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Recensioni

Veronica Sbergia – Bawdy Black Pearls

16 maggio 2023 by Silvano Brambilla in Dischi, Recensioni

 

 

 

 

 

 

 

 

Bloos Records
https://bloosrecords.com
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“Nonostante ultimamente la musica intorno a noi sia drammaticamente cambiata, è bello vedere che ci sono ancora persone e musicisti che resistono e che con amore e passione continuano a credere in quella che io non chiamo più arte, ma artigianato musicale”. Questa riflessione è di Simone Scifoni il quale è anche lui parte integrante di “quell’artigianato musicale” di cui sopra, per l’attività che sta facendo con la sua “bottega discografica”, la Bloos Records, luogo stimolante di resistenza e interazione. Dove poteva realizzarsi il primo disco solista della lucente Veronica Sbergia se non in un contesto del genere. Veronica si è presa una “pausa” dalla sua operosità in coppia, con lo storico compagno Max De Bernardi e con il progetto “The Jolly Shoes Sisters” con Laura Fedele. Niente stravolgimenti però, è sempre forte quel suo sentimento musicale/culturale circa le figure femminili e le loro vite, soprattutto del periodo del blues pre war. Il percorso ricomincia dalla grafica per la copertina, realizzata da Roberta Maddalena Bireau, artista dai molteplici ruoli, residente a Berlino. Ideata insieme a Veronica, la colorata bocca aperta, nella quale c’è la figura di una blueswoman con chitarra, rappresenta quella fonte da dove esce qualsiasi forma di espressività al femminile, dal canto al lamento, dalle storie oscene a quelle più sobrie, dal respiro all’urlo liberatorio. Un tributo dunque nella sua pienezza, ad una consistente parte delle sue muse ispiratrici, dodici donne afroamericane, dove non c’è la minima ossessione di imitarle, non ne ha bisogno, perché Veronica al canto ha una eloquente naturalezza nell’immedesimarsi nei loro sentimenti. Ad accompagnarla c’è un combo di musicisti di assoluto valore, ad iniziare da Simone Scifoni al piano acustico (ebbene sì, è anche un musicista e non solo discografico/produttore), Mauro Porro al clarino e Dario Polerani al contrabbasso, in “Stavin’ Chain” di Lil Johnson. Nel primordiale blues urbano non c’era ancora la chitarra amplificata a primeggiare, era il piano lo strumento guida, situazione ricreata nella più vivida tradizione in tutte e dodici le tracce, come nell’intima “Sweet Lotus Blossom” di Julia Lee, come sempre interpretata da Veronica anche con un canto in lingua inglese fluente, e dove esordisce Lino Muoio con un delicato tocco di mandolino, presente insieme al piano, alla chitarra acustica di Max De Bernardi, al contrabbasso suonato da Lucio Villani e al clarino di Mauro Porro, anche nell’omaggio alla “Madre del blues” con “Ma’ Rainey’s Black Bottom”. Ancora solo voce e piano con passaggi di ragtime per “What’s Your Price” di Lena Wilson (la tematica è già chiara dal titolo, riguarda la prostituzione). Ottima risulta la rivisitazione di “Dope Head Blues” della grande Victoria Spivey , solo per voce, piano e chitarra acustica. Se “My Man Rocks Me (With One Steady Roll)” di Trixie Smith è uno strascicato blues, “Sold It To The Devil” di Merline Johnson è un vivace passo ancora solo per voce e piano. Con questo ottimo capitolo discografico si può capire quanta attrazione c’era per il blues dei primi del novecento da parte della popolazione neroamaricana e non solo che lo ascoltava sia nei club, nei teatri, nei bordelli, negli house rent parties, sia alla radio o dai 78 giri, magari muovendosi al ritmo anche di “Hot Nuts (Get’ em From The Peanut Man)” di Georgia White e battere il piede seguendo il piano e il canto per “If It Don’t Fit (Don’t Force It)” di Barrel House Annie. Chapeau Veronica Sbergia, musicalmente figlia legittima delle Regine del blues!

Silvano Brambilla

 

Tracce

 

Stavin’ Chain

He May Be Your Man (But He Come To See Me Sometimes)

Sweet Lotus Blossom

Ma’ Rainey’s Black Bottom

What’s Your Price

B.D. Women’s Blues

Dope Head Blues

My Man Rocks Me (With One Steady Roll)

Sold It To The Devil

Hot Nuts (Get’ em From The Peanut Man)

I Ain’t Gonna Give Nobody None Of My Jelly Roll

If It Don’t Fit (Don’t Force It)

 

 

 

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