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Mavis Staples – Sad And Beautiful World

23 dicembre 2025 by Silvano Brambilla in Dischi, Recensioni

Anti Records
www.anti.com
https://mavisstaples.com/

Quello che salta subito agli occhi è la foto di copertina. C’è Mavis Staples seduta ad un tavolo in un luogo casalingo, con le mani quasi giunte, testa parzialmente china, occhi chiusi e una intensa espressione del viso, quasi come fosse raccolta in preghiera. Forse sta riflettendo su questo “mondo triste e bello: a volte mi sento così triste, a volte mi fai arrabbiare, è un mondo triste e bello (…)”. Sad And Beautiful World è il suo ultimo disco. Che dire di lei che non è stato ancora detto! Il suo canto è sempre grondante di una espressività sacro e profana, che non ha mai smesso di esternare istanze sociali e politiche, anche nel segno della continuità assimilata dall’adorato e indimenticato padre Pops. Mavis è come una Regina, per i suoi dischi viene circondata di volta in volta, da musicisti, autori, produttori, qui il bravo Brad Cook (Nathaniel Rateliff, Justin Vernon – conosciuto anche come Bon Iver – qui entrambi ai cori, due fra i migliori esempi di artisti che si sono affidati a lui), tutti concentrati ad offrire le loro migliori facoltà, e attenti a non offuscare minimamente la magnificenza di colei che è considerata una delle più grandi voci di tutto l’universo musicale. Le manca solo qualche anno per arrivare ai novant’anni e, ragionevolmente, pur avendo qualche tonalità meno impetuosa, trasmette ancora una forte carica emotiva, gonfia di lucidità e concentrazione. Per questo disco Mavis ha guardato al repertorio di vari autori/musicisti, mettendo insieme dieci pezzi i quali, per come li ha interpretati, sembrano stati scritti da lei, o appositamente per lei, o ripresi dal repertorio di papà Pops. In tutto questo non vogliamo certo togliere merito a chi ha suonato, ad iniziare da Buddy Guy e Derek Trucks che con le loro chitarre sostengono il già straordinario canto di lei nell’incalzante, Chicago (Tom Waits). Non è forse un caso che il pezzo è in apertura di disco, perché è la città dove è nata e ha sempre vissuto, così come è stato anche per il grande Curtis Mayfield del quale ha ripreso, We Got To Have Peace, scritta per la guerra del Vietnam, e purtroppo, molto pertinente a questi anni, come anche, Hard Times (Gillian Welch). Sono due delicate e intense versioni, la prima elettroacustica, la seconda con ancora la presenza di Jeff Tweedy e con sempre un esemplare Derek Trucks. Da pelle d’oca è la title track, quanto pathos! Con, Anthem, Mavis torna sul repertorio di Leonard Cohen, cucendosela addosso in un eccellente andamento lento, stesso dicasi per il classico gospel/country, Satisfied Mind. Il pezzo di chiusura, dove si sente Bonnie Raitt con la slide e voce, è come un incontro di due anime di una sensibilità rara, quella dell’indimenticato Eddie Hinton (autore del pezzo), e quella della Magnifica Mavis Staples, al crocicchio di, Everybody Needs Love. Lasciate andare la registrazione perché dopo qualche secondo Mavis ci saluta con la sua caratteristica risata!

Silvano Brambilla

 

Tracce

 

Chicago

Beautiful Strangers

Sad And Beautiful World

Human Mind

Hard Times

Godspeed

We Got To Have Peace

Anthem

Satisfied Mind

Everybody Needs Love

 

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