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Recensioni

Bywater Call – Broken Souvenirs

4 agosto 2026 by Silvano Brambilla in Dischi, Recensioni

CRS/Continental Record Services
www.continental.nl
https://bywatercall.com/
www.facebook.com/bywatercall

La catena montuosa degli Appalachi situata nella parte orientale degli Stati Uniti, non offusca la vista sul meridione degli Stati Uniti, da Toronto. Basta chiedere alla coppia, Meghan Parnell, cantante e, Dave Barnes, chitarrista, fondatori e leader dei Bywater Call. Il nome della band lo hanno preso da un quartiere di New Orleans, e da lì si sono poi mossi fra le zone del sud per assimilare quell’attraente impasto di, roots rock, soul, blues, r&b. La formazione conta sette musicisti compresa di fiati e fin dalla nascita, 2017, ha avuto subito un forte impatto dal vivo, progressivamente dal Canada, poi in Europa (purtroppo da noi neanche una volta) e negli Stati Uniti. Sommando concerti e uscite discografiche, con questa è la quinta, la band canadese ha raccolto premi e riconoscimenti, e il consenso degli appassionati è cresciuto in modo esponenziale. Quale dunque i motivi di tanto interesse? Le sfumature vocali, la disinvoltura con cui canta e la presenza scenica di Meghan Parnell; la naturale propensione ad un ottimo chitarrismo, dove prima viene una urgenza espressiva, poi la tecnica ma senza eccessi, di Dave Barnes. Infine l’arte della band di saper interagire per dare sempre più respiro al loro stile che ha certamente delle influenze, nobilissime tra l’altro, e considerate con rispetto come, The Wood Brothers, Little Feat, Alabama Shakes, squarci di black music, Tedeschi Trucks Band. Ed è con quest’ultima band che si può cogliere il paragone vocale con Susan Tedeschi, che non disturba affatto Meghan Parnell la quale ha dichiarato: lei è fantastica, Dave ascoltava Derek Trucks, mentre io ascoltavo Susan, è una cantante dal timbro splendido. Non ritengo il nostro stile identico alla TTB, ma capisco che ci sono delle analogie. Ma fantastica è anche la Parnell, trascinatrice e appassionante in ogni pezzo, che siano più marcatamente ad indirizzo soul/r&b dal gustoso sapore retrò, come, Hold Me Down, e, No One Else, con eccellenti passaggi della sezione ritmico/fiatistica, o la grintosa, Way To Go. Poi c’è il lato più morbido fatto di attraenti ballate, Only, vocalmente molto vicina a Susan Tedeschi e chiusa da un sobrio apporto di chitarra, l’elettroacustica, Clutter, caratterizzata dal tocco di banjo, How Long, eccellente con quella parte chitarristica, sempre Dave Barnes, e con un imperioso finale. Anche qui siamo nei dintorni della TTB. In chiusura, a riposo i fiati per un violino, chitarra acustica e canto c’è, Yardsale, altro tassello di un disco di altissimo profilo.

Silvano Brambilla

 

Tracce

Hold Me Down

Is This Thing On

No One Else

Only

Way To Go

So Far

Clutter

Sally

How Long

Ain’t No Friend Of Mine

Yardsale

 

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