie, Okemah in Oklahoma per muoversi in mezzo agli Stati Uniti per giungere fino alla realtà urbana di New York. Da un punto di vista musicale si va dalla sperimentazione di Dust Bowl, alla ricerca melodica di Okemah, all&#8217;umorismo dark di Hobo Rag, al cool di Witch Hunt, alla ballata When U Left. La versione di This Land is Your Land era quasi scontata, ma fortunatamente Bearzatti ha deciso di ispirarsi al contesto musicale di Guthrie e non di trattarli come standars. Un valore importante per questo disco che si fa ascoltare con piacere.</p>
<p>Michele Manzotti</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ilpopolodelblues.com/wp/2015/11/francesco-bearzatti-tinissima-4et-this-machine-kills-fascist/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Bill Frisell Music for Strings, Teatro Ariston, Mantova, 16 ottobre 2015</title>
		<link>https://www.ilpopolodelblues.com/wp/2015/10/bill-frisell-music-for-strings-teatro-ariston-mantova-16-ottobre-2015/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=bill-frisell-music-for-strings-teatro-ariston-mantova-16-ottobre-2015</link>
		<comments>https://www.ilpopolodelblues.com/wp/2015/10/bill-frisell-music-for-strings-teatro-ariston-mantova-16-ottobre-2015/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2015 18:42:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Manzotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concerti]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Bill Frisell]]></category>
		<category><![CDATA[Mantova Jazz]]></category>
		<category><![CDATA[Woody Guthrie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilpopolodelblues.com/wp/?p=7651</guid>
		<description><![CDATA[Viaggio stilistico del chitarrista americano e del suo trio d'archi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2015/10/frisell1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7655" title="frisell1" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2015/10/frisell1.jpg" alt="" width="1022" height="369" /></a></p>
<pre>www.billfrisell.com</pre>
<pre>www.mantovajazz.it</pre>
<p>All&#8217;inizio è il caos. Le note sembrano volare in direzioni contrarie, opposte e senza ordine. Poi improvvisamente si uniscono insieme e nasce una melodia. Quella di un brano conosciuto come This Land Is Your Land di Woody Guthrie, pezzo che ha segnato una pietra miliare nella canzone americana. Proprio dal folksinger è partito Music for Strings il nuovo progetto del chitarrista jazz Bill Frisell dedicato alla musica popolare di Oltreoceano. Un repertorio, presentato recentemente per la prima volta al Lincoln Center di New York, che vede sul palco Frisell insieme alla violinista Jenny Scheinman, al violista Eyvind Kang e al violoncellista Hank Roberts. Music for Strings, eseguito in unica data italiana al Teatro Ariston per l&#8217;apertura di Mantova Jazz, rivede brani e stili con un approccio esecutivo tipico della musica classica. Ma questa è il risultato di un lavoro che sintetizza improvvisazione e ricerca su ogni singola partitura. E&#8217; un viaggio attraverso gli stili che hanno fatto grande le scuola americana: quindi il jazz (Fats Waller, Thelonious Monk, Miles Davis), ma anche blues, swing, rock&#8217;n'roll, country (Johnny Cash) toccando anche colonne sonore (John Barry) e atmosfera Tin Pan Alley con alcuni brani dello stesso Frisell. I tre archi si muovo in mezzo alla melodia, ma formano anche polifonie e poliritmie in un repertorio tratto da album come Big Sur, Richter 858, Unspeakable, History Mystery, Allen Ginsberg&#8217;s Kaddish, Hunter S. Thompson&#8217;s Kentucky Derby. Gli assoli trovano un senso compiuto tra archetto, pizzicato e percussione (da sottolineare il lavoro di Hank Roberts, architrave della formazione). La chitarra di Bill Frisell sembra quasi fare un passo indietro a favore della lettura d&#8217;insieme. Un esempio tra tutti è il secondo fuori programma, For What It&#8217;s Worth scritta da Stephen Stills nel periodo Buffalo Springfield. Un&#8217;esecuzione dove ritmo e melodia si fondono per evidenziare il fascino di un classico senza tempo.</p>
<p>Michele Manzotti</p>
<p><a href="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2015/10/frisell-fine.jpg"><img class="alignnone  wp-image-7656" title="frisell fine" src="http://www.ilpopolodelblues.com/wp/wp-content/uploads/2015/10/frisell-fine.jpg" alt="" width="614" height="346" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ilpopolodelblues.com/wp/2015/10/bill-frisell-music-for-strings-teatro-ariston-mantova-16-ottobre-2015/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
