Delmark Records
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Fra i tanti futuri musicisti neroamericani che lasciarono i natii luoghi dei vari Stati del meridione degli Stati Uniti, ci furono anche i fratelli Burns. Eddie, all’anagrafe il più grande, si trasferì a Detroit, mentre Jimmy con tutta la famiglia a Chicago nel 1955. Non diventò da subito un bluesman nel senso stretto del termine, perché in quel contesto urbano colse, soprattutto fra la popolazione a maggioranza afroamericana, un interesse verso altre situazioni stilistiche come la nascente musica soul, una forma profana e più orecchiabile del gospel. Come è noto, l’esplosione della suddetta forma stilistica, è avvenuta agli inizi degli anni sessanta a livello internazionale. A Chicago i primi fautori furono Jerry Butler e Curtis Mayfield i quali formarono poi gli Impressions. Nella Windy City dunque fu inevitabile l’amalgama fra blues e soul o viceversa, ed uno dei portavoce ha il nome di Jimmy Burns. Chitarrista/cantante cresciuto con il gospel dove è nato, nel Mississippi, è diventato grande nella suddetta area urbana cantando doo-wop con il gruppo da lui formato, The Medallionaires, per poi iniziare la carriera solista incidendo una serie di 45 giri, autografi e non, che divennero di riferimento per il sopracitato nuovo episodio musicale, sempre più seguito fra i fruitori di musica i quali avevano modo di approcciarlo dal vivo nei locali, e diffuso dai juke box. Jimmy Burns però non fu un vero e proprio soulman, perché a lui la musica piaceva talmente tanto che non faticava ad assorbire qualsiasi situazione, anche se va detto, quella che più eseguiva era quella blues. Agli albori degli anni settanta decise di allontanarsi dal mondo della musica per dedicarsi alla famiglia, ma non si ritirò del tutto dalle scene, aveva ridimensionato di molto la sua presenza dal vivo e su disco, per ritornare negli anni novanta come musicista fisso in un locale di Chicago dove fu notato da Bob Koster fondatore della storica Delmark Records, che pubblicò il suo primo disco 33 giri a cui ne seguirono altri, tutti orientati al blues. Tornò a fare concerti in giro per il mondo, passò anche dall’Italia dove lo vedemmo al Castel San Pietro In Blues nell’anno 2003 insieme al fratello Eddie, e fece tour in Europa accompagnato da Luca Giordano. Il sodalizio con la Delmark continua tutt’ora e questa pubblicazione è la riproposizione di una parte del suo repertorio degli anni sessanta, come fosse un ritornare al suo passato, per vedere l’effetto che fa, senza toni malinconici, ma con una lucida consapevolezza. Ad accompagnarlo c’è la Soul Message Band dei due fondatori e leader, Chris Foreman organo Hammond, Greg Rockingham batteria, più chitarra, tre sax e voce femminile. Dieci tracce alcune delle quali a firma di, Charles W. Wright, Big Joe Turner, Robert Newsome, Lil’ Son Jackson, tutte rivedute con un impasto soul/blues/jazz tenuto insieme da un ragguardevole groove dai toni medio lenti.
Silvano Brambilla
Tracce
Express Yourself
World Of Trouble
I Really Love You
Ain’t That Funk For You
Too Much Lovin’
Give Her To Me
It Use To Be
Since I Fell For You
Rock Me Mama
Where Does That Leave Me?
Tagged blues, Delmark, Jimmy Burns, Jimmy Burns & Soul Message Band
