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Recensioni

Gerry Hundt Trio – One More For Me

11 ottobre 2026 by Silvano Brambilla in Dischi, Recensioni

Produzione Indipendente
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Dagli anni sessata in poi una buona fetta di bluesmen neroamericani che giungevano in Europa, venivano accompagnati anche da musicisti del vecchio continente. In alcuni casi si era creata una proficua intesa durante i concerti, da realizzare delle registrazioni in qualche studio, per poi eventualmente farne un disco. Il polistrumentista Gerry Hundt, ha fatto lo stesso percorso. In Europa ha trovato due musicisti con un curriculum professionale di alto profilo, perfettamente in linea con il suo idioma stilistico, Renaud Lesire basso, armonica, voce, Tom Lehnert batteria, e fra una data e l’altra di un tour, sono entrati in uno studio in Lussemburgo ed hanno registrato in presa diretta. Nell’ambiente musicale, Gerry Hundt è un’artista di peso, la sua scaltrezza lo ha portato ad essere un protagonista nella nascita e nella partecipazione di realtà come, The Dig 3, Corey Dennison Band, Nick Moss’ Flip Tops, Cash Box Kings, oltre a passi a suo nome. L’attitudine a suonare più strumenti, chitarre, mandolino, armonica e voce, è un suo tratto distintivo per mantenere vivo quell’apprezzato andirivieni di condizioni stilistiche. Gerry Hundt è cittadino di Chicago, dunque, impossibile non essere stato influenzato dall’educazione blues elettrificata, Muddy Waters, Magic Sam, Otis Rush, ed altri, una educazione seminale che porta, in quantità più o meno differente, ad altre sue influenze, Tony Joe White, Chris Stapleton, Dick Dale. Sono dieci le tracce del disco, ognuna con una sua personale, attraente storia stilistico/interpretativa, che riassume una buona parte del blues a Chicago dal decennio degli anni cinquanta in avanti. Da un allegro vibrante strumentale, Pimenta, pensando a Bo Diddley, al compatto cadenzato blues, Caught In The Middle, che cede il passo ad un momento danzereccio, Pretty Baby, magari ballato in uno dei blues club della città. Da luoghi al chiuso, con, Kid Man Blues, si passa allo storico mercato all’aperto della domenica mattina che fu Maxwell Street, ricordando una figura iconica come il mandolinista Johnny Young, omaggiato con mandolino, armonica e voce da un convincente Gerry Hundt, il quale poi lascia la scena a Renaud Lesire che con, Ruby Doobie, assume il ruolo di armonicista diffondendo tonalità differenti, creando del buon umore. Ancora ossequiosi omaggi ben strutturati, lo strumentale, Runnin’ Wild (Eddie C. Campbell) e, Rambler’s Blues (Tampa Red), suonato da Gerry Hundt con il mandolino. Il blues torna nella dimensione elettrica con l’autografa Strange Things Happening, e con un altro strumentale, End Of The Day Blues, pensando all’originalità di Earl Hooker. Anche questo nuovo capitolo di Gerry Hundt Trio, è alquanto soddisfacente.

Silvano Brambilla

 

Tracce

 

Pimenta

Caught In The Middle

Pretty Baby

Kid Man Blues

Ruby Doobie

Runnin’ Wild

I’m Gone

Rambler’s Blues

Strange Things Happening

End Of The Day Blues