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Recensioni

Philipp Fankhauser and Margie Evans – Unplugged: Live at Mühle Hunziken

12 marzo 2016 by Luca Lupoli in Dischi, Recensioni

(Black Palm Music)
www.philippfankhauser.com

Fankhauser è un valore certo del Blues Europeo, anzi è uno dei quei 5 o 6 artisti che hanno fatto di un sogno, ossia il blues europeo, una realtà. Philipp ha inciso dischi belli, talvolta bellissimi e ha fatto concerti come i suoi dischi, sempre con una cura meticolosa per i suoni, per la composizione, per il risultato globale. In un piccolo mondo di rumorosi improvvisatori, Fankhauser è sempre stato un’eccezione, un musicista quasi sofisticato, alieno ai conformismi, a suo modo intimista. Rimaneva da mantenere la spontaneità e il DVD live risponde perfettamente a questa esigenza: siamo nel girone dell’eccellenza. Perfino l’artwork del libretto – creazione del “mago” Didier Cremieux – lascia ammutoliti. Il fatto d’aver avuto come maestro Johnny Copeland – siamo nel gotha del Texas Blues – ha portato i suoi vantaggi, ma Fankhauser è da tempo un musicista di per sé compiuto con una sua personalità precisa e definita. In questi CD e DVD si ritrovano un po’ di standard – Everyday I have the Blues, Drowning in the sea of love, God Bless the Child – e un po’ di canzoni originali – Love Man Riding, Try my love – suonate con un approccio soft tanto che i plettri di Philipp, il chitarrista titolare Marco Jencarelli e il bassista Angus Thomas sono sempre acustici malgrado la presenza della batteria di Richard Spooner. E’ un sound raffinato senza esser pretenzioso nel quale spunta il piano di Hendrix Ackle, sodale da tempo di Fankhauser, come quasi tutti gli altri presenti. , cantante settantacinquenne della Louisiana – come si può apprezzare in Time for Christ, il pezzo emblematico di questa raccolta – è un’interprete straordinaria di gospel che versa facilmente anche nel Jazz e nel Soul. Insomma, qui si rischia di dar fondo ad aggettivi mirabolanti che levano anche una patina d’umiltà, di modestia insita nell’uomo Fankhauser, in quello veramente elvetico, di una Elvetia di altri tempi. Certo, mancano qui l’assolo fulminante, la ritmica martellante, i finali pirotecnici ma quanta buona musica, quanta saggezza in questi due dischetti. Una parola finale sul Mühle Hunziken – locale verso Berna – che e’ da tempo propone buona musica. Chapeau!

Luca Lupoli

 

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