Delmark
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In questi tempi quando capita di rivolgere lo sguardo alla scena del Chicago blues, è inevitabile pensare a chi degli storici bluesman è ancora in attività. Il primo nome che circola è quello di Buddy Guy vicino alla soglia dei novant’anni, dimenticando che c’è un altro gigante del blues elettrificato, l’ultra novantenne, pluripremiato Bob Stroger. Lui però non suona uno strumento come la chitarra o l’armonica che per tradizione hanno un ruolo primario, e non ha una corposa discografia da essere ricordato. Forse è per questo che i più non lo ricordano, eppure suona uno strumento che è di fondamentale importanza, nel blues, come nel jazz, nel rock, ecc, il basso. Se gli appassionati di blues vanno a ri/guardare fra i loro dischi dei vari bluesmen, leggeranno: basso Bob Stroger. Per non parlare dei tanti musicisti che lo hanno richiesto per concerti e tournée in giro per il mondo. Con il suo storico quattro corde è un maestro nel dare concretezza sia alle parti melodiche che ritmiche, il suo agire non è mai sopra le righe e sempre funzionale a qualsiasi momento, in più non sfugge la sua elegante personalità, il comportamento educato e mai prevaricante. Quando veste abiti da solista, il suo blues non è mai spigoloso ma piacevolmente sinuoso e sanguineo. Fortunatamente l’occasione di vederlo dal vivo non è mancata in Italia, mentre finalmente su disco c’è una nuova occasione dopo tre anni da, That’s My Name (sempre su Delmark). Anche qui è accompagnato da The Headcutters un quartetto di musicisti brasiliani, Joe Marhofer armonica, Ricardo Maca chitarra, Arthur Catuto basso, Leandro Cavera batteria, con i quali maestro Stroger continua ad avere una sana convivenza, firmata di nuovo con questo disco, dove non bisogna aspettarsi del blues con mire contemporanee, qualche accorgimento c’è, è inevitabile, ma non toglie ossigeno allo storico e riproduttivo chicago blues, qui ripreso nella sua forma migliore, con l’ottimo contributo del pianista e organista, Ben Levin. Qualche esempio: il tempo medio di Champagne And Reefer (Muddy Waters), le autografe, Jazz Man Blues (il titolo fa già intuire di cosa si tratta), gli slow, My First Love, Bob Is Back In Town, Gold Tailed Bird, l’ottimo incalzante procedere Love You Baby, con l’accompagnamento vocale di Candice Ivory e Renée Gros, e il corposo Bob Is Back. Un grazie a Bob Stroger & The Headcutters e gli ospiti, per aver messo l’accento sul più genuino Chicago blues.
Silvano Brambilla
Tracce
Look Yonder Wall
Champagne and Reefer
Jazz Man Blues
Don’t You Lie To Me
My First Love
Loan Me Train Fare
Thinking and Drinking
Bob Is Back In Town
Love You Baby
Bob Is Back
Gold Tailed Bird
Let The Good Times Roll
Tagged blues, Bob Stroger, Delmark